MANUTENZIONE E RINNOVO DEI RIVESTIMENTI

SISTEMI DI FACCIATA E DI COPERTURA PER LA DURABILITÀ DEGLI EDIFICI

Nel mondo dell’edilizia moderna, dove l’attenzione si sposta verso la durabilità e l’efficienza energetica, la manutenzione adeguata e il rinnovo tempestivo dei rivestimenti protettivi di facciate e coperture assumono un’importanza critica. Questo articolo fornisce una guida esperta e pratica alla manutenzione delle superfici edilizie chiave, parte integrante della garanzia della loro integrità strutturale e della loro attrattiva estetica.

Ci concentreremo sui materiali di facciata e di copertura, esaminandone la durabilità e l’indicatore critico di permeabilità al vapore (Sd) nel contesto della manutenzione e dell’esercizio. L’analisi terrà conto delle norme climatiche generali dell’Ucraina, il che permetterà ai lettori di applicare le conoscenze acquisite nel modo più efficace. Scoprirete la metodologia di valutazione dello stato dei rivestimenti, la scelta dei materiali ottimali per il rinnovo e gli aspetti tecnologici della loro applicazione, elementi fondamentali per preservare gli investimenti e mantenere elevate caratteristiche prestazionali del vostro immobile. Il rispetto di questi principi garantisce non solo l’attrattiva visiva, ma anche la protezione dagli effetti distruttivi degli agenti atmosferici, riducendo al minimo i rischi di dispersione termica e di formazione di condensa. Un approccio integrato alle ‘finiture’ e alla protezione è alla base dell’edilizia sostenibile. Maggiori dettagli sugli aspetti generali delle finiture finali sono disponibili alla pagina Finiture.

LE SFIDE CLIMATICHE DELL’UCRAINA E L’IMPATTO SULLA DURABILITÀ DEI RIVESTIMENTI

Le condizioni climatiche dell’Ucraina sono caratterizzate da notevoli sbalzi di temperatura, elevata umidità e intensa radiazione ultravioletta, il che crea sfide specifiche per i rivestimenti edilizi. Durante l’anno le superfici sono soggette a numerosi cicli di gelo-disgelo, in particolare nel periodo invernale, quando la temperatura può oscillare tra valori positivi e negativi nell’arco di una stessa giornata. Questo fattore, noto come resistenza al gelo, è critico per gli intonaci di facciata e i materiali di copertura. Secondo la ДБН В.2.6-33:2018 ‘Strutture delle pareti esterne con isolamento termico di facciata’, i materiali per i lavori esterni devono avere valori di resistenza al gelo definiti, solitamente non inferiori a F50, il che significa la capacità di sopportare 50 cicli di gelo-disgelo senza perdita di resistenza e integrità.

L’intensa radiazione solare nel sud dell’Ucraina porta alla fotodegradazione dei composti polimerici e organici presenti in vernici e lacche, causando cambiamento di colore, gessificazione e perdita di elasticità. Le precipitazioni piovose, specialmente quelle acide, accelerano l’erosione delle superfici minerali e creano condizioni favorevoli allo sviluppo di microrganismi (muschi, licheni), che deteriorano il rivestimento meccanicamente e chimicamente. Il rinnovo dei rivestimenti deve tenere conto di questi fattori, scegliendo materiali con maggiore resistenza ai raggi UV, proprietà idrofobiche e additivi fungicidi. Ad esempio, le pitture e gli intonaci silossanici di facciata si distinguono per una durabilità notevolmente superiore in queste condizioni rispetto a quelli acrilici, grazie al minore assorbimento d’acqua e all’elevata permeabilità al vapore. Per le pareti in legno, particolarmente vulnerabili, la scelta di un rivestimento protettivo di qualità è di vitale importanza. Maggiori dettagli su strutture e materiali sono disponibili nell’articolo sulle pareti della casa in legno.

Le ispezioni annuali dei materiali di copertura, in particolare dopo la stagione invernale, permettono di individuare i danni causati dagli sbalzi di temperatura e dal carico di neve. Per le tegole bituminose, conformi alla norma EN 544, è fondamentale la conservazione del granulato, che protegge il bitume dai raggi UV. Una perdita di granulato del 15-20% è un segnale che indica la necessità di sostituzione o di un rinnovo profondo. Per le coperture metalliche (lamiera grecata, lamiera tipo coppo) è importante l’integrità del rivestimento polimerico, che protegge il metallo dalla corrosione. Eventuali graffi o scheggiature devono essere riparati immediatamente con smalti riparatori speciali. Trascurare queste misure porta a un rapido calo delle caratteristiche termotecniche e a un deterioramento accelerato delle strutture edilizie.

ANALISI DELLA PERMEABILITÀ AL VAPORE (SD) E IL SUO IMPATTO SULL’ESERCIZIO

L’indicatore Sd (spessore equivalente di diffusione dell’aria) è fondamentale per comprendere la durabilità e le caratteristiche prestazionali dei rivestimenti di facciata. Si misura in metri e indica a quale spessore d’aria il rivestimento è equivalente in termini di resistenza alla diffusione del vapore acqueo. Un Sd elevato (ad esempio >2 m) indica una bassa permeabilità al vapore, il che può causare l’accumulo di condensa all’interno della struttura della parete, in particolare nella stagione fredda, se lo strato interno ha un Sd notevolmente inferiore. Questo, a sua volta, favorisce lo sviluppo di muffa e il deterioramento dell’isolante e degli elementi portanti.

Il valore ottimale di Sd per i rivestimenti esterni dipende dal tipo di struttura della parete e dagli strati interni. In generale, per i sistemi con isolamento esterno (ETICS) si raccomanda che l’Sd dello strato esterno sia notevolmente inferiore a quello dello strato interno, per garantire la ‘traspirazione’ della parete verso l’esterno. Ad esempio, per la lana minerale l’Sd è quasi nullo, quindi il rivestimento esterno deve avere un Sd non superiore a 0,5 m, mentre per il polistirene espanso (Sd > 2 m) il rivestimento esterno può avere un Sd più elevato, ma deve comunque essere permeabile al vapore. Gli intonaci e le pitture silossaniche hanno un Sd nell’intervallo 0,1 – 0,3 m, il che li rende ideali per i sistemi con lana minerale. I rivestimenti acrilici, a loro volta, hanno un Sd di circa 1-2 m, il che può essere accettabile per i sistemi con polistirene espanso, ma non è raccomandato per la lana minerale.

La corretta scelta del rivestimento in base al valore Sd è fondamentale per prevenire la condensa interna. La condensa riduce l’efficacia dell’isolante (aumenta il fattore U, o riduce il valore R), causa macchie di umidità, distacco dei rivestimenti e formazione di crepe in caso di gelo. Nel rinnovo dei rivestimenti di facciata è sempre necessario tenere conto della struttura esistente della parete e del tipo di isolante, per non compromettere l’equilibrio degli scambi di umidità. L’uso errato di un rivestimento impermeabile al vapore su una base permeabile può portare a conseguenze catastrofiche nel giro di poche stagioni. Questo fa parte di un approccio integrato agli impianti tecnici, poiché anche un corretto sistema di ventilazione svolge un ruolo chiave nel controllo dell’umidità.

TECNOLOGIE DI RINNOVO DEI RIVESTIMENTI DI FACCIATA: DALLA DIAGNOSTICA ALLO STRATO FINALE

Il processo di rinnovo dei rivestimenti di facciata non consiste semplicemente nell’applicare un nuovo strato di pittura, ma è un insieme di interventi che richiede una diagnostica accurata e l’esecuzione sequenziale delle fasi tecnologiche. Tutto inizia con un’ispezione dettagliata del rivestimento esistente. Gli esperti valutano il grado di adesione, la presenza di crepe, distacchi, danni biologici (muschio, muffa) e gessificazione. Con l’aiuto di un adesimetro è possibile determinare la resistenza di adesione dello strato vecchio al supporto, elemento chiave per decidere se procedere alla rimozione completa o solo a una riparazione parziale.

La preparazione della superficie è la fase più importante. Può includere la pulizia meccanica (spazzole, levigatrici), la pulizia a idrogetto ad alta pressione (fino a 150-200 bar) o il trattamento chimico per rimuovere i danni biologici. Gli strati vecchi e non stabili devono essere rimossi completamente. Le crepe vengono aperte a V, primerizzate e riempite con stucchi elastici per facciate. Se la facciata presenta danni significativi, potrebbe essere necessaria un’armatura con rete. Dopo la pulizia, la superficie deve essere spolverata e trattata con un primer ad alta penetrazione o un primer adesivo, in base al tipo del rivestimento futuro.

La scelta del nuovo rivestimento dipende dal tipo di supporto, dalle caratteristiche prestazionali desiderate e dai requisiti estetici. Per gli intonaci minerali si utilizzano spesso pitture silicatiche o silossaniche, grazie alla loro elevata permeabilità al vapore e idrofobicità. Le facciate in legno richiedono lasure speciali o pitture a base d’acqua con filtri UV e antisettici. L’applicazione avviene in 2-3 strati, rispettando le pause tecnologiche indicate dal produttore. È importante controllare la temperatura e l’umidità dell’aria durante i lavori, poiché ciò influisce sul tempo di essiccazione e sulla formazione del rivestimento. I costruttori esperti prestano attenzione anche al montaggio del tetto, poiché un corretto smaltimento dell’acqua previene l’eccessiva umidificazione della facciata.

Dati specifici: Secondo la ДБН В.2.6-220:2017 ‘Edifici e strutture. Principi di progettazione’, nella scelta dei sistemi di facciata si raccomanda di tenere conto della durata di servizio dei rivestimenti. Per i sistemi ETICS con intonaci minerali essa è di 25-30 anni, mentre per quelli acrilici è di 15-20 anni. Questo sottolinea la necessità di scegliere materiali di qualità e un’esecuzione professionale dei lavori. Un audit tecnico di conformità alle norme è obbligatorio per un esercizio a lungo termine.

SPECIFICITÀ DELLA MANUTENZIONE DEI MATERIALI DI COPERTURA NELLA REALTÀ UCRAINA

La copertura è uno degli elementi più vulnerabili dell’edificio, soggetto all’influsso costante di precipitazioni atmosferiche, radiazione UV, carichi di vento e sbalzi di temperatura. Nella realtà ucraina, dove i carichi di neve possono essere significativi (fino a 180 kg/m² in alcune regioni secondo la ДБН В.1.2-2:2006) e gli sbalzi di temperatura sono bruschi, la specificità della manutenzione della copertura richiede un’attenzione particolare. Un’ispezione periodica, almeno due volte l’anno (in primavera e in autunno), è obbligatoria per individuare e risolvere tempestivamente i danni.

Per le coperture a falda in tegole di ceramica e in cemento-sabbia (durata di servizio 50-100 anni), la manutenzione principale consiste nella pulizia da muschio e licheni, che accumulano umidità e favoriscono il deterioramento del materiale. Questo può essere fatto meccanicamente (con una spazzola morbida) o con prodotti chimici. È importante controllare l’integrità delle singole tegole, il loro fissaggio e lo stato dei sistemi di gronda. Lo spostamento o il danneggiamento anche di una sola tegola può causare infiltrazioni e danni alla struttura del tetto. Per le tegole bituminose (durata di servizio 20-30 anni) è necessario controllare regolarmente l’integrità del rivestimento granulato e la presenza di distacchi. I danni minori possono essere riparati con mastici bituminosi.

Le coperture metalliche (lamiera tipo coppo, lamiera grecata) richiedono attenzione allo strato protettivo polimerico. Eventuali graffi o scheggiature che espongono il metallo devono essere trattati immediatamente con primer anticorrosivi e vernici riparatrici, per prevenire lo sviluppo della corrosione. La pulizia delle coperture metalliche si effettua con detergenti delicati privi di abrasivi. Per le coperture piane in materiali in rotoli (membrane bituminose o polimeriche), è fondamentale mantenere la tenuta delle giunzioni e l’assenza di danni meccanici. Si rimuovono regolarmente detriti e foglie, che possono ostruire i pluviali. I danni localizzati dei rivestimenti in rotoli si riparano mediante saldatura di toppe o l’applicazione di materiali impermeabilizzanti liquidi. La qualità del montaggio del tetto determina una parte significativa della successiva durabilità in esercizio.

MATERIALI PER IL RINNOVO: ANALISI COMPARATIVA E SCELTA

La scelta dei materiali per il rinnovo dei rivestimenti è un fattore decisivo che determina la durabilità e l’estetica dell’edificio. Sul mercato è disponibile un’ampia gamma di prodotti, che si differenziano per composizione chimica, caratteristiche prestazionali e prezzo. Comprendere i vantaggi e gli svantaggi di ogni tipo di rivestimento permette di prendere una decisione consapevole.

Per le facciate:

  • Pitture/intonaci acrilici: Economici, con un’ampia gamma di colori, buona resistenza ai raggi UV. Tuttavia la loro permeabilità al vapore (Sd ≈ 1-2 m) e idrofobicità sono inferiori rispetto agli equivalenti silossanici. Durata di servizio 10-15 anni.
  • Pitture/intonaci silossanici: Elevata permeabilità al vapore (Sd ≈ 0.1-0.3 m), eccellente idrofobicità (effetto autopulente), elevata elasticità, resistenza ai danni biologici. Ideali per i sistemi con lana minerale. Prezzo più alto, durata di servizio 20-25 anni.
  • Pitture/intonaci silicatici: Base minerale, elevata permeabilità al vapore, formano un forte legame chimico con i supporti minerali. Non elastici, gamma di colori limitata, richiedono una primerizzazione speciale. Durata di servizio 20-30 anni.
  • Pitture/intonaci a base di calce: Ecologici, elevata permeabilità al vapore, proprietà antisettiche. Bassa resistenza all’acqua, richiedono un rinnovo frequente (3-5 anni).

Per le coperture:

  • Pitture acriliche per coperture: Adatte al rinnovo di ardesia e coperture metalliche. Buona protezione UV, ampia gamma di colori. Durata di servizio 5-7 anni.
  • Mastici poliuretanici: Elevata elasticità, resistenza ai raggi UV e agli ambienti aggressivi, formano un rivestimento senza giunti. Ideali per le coperture piane. Durata di servizio 15-25 anni.
  • Mastici bituminosi e gomma liquida: Elastici, idrofobi. Utilizzati per la riparazione e il rinnovo delle coperture bituminose. Durata di servizio 10-15 anni.

Dati specifici: I produttori di rivestimenti moderni, come Caparol, Ceresit, Baumit, forniscono schede tecniche dettagliate con i valori di Sd, adesione e resistenza al gelo, il che permette agli ingegneri di selezionare con precisione i materiali per le condizioni operative specifiche. Per le superfici in legno, che fanno parte delle pareti della casa in legno, si raccomanda di utilizzare sistemi a base di oli naturali o lasure acriliche modificate, che garantiscono la protezione dalla muffa blu e dal marciume mantenendo la permeabilità al vapore del legno.

GUIDA PRATICA: LE FASI DEL RINNOVO DEI RIVESTIMENTI DI FACCIATA

Un rinnovo di qualità del rivestimento di facciata richiede il rispetto di una sequenza precisa di azioni, che garantirà durabilità e un aspetto estetico. Questa guida pratica illustra le fasi chiave.

1. Valutazione dello stato e pianificazione: Ispezione visiva, documentazione fotografica dei danni. Determinazione del tipo di rivestimento esistente (pittura, intonaco), dell’adesione, della presenza di microrganismi. Pianificazione dei lavori: scelta dei materiali, degli strumenti, dei dispositivi di protezione, delle condizioni meteorologiche ottimali (temperatura da +5°C a +25°C, assenza di raggi solari diretti e di precipitazioni).

2. Preparazione della superficie:

  • Pulizia: Rimozione di polvere, sporco, ragnatele, del vecchio rivestimento verniciato che si sta staccando. Uso di spazzole, raschietti. Per lo sporco ostinato — lavaggio a pressione (non oltre 80 bar per le superfici delicate) con detergenti neutri.
  • Rimozione dei danni biologici: Trattamento delle facciate con soluzioni fungicide e alghicide speciali. È importante rispettare il tempo di esposizione indicato dalle istruzioni del produttore e poi risciacquare accuratamente.
  • Riparazione dei danni: Apertura delle crepe (minimo 3-5 mm), primerizzazione dei loro bordi e riempimento con stucco elastico per facciate o malta riparatrice rinforzata con fibre. Le aree stuccate vengono livellate e levigate.
  • Primerizzazione: Applicazione del primer. Per i supporti fortemente assorbenti — primer ad alta penetrazione. Per i supporti lisci — primer adesivo. È consigliabile scegliere il colore del primer in base al colore del rivestimento finale, per garantire un tono uniforme.

3. Applicazione del rivestimento finale:

  • Primo strato: La pittura o l’intonaco vengono applicati uniformemente. Per le pitture, spesso il primo strato viene diluito con acqua (fino al 10%) per una migliore penetrazione e adesione.
  • Essiccazione tra gli strati: Rispetto delle pause tecnologiche tra gli strati indicate dal produttore (solitamente 4-12 ore). Il mancato rispetto può causare il distacco.
  • Secondo strato e successivi: Vengono applicati con il materiale non diluito. Uniformità dell’applicazione, assenza di striature e colature.

Dati specifici: L’uso di un rullo a pelo medio (12-18 mm) è ottimale per i lavori di facciata, garantendo un riempimento sufficiente e un rivestimento uniforme. Secondo le raccomandazioni degli standard europei, ad esempio l’ETAG 004, i sistemi di facciata di qualità prevedono una sequenza precisa degli strati e la compatibilità dei materiali. È inoltre necessario proteggere le superfici circostanti (finestre, porte, piante) con nastro e pellicola per pittori.

RINNOVO DEI MATERIALI DI COPERTURA: DALLE TEGOLE BITUMINOSE ALLA LAMIERA TIPO COPPO

Il rinnovo dei materiali di copertura è un aspetto chiave per mantenere la funzionalità e l’estetica dell’edificio, specialmente considerando le complesse condizioni climatiche dell’Ucraina. Ogni tipo di copertura ha le proprie particolarità nella manutenzione e nelle tecnologie di ripristino.

1. Tegole bituminose: Questo materiale, conforme allo standard EN 544, ha una durata di servizio da 20 a 30 anni. I problemi principali sono la perdita del granulato basaltico, che porta al deterioramento dello strato bituminoso a causa dei raggi UV, e la perdita di tenuta delle giunzioni. Il rinnovo include:

  • Pulizia: Rimozione di muschio, foglie e detriti. Lavaggio con acqua a bassa pressione.
  • Riparazione: I danni localizzati (piccole crepe, distacchi) si riparano con mastici bituminosi o nastri riparatori speciali.
  • Rinnovo completo: In caso di perdita significativa di granulato o di danni multipli, è possibile applicare gomma liquida o mastice bituminoso-polimerico sopra le tegole esistenti. Questo crea un nuovo strato impermeabilizzante che può prolungare la durata della copertura di altri 10-15 anni. È importante che il supporto esistente sia solido e pulito.

2. Lamiera tipo coppo e lamiera grecata: Questi rivestimenti, solitamente con uno strato protettivo polimerico, hanno una durata di servizio di 30-50 anni. Il principale nemico è la corrosione nei punti di danneggiamento del polimero. Il rinnovo consiste in:

  • Pulizia: Lavaggio regolare, rimozione di foglie e sporco.
  • Diagnostica: Ricerca di graffi, scheggiature, punti di corrosione. Particolare attenzione va prestata ai punti di fissaggio delle viti autofilettanti e ai bordi dei fogli.
  • Riparazione: I punti di corrosione vengono puliti con una spazzola metallica fino al metallo pulito, sgrassati, trattati con primer anticorrosivo e quindi verniciati con una speciale pittura polimerica per metallo, corrispondente al colore della copertura.
  • Riverniciatura completa: In caso di notevole perdita di colore o gessificazione, è possibile riverniciare completamente la copertura con pitture acriliche o poliuretaniche specializzate per superfici metalliche. La superficie deve essere completamente pulita, sgrassata e trattata con un primer adesivo.

Dati specifici: I produttori di lamiera tipo coppo, come Ruukki o ArcelorMittal, offrono garanzie sul rivestimento polimerico fino a 50 anni, a condizione che siano rispettate le regole di esercizio e che i piccoli danni vengano riparati tempestivamente. Trascurare questo aspetto può portare a una significativa riduzione della durata di servizio e alla necessità di uno smontaggio completo e di un nuovo montaggio del tetto.

MODELLO FINANZIARIO E TCO: OTTIMIZZAZIONE DEI COSTI DI MANUTENZIONE

Una gestione intelligente dei costi di manutenzione e rinnovo dei rivestimenti non si limita al costo iniziale dei materiali, ma include il concetto di TCO (Total Cost of Ownership — Costo Totale di Proprietà). Si tratta di un approccio integrato che tiene conto non solo dei costi di investimento, ma anche dei costi operativi lungo l’intero ciclo di vita dell’immobile. L’ottimizzazione del TCO per i rivestimenti di facciata e di copertura prevede una pianificazione strategica che permette di ridurre al minimo i costi a lungo termine, mantenendo al contempo elevate caratteristiche prestazionali.

Componenti del TCO:

  • Investimenti iniziali: Costo dei materiali e del montaggio/applicazione dei rivestimenti. I materiali di qualità superiore, sebbene più costosi nella fase iniziale, hanno spesso una durata di servizio maggiore e costi di manutenzione inferiori.
  • Costi operativi: Pulizia regolare, piccole riparazioni, ispezioni annuali. Questi costi dipendono dal tipo di rivestimento e dalle condizioni climatiche. Ad esempio, le facciate silossaniche, grazie all’effetto autopulente, richiedono un lavaggio regolare meno frequente.
  • Costi di rinnovo/riparazione: Costo della manutenzione straordinaria o della riverniciatura/sostituzione completa del rivestimento. La frequenza di questi interventi è direttamente legata alla durabilità dei materiali scelti e alla qualità del montaggio iniziale.
  • Costi legati ai guasti: Perdite dovute a infiltrazioni della copertura, deterioramento dell’isolamento termico a causa dell’umidità, necessità di riparazioni interne a causa di danni alla facciata. Questi costi possono essere significativi e imprevedibili.
  • Costi energetici: Il deterioramento delle proprietà termotecniche dei rivestimenti (ad esempio a causa di sporco o degrado) può portare a un aumento dei costi di riscaldamento/raffreddamento.

Ottimizzazione del TCO:

  • Scelta di materiali durevoli: Gli investimenti in rivestimenti con una durata di servizio garantita di 20+ anni (intonaci silossanici, lamiera tipo coppo con rivestimento premium) si ripagano grazie a interventi di manutenzione straordinaria meno frequenti.
  • Manutenzione preventiva regolare: Le ispezioni annuali e le piccole riparazioni prevengono lo sviluppo di problemi seri che richiederebbero costi significativi.
  • Montaggio professionale: La qualità dell’applicazione del rivestimento influisce direttamente sulla sua durabilità. Risparmiare su lavoratori professionisti si traduce in costi aggiuntivi in futuro.
  • Efficienza energetica: La scelta di rivestimenti che mantengono le proprie proprietà termotecniche nel tempo contribuisce a ridurre i costi operativi energetici.

Dati specifici: Secondo i dati analitici, il tempo di ammortamento degli investimenti in sistemi di facciata di alta qualità (ad esempio con isolante di 150 mm di spessore e intonaco silossanico) è di 7-10 anni, grazie al risparmio sul riscaldamento e all’assenza di manutenzione straordinaria per i primi 20-25 anni. Questo è notevolmente più vantaggioso rispetto all’uso di sistemi acrilici economici con una durata di servizio di 10-15 anni, che richiedono una riverniciatura anticipata e sono meno efficienti dal punto di vista del risparmio energetico. KOLEO propone sempre soluzioni che ottimizzano il TCO.

FAQ

Con quale frequenza è necessario rinnovare il rivestimento di facciata?
La frequenza di rinnovo dipende dal tipo di rivestimento e dalle condizioni climatiche. Le pitture/intonaci acrilici richiedono generalmente un rinnovo ogni 10-15 anni, quelli silossanici e silicatici ogni 20-25 anni. Per le pitture a base di calce, questo può avvenire ogni 3-5 anni.
Che cos’è l’indicatore Sd e perché è importante per le facciate?
Sd (spessore equivalente di diffusione dell’aria) è un indicatore della permeabilità al vapore del materiale. È critico, poiché una permeabilità al vapore troppo bassa del rivestimento esterno può causare l’accumulo di condensa all’interno della parete, il deterioramento dell’isolante e lo sviluppo di muffa.
Quali segnali indicano la necessità di riparare la copertura?
I segnali includono la perdita di granulato sulle tegole bituminose, il distacco del rivestimento, crepe, crescita di muschio/licheni, corrosione degli elementi metallici, nonché infiltrazioni che si manifestano con macchie di umidità sul soffitto o sulle pareti.
È possibile verniciare la lamiera tipo coppo?
Sì, la lamiera tipo coppo può essere riverniciata con pitture acriliche o poliuretaniche specializzate per superfici metalliche. È importante preparare accuratamente la superficie: pulirla, sgrassarla, rimuovere la corrosione e applicare un primer adesivo.
Quali materiali è meglio scegliere per rinnovare una facciata in legno nel clima dell’Ucraina?
Per le facciate in legno in Ucraina sono più adatte le lasure o le pitture a base d’acqua contenenti filtri UV e antisettici. Permettono al legno di ‘respirare’, proteggono dai danni biologici e dalla radiazione UV, mantenendo al contempo un aspetto estetico.

Glossary

  • Valore Sd: Spessore equivalente di diffusione dell’aria; indicatore che caratterizza la resistenza del materiale al passaggio del vapore acqueo. Si misura in metri. Minore è l’Sd, maggiore è la permeabilità al vapore.
  • TCO (Total Cost of Ownership): Costo Totale di Proprietà; indicatore integrato che tiene conto di tutti i costi (investimento iniziale, esercizio, riparazione, smaltimento) lungo il ciclo di vita dell’immobile o del sistema.
  • Fotodegradazione: Processo di deterioramento dei materiali sotto l’effetto della radiazione ultravioletta (UV), che causa la perdita di colore, resistenza ed elasticità del rivestimento.
  • Gessificazione: Degrado della superficie del rivestimento verniciato, che si manifesta con la formazione di un sottile strato di sostanza polverosa (simile al gesso) sulla superficie, facilmente removibile.
  • ETICS (External Thermal Insulation Composite Systems): Sistemi compositi di isolamento termico esterno; sistemi di facciata integrati, composti da isolante, strato armato e rivestimento decorativo esterno.

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