RESTAURO DELLA VECCHIA FACCIATA
APPROCCIO INTEGRATO AL RINNOVO E ALL’EFFICIENZA ENERGETICA
Il restauro di una vecchia facciata non è una semplice riparazione estetica, ma un intervento tecnico-ingegneristico complesso, volto a ripristinare le proprietà funzionali ed estetiche delle strutture di involucro dell’edificio. I sistemi di facciata obsoleti mostrano spesso significative perdite di calore, problemi di protezione dall’umidità e di integrità strutturale, che causano disagio negli ambienti, maggiori costi di riscaldamento e un degrado accelerato delle strutture. Gli approcci moderni al restauro richiedono una profonda comprensione della fisica edile, di soluzioni ingegneristiche e dell’applicazione di materiali innovativi. L’obiettivo di questo articolo è fornire una panoramica professionale degli aspetti chiave del restauro delle facciate, concentrandosi sulla scelta dei materiali di facciata appropriati (dai sistemi intonacati a quelli ventilati e in clinker), sull’ottimizzazione delle caratteristiche termotecniche (U/R, valore R) e sulla gestione della permeabilità al vapore (valore Sd). Esamineremo in dettaglio i principi di progettazione dei nodi chiave e le tecnologie di montaggio, adattati alle condizioni climatiche dell’Ucraina, nonché gli errori tipici da evitare per raggiungere la massima durata ed efficienza energetica. L’approccio proposto si basa su un’analisi dettagliata delle tecnologie e su un audit di conformità alle norme ДБН, che consentirà di prolungare notevolmente la durata dell’edificio e di garantirne la conformità agli standard moderni.
DIAGNOSTICA DELLO STATO DELLA FACCIATA: FASE CHIAVE PRIMA DEL RESTAURO
Prima di iniziare qualsiasi lavoro di restauro, è fondamentale effettuare una diagnostica completa della facciata esistente. Questa fase comprende l’ispezione visiva, le misurazioni strumentali e, se necessario, analisi di laboratorio dei materiali. I compiti principali della diagnostica sono: identificare i tipi di danno (fessure, distacco dell’intonaco, attacchi biologici, deformazioni), determinarne le cause, valutare la capacità portante e l’adesione dei rivestimenti esistenti, nonché stabilire i parametri termotecnici attuali delle strutture. A questo scopo si applicano metodi come l’indagine termografica per individuare i ‘ponti termici’ e le zone di dispersione di calore, il controllo a ultrasuoni per valutare i difetti nascosti, la misurazione dell’umidità dei materiali, nonché il prelievo di campioni per determinare la composizione chimica e le proprietà fisico-meccaniche. Secondo la ДБН В.1.2-14:2018 ‘Principi generali per garantire l’affidabilità e la sicurezza strutturale di edifici e strutture’, una diagnostica dettagliata è obbligatoria per gli edifici soggetti a ricostruzione o ristrutturazione importante. Ad esempio, per gli edifici con facciate intonacate a umido è necessario verificare lo stato dello strato di adesione, la presenza di efflorescenze, la profondità di carbonatazione del calcestruzzo e il livello di corrosione da cloruri dell’armatura. Per le facciate ventilate si valuta lo stato della sottostruttura, dei fissaggi, l’integrità dell’isolamento termico e la funzionalità dell’intercapedine di ventilazione. Solo sulla base di dati diagnostici oggettivi è possibile sviluppare un progetto di restauro efficace, che garantisca la durata e l’affidabilità della facciata rinnovata, tenendo conto della specificità del clima ucraino con i suoi significativi sbalzi di temperatura e l’elevato livello di insolazione.
SCELTA DEI SISTEMI DI FACCIATA PER IL RESTAURO: DAGLI INTONACATI AI VENTILATI E IN CLINKER
La scelta del nuovo sistema di facciata è una delle decisioni più importanti nel processo di restauro, poiché influisce sulla durata, sull’estetica e sulle prestazioni dell’edificio. Il mercato moderno offre un’ampia gamma di soluzioni, classificabili in base al principio di montaggio e alla funzionalità. Tra queste si distinguono i sistemi ‘a umido’ (facciate intonacate con finitura a strato sottile o spesso) e i sistemi ‘a secco’ (facciate ventilate). Ogni tipo presenta vantaggi e limiti propri. Le facciate intonacate, in particolare i sistemi di isolamento termico esterno ‘ETICS’ (External Thermal Insulation Composite Systems), rappresentano una soluzione economicamente vantaggiosa, che consente di migliorare notevolmente l’isolamento termico. Sono composte da uno strato isolante (lana minerale o polistirene espanso), uno strato di armatura con rete resistente agli alcali e uno strato decorativo finale di intonaco. È importante scegliere materiali con elevata permeabilità al vapore per evitare l’accumulo di umidità all’interno della parete, in particolare per gli edifici vecchi, le cui pareti hanno spesso un’elevata risalita capillare. Il coefficiente di permeabilità al vapore μ per la lana minerale è compreso tra 1 e 3, mentre per il polistirene estruso può arrivare fino a 150, il che lo rende meno adatto per le pareti ‘traspiranti’. Le facciate ventilate, dal canto loro, garantiscono un efficace smaltimento dell’umidità dalla struttura della parete grazie all’intercapedine d’aria tra isolante e rivestimento. Questa soluzione consente di utilizzare un’ampia gamma di materiali di rivestimento: gres porcellanato, pannelli in fibrocemento, cassette metalliche, pannelli HPL o persino piastrelle in clinker. La sottostruttura di fissaggio può essere realizzata in alluminio, acciaio zincato o inossidabile, il che garantisce durata e stabilità. Secondo la EN 13501-1, i materiali per le facciate ventilate devono rispondere a elevati standard di resistenza al fuoco. Il mattone o la piastrella in clinker, che imita la muratura in laterizio, è un’ottima opzione per il restauro di edifici storici, poiché combina elevata resistenza, basso assorbimento d’acqua (inferiore al 6% secondo la ДСТУ Б В.2.7-235:2010) ed eccellenti proprietà estetiche. La scelta del sistema specifico deve basarsi sui risultati della diagnostica, sui requisiti architettonici e sui vincoli di budget, tenendo obbligatoriamente conto della prospettiva di esercizio a lungo termine nelle condizioni del clima ucraino. La scelta corretta dei materiali garantisce resistenza agli agenti atmosferici aggressivi e riduce al minimo i futuri costi di manutenzione.
ASPETTI TERMOTECNICI DEL RESTAURO: MIGLIORAMENTO DELL’EFFICIENZA ENERGETICA
Uno dei principali obiettivi del restauro di una vecchia facciata è il miglioramento sostanziale delle sue caratteristiche termotecniche, che influisce direttamente sull’efficienza energetica dell’edificio e sul comfort degli abitanti. Secondo la ДБН В.2.6-31:2016 ‘Isolamento termico degli edifici’, la resistenza termica minima ammessa (R) per le pareti esterne degli edifici residenziali in Ucraina è di 3,3 m²·K/W. Spesso gli edifici vecchi hanno valori R molto più bassi, ad esempio 0,5–1,5 m²·K/W, il che causa significative perdite di calore. Per raggiungere i requisiti normativi moderni, è necessario applicare materiali termoisolanti efficaci. I più diffusi sono la lana minerale (di roccia o di vetro) e il polistirene espanso (EPS o XPS). La lana minerale ha un coefficiente di conducibilità termica λ compreso tra 0,035 e 0,045 W/(m·K), mentre il polistirene espanso — tra 0,032 e 0,040 W/(m·K). Lo spessore dell’isolante viene calcolato individualmente per raggiungere il valore R richiesto. Ad esempio, per R=3,3 m²·K/W con lana minerale λ=0,04 W/(m·K) sono necessari almeno 13-15 cm di isolante sopra la parete esistente. Particolare attenzione va riservata all’eliminazione dei ‘ponti termici’ — zone della struttura con conducibilità termica elevata (ad esempio solette dei balconi, solai, architravi di finestre e porte), che possono rappresentare fino al 20-30% di tutte le perdite di calore. Il loro isolamento deve essere integrato nel progetto generale. Un aspetto importante è anche la tenuta all’aria dell’involucro dell’edificio. Un’elevata tenuta all’aria (misurata con l’indicatore n50 — il numero di volumi d’aria scambiati in un’ora con una differenza di pressione di 50 Pa) previene perdite di calore incontrollate attraverso fessure e difetti. Gli standard moderni per i nuovi edifici richiedono n50 ≤ 3,0 h⁻¹, e per gli edifici con sistemi di recupero di calore — n50 ≤ 1,0 h⁻¹. Nel restauro della facciata occorre puntare al massimo miglioramento possibile di questo indicatore attraverso la sigillatura di giunti, connessioni e raccordi, il che contribuirà non solo a conservare il calore, ma anche a migliorare la qualità dell’aria interna.
GESTIONE DEL REGIME IGROMETRICO DELLA FACCIATA: PREVENZIONE DEL DEGRADO
Una gestione efficace del regime igrometrico è un principio fondamentale per la durata e l’affidabilità di esercizio della facciata restaurata. L’infiltrazione di umidità all’interno delle strutture murarie è una delle principali cause del loro degrado: distacco dell’intonaco, congelamento, sviluppo di muffa e deterioramento dei materiali. L’umidità può penetrare nella facciata attraverso la risalita capillare dal terreno, il contatto diretto con l’acqua piovana, la condensazione del vapore acqueo proveniente dall’aria interna o difetti costruttivi. Per contrastare la risalita capillare è obbligatoria un’impermeabilizzazione di qualità delle fondazioni e del marciapiede perimetrale. Per la protezione dagli agenti atmosferici si utilizzano rivestimenti impermeabili, come pitture di facciata ad alta idrorepellenza, intonaci minerali con aggiunta di polimeri o sistemi di facciata ventilata, che garantiscono un efficace smaltimento dell’acqua sulla superficie esterna del rivestimento. È fondamentale anche il controllo della condensazione del vapore acqueo. Il vapore acqueo, che migra dagli ambienti interni caldi verso la superficie esterna fredda della parete, può raggiungere il ‘punto di rugiada’ e condensare all’interno della struttura. Per evitarlo, occorre garantire una corretta distribuzione della permeabilità al vapore degli strati della facciata. Ogni strato successivo, dall’interno verso l’esterno, deve avere una permeabilità al vapore maggiore o uguale, in modo che il vapore possa uscire liberamente verso l’esterno. Questa proprietà è caratterizzata dal valore Sd (spessore equivalente di diffusione dell’aria). Più basso è il valore Sd, maggiore è la permeabilità al vapore del materiale. Ad esempio, per le barriere al vapore Sd > 100 m, per il freno al vapore 10 m < Sd < 100 m, per la limitazione del vapore 1 m < Sd < 10 m, e per i materiali permeabili al vapore Sd < 1 m. La lana minerale ha Sd ≈ 0,1 m, mentre l’intonaco cementizio-sabbioso — Sd ≈ 1,5-2,0 m. Una facciata progettata in modo errato, con strati che ostacolano l’uscita del vapore, può portare a problemi sistemici di umidità e al degrado dell’isolante. Secondo la ДБН В.2.6-31:2016, il calcolo dell’accumulo di umidità è obbligatorio per tutte le strutture di involucro esterne.
ANALISI DETTAGLIATA DEI NODI: APERTURE DI FINESTRE E PORTE NEL RESTAURO
Le aperture di finestre e porte sono tra i nodi più complessi e vulnerabili della struttura di facciata, in particolare durante il restauro di edifici vecchi. È proprio qui che più spesso si formano ‘ponti termici’, spifferi, condensa e problemi di tenuta. La corretta progettazione e il montaggio di questi nodi sono determinanti per raggiungere l’efficienza energetica e la durata desiderate della facciata. Nel restauro spesso si rende necessaria la sostituzione completa delle vecchie finestre e porte con nuove, conformi ai moderni requisiti termotecnici (ad esempio vetrocamera con coefficiente U ≤ 1,1 W/(m²·K) e sistemi di profili ad alta efficienza energetica). Tuttavia, anche la finestra più moderna perderà le sue proprietà se installata in modo errato. Il punto chiave è la realizzazione di un giunto di posa multistrato. Secondo la ДСТУ Б В.2.6-101:2010 ‘Finestre e porte. Metodi di determinazione della resistenza termica’, il giunto di posa deve essere composto da almeno tre strati, ciascuno con la propria funzione: lo strato interno — barriera al vapore (Sd > 100 m) per impedire l’infiltrazione di umidità dall’ambiente nel giunto di posa; lo strato intermedio — termoisolante (di norma schiuma poliuretanica) con un elevato valore R e struttura porosa aperta; lo strato esterno — permeabile al vapore ma impermeabile all’acqua (Sd < 1,0 m) per l’evacuazione dell’umidità verso l’esterno e la protezione dagli agenti atmosferici. Per lo strato esterno si utilizzano un nastro di ventilazione o una speciale membrana diffusiva. È importante garantire anche un adeguato isolamento delle spallette di finestre e porte. Ciò può essere realizzato con lana minerale o pannelli XPS, che si sovrappongono di 3-5 cm al telaio della finestra, coprendo i potenziali ponti termici. L’isolamento delle spallette dal lato interno aiuta inoltre ad aumentare la temperatura della superficie e a prevenire la condensazione. Per aperture di grandi dimensioni o con uno spessore significativo dell’isolamento della facciata, potrebbe essere necessario spostare il telaio della finestra nel piano dell’isolante, il che riduce al minimo i ponti termici lineari lungo il perimetro dell’apertura. Un calcolo ingegneristico dettagliato di ogni nodo garantisce non solo l’efficienza energetica, ma anche l’integrità strutturale e l’estetica della facciata.
TECNOLOGIE DI MONTAGGIO DEI SISTEMI DI FACCIATA PER IL RESTAURO IN UCRAINA
Le tecnologie di montaggio dei sistemi di facciata per il restauro in Ucraina presentano caratteristiche proprie, determinate dalle condizioni climatiche, dal quadro normativo (principalmente le ДБН) e dalla specificità del patrimonio edilizio esistente. Indipendentemente dal tipo di sistema di facciata scelto — intonacato ‘a umido’ o ventilato ‘a secco’ — sono fondamentali un’accurata preparazione della superficie, il rispetto della sequenza tecnologica e il controllo di qualità in ogni fase. Per i sistemi intonacati, la preparazione comprende la pulizia della superficie da contaminazioni, la rimozione dei vecchi rivestimenti distaccati, la livellatura delle irregolarità significative (fino a 2-3 cm) con malte da riparazione, nonché l’applicazione del primer per garantire l’adesione. Il montaggio dell’isolamento termico avviene con il metodo ‘incollaggio + fissaggio meccanico’ (tasselli). Il numero e la disposizione dei tasselli vengono calcolati in base al peso dell’isolante, al numero di piani dell’edificio e ai carichi del vento. Secondo la ДБН В.2.6-33:2018 ‘Strutture delle pareti esterne con sistemi di isolamento termico’, il numero minimo di tasselli è di 5-6 pz/m², ma per gli edifici alti o le zone d’angolo può arrivare a 8-10 pz/m². L’applicazione degli strati di armatura e finitura dell’intonaco richiede il rispetto del regime termoigrometrico (temperatura dell’aria da +5°C a +30°C, umidità non superiore all’80%), aspetto particolarmente importante nelle condizioni della primavera e dell’autunno ucraini. Per le facciate ventilate, il processo inizia con il montaggio delle staffe della sottostruttura sulla parete portante. La distanza tra le staffe e il tipo di fissaggio dipendono dal peso del materiale di rivestimento e dal materiale della parete. L’isolante (generalmente lana minerale ad alta densità 30-50 kg/m³) viene montato sulle staffe e fissato con tasselli a fungo (non meno di 5 pz/m²). Tra l’isolante e il rivestimento rimane obbligatoriamente un’intercapedine di ventilazione di 40-60 mm, che garantisce la libera circolazione dell’aria e l’evacuazione dell’umidità. Il montaggio dei pannelli o delle piastrelle di rivestimento viene eseguito secondo la documentazione di progetto, che spesso prevede l’uso di sistemi di fissaggio speciali (clip, ancoraggi). L’applicazione delle tecnologie BIM nella fase di progettazione consente di ottimizzare la disposizione degli elementi e ridurre al minimo gli scarti di materiale. Un aspetto importante è anche la sicurezza del lavoro in quota, che richiede l’uso di ponteggi certificati e dispositivi di protezione individuale.
CONTROLLO QUALITÀ E DURATA: GARANTIRE L’AFFIDABILITÀ DELLA FACCIATA RESTAURATA
Il controllo di qualità è un processo continuo che accompagna tutte le fasi del restauro della facciata, dalla preparazione della superficie alla finitura finale. È di fondamentale importanza per garantire la durata, la sicurezza e la conformità della facciata rinnovata ai requisiti di progetto e alle norme vigenti. Le fasi del controllo qualità comprendono: il controllo in ingresso dei materiali (verifica dei certificati, conformità alle caratteristiche dichiarate), il controllo operativo (rispetto della disciplina tecnologica durante l’esecuzione dei lavori) e il collaudo finale (valutazione della qualità della facciata completata). Secondo la ДБН А.3.1-5:2016 ‘Organizzazione della produzione edilizia’, tutte le fasi dei lavori devono essere registrate nei registri di cantiere, e i lavori occulti (ad esempio il fissaggio dell’isolante, gli strati di impermeabilizzazione) — con verbali di ispezione dei lavori occulti. Per le facciate intonacate è importante controllare lo spessore degli strati, l’adesione dell’intonaco (con gli adesimetri), l’assenza di fessure e la planarità della superficie (le tolleranze ammesse secondo la ДБН В.2.6-22:2009 ‘Edifici e strutture. Strutture di edifici e costruzioni. Facciate con sistemi compositi di isolamento termico e finitura a intonaco’ sono non superiori a 3 mm su 1 m). Per le facciate ventilate si verifica la precisione del montaggio della sottostruttura (scostamento da verticale/orizzontale), la qualità del fissaggio dell’isolante, l’integrità dell’intercapedine di ventilazione e l’affidabilità del fissaggio degli elementi di rivestimento. Un aspetto importante è anche la sicurezza antincendio. Secondo la EN 13501-1, i sistemi di facciata devono avere una classe di resistenza al fuoco adeguata. Per gli edifici di altezza superiore a 26,5 m è obbligatorio l’uso di materiali incombustibili (classe A1, A2 secondo la classificazione europea), come la lana minerale. La durata della facciata restaurata dipende anche dalla sua resistenza agli agenti atmosferici aggressivi, come la radiazione UV, le precipitazioni, i cicli di gelo-disgelo. La scelta di materiali con elevata resistenza a questi fattori e una manutenzione tecnica regolare (pulizia, rinnovo dei rivestimenti protettivi) prolungano notevolmente la durata della facciata. Un esercizio adeguato consente di raggiungere una durata dei sistemi di facciata di 25-50 anni e oltre, a testimonianza della professionalità dell’appaltatore.
MODELLO FINANZIARIO E TCO: OTTIMIZZAZIONE DEGLI INVESTIMENTI NEL RESTAURO DELLA FACCIATA
Nella pianificazione del restauro di una vecchia facciata, il modello finanziario e il calcolo del costo totale di possesso (TCO – Total Cost of Ownership) sono strumenti chiave per prendere decisioni fondate. Ciò consente di valutare non solo gli investimenti iniziali, ma anche i costi a lungo termine legati all’esercizio e alla manutenzione. I costi iniziali per il restauro della facciata comprendono: lavori diagnostici, sviluppo della documentazione di progetto, costo dei materiali (isolante, intonaci, pannelli di rivestimento, fissaggi), costo dei lavori di montaggio, noleggio di ponteggi e attrezzature, nonché costi imprevisti. È importante considerare che il costo dei materiali può variare notevolmente. Ad esempio, un sistema intonacato ‘a umido’ con polistirene espanso sarà più economico di una facciata ventilata in gres porcellanato, ma quest’ultima può avere una durata molto più lunga e costi di manutenzione inferiori. I costi a lungo termine (TCO) comprendono: costi di riscaldamento/climatizzazione (ridotti grazie al migliore isolamento termico), costi di manutenzione ordinaria (ad esempio, lavaggio periodico della facciata, rinnovo dei rivestimenti protettivi), nonché le manutenzioni straordinarie (ad esempio la sostituzione di singoli elementi di rivestimento). Gli investimenti in un isolamento termico di qualità e in materiali di facciata affidabili, conformi ai requisiti della ДБН В.2.6-31:2016 in materia di efficienza energetica, si ripagano generalmente entro 5-10 anni grazie al risparmio energetico. Ad esempio, l’aumento della resistenza termica delle pareti da 1,0 a 3,3 m²·K/W può ridurre le perdite di calore attraverso la facciata del 60-70%. Ciò porta a un significativo risparmio sul riscaldamento, specialmente nelle regioni dell’Ucraina con una lunga stagione di riscaldamento. Oltre al beneficio finanziario diretto, il restauro della facciata aumenta il valore di mercato dell’immobile, migliora l’aspetto estetico dell’edificio e crea condizioni più confortevoli per i suoi abitanti. È importante condurre un’analisi dettagliata costi-benefici (cost-benefit analysis) per le diverse opzioni di restauro, al fine di scegliere la soluzione ottimale che garantisca il massimo ritorno sull’investimento in un orizzonte di 20-30 anni. Il coinvolgimento di architetti e ingegneri esperti nella fase di pianificazione consente di elaborare un preventivo fondato e minimizzare i rischi.
ERRORI TIPICI NEL RESTAURO DELLE FACCIATE E METODI PER EVITARLI IN UCRAINA
Anche i materiali di migliore qualità e le tecnologie più innovative non garantiscono il successo del restauro della facciata se, nelle fasi di progettazione o esecuzione dei lavori, si commettono errori tipici. Evitarli è la garanzia della durata e dell’efficacia della struttura restaurata. Il primo e forse il più diffuso errore è una diagnostica insufficiente o di scarsa qualità della facciata esistente. Trascurare difetti nascosti (ad esempio il marciume delle strutture lignee, fessure nascoste nella muratura in laterizio, un elevato livello di risalita capillare) o valutare erroneamente la resistenza del supporto porta a un rapido degrado del nuovo rivestimento. Ad esempio, il montaggio di una pesante facciata ventilata su una parete con bassa capacità portante può causare il cedimento dei fissaggi. Soluzione: effettuare sempre una diagnostica completa con il coinvolgimento di esperti qualificati. Il secondo errore è la scelta sbagliata dei materiali, in particolare per quanto riguarda la loro permeabilità al vapore. L’uso di materiali impermeabili al vapore (ad esempio polistirene estruso o alcuni tipi di pitture) su pareti ‘traspiranti’ di edifici vecchi, specialmente storici, può causare l’accumulo di umidità all’interno della parete, lo sviluppo di muffa e il degrado delle strutture portanti. Soluzione: rispettare rigorosamente il principio della ‘crescita della permeabilità al vapore’ dall’interno verso l’esterno della parete, calcolando il valore Sd per ogni strato secondo la ДБН В.2.6-31:2016. Il terzo errore è sottovalutare l’importanza dell’eliminazione dei ‘ponti termici’ e della tenuta. Spallette non isolate, solette dei balconi o giunti privi di tenuta possono vanificare tutti gli sforzi di isolamento della facciata, causando significative perdite di calore e condensa. Soluzione: calcolo e progettazione dettagliati di ogni nodo critico, uso di elementi speciali per interrompere i ponti termici, applicazione di materiali sigillanti e di tenuta di qualità. Il quarto errore è ignorare i requisiti tecnologici di montaggio. Il mancato rispetto del regime termoigrometrico durante l’applicazione delle malte, un numero insufficiente di tasselli per il fissaggio dell’isolante, la formazione errata dell’intercapedine di ventilazione nelle facciate ventilate — tutto ciò riduce la durata della struttura. Soluzione: un controllo rigoroso sul rispetto delle schede tecnologiche, la formazione e la certificazione degli operatori, nonché una supervisione tecnica regolare. Evitare questi errori consente non solo di raggiungere le caratteristiche dichiarate, ma anche di prolungare notevolmente la durata di esercizio della facciata restaurata.
FAQ
Quali sono le fasi principali del restauro di una vecchia facciata?
Come migliorare l’efficienza energetica di una vecchia facciata durante il restauro?
Quali sono i vantaggi delle facciate ventilate rispetto a quelle intonacate nel restauro?
Cos’è il valore Sd e perché è importante per la facciata?
Come evitare gli errori tipici nel restauro delle facciate in Ucraina?
Glossary
- Valore U (coefficiente di trasmittanza termica): Grandezza che caratterizza la capacità di un materiale o di una struttura di trasmettere calore. Più basso è il valore U (o più alto il valore R), migliori sono le proprietà termoisolanti.
- Valore Sd (spessore equivalente di diffusione dell’aria): Indicatore della permeabilità al vapore del materiale. Determina quanto facilmente il vapore acqueo può attraversare il materiale. Più basso è il valore Sd, maggiore è la permeabilità al vapore.
- Facciata ventilata: Sistema di facciata composto da materiale di rivestimento, isolante e un’intercapedine di ventilazione tra i due, che garantisce la libera circolazione dell’aria e l’evacuazione dell’umidità.
- Ponte termico: Zona di una struttura di involucro (parete, tetto, fondazione) con una conducibilità termica significativamente più alta rispetto agli elementi circostanti, che causa perdite di calore localizzate.
- ДБН В.2.6-31:2016: Norme edilizie statali dell’Ucraina ‘Isolamento termico degli edifici’, che stabiliscono i requisiti per le caratteristiche termotecniche delle strutture di involucro degli edifici.









