OGNI QUANTO RINNOVARE IL RIVESTIMENTO

ANALISI DETTAGLIATA DEGLI ASPETTI TECNICI E DELLA DURATA

Il rinnovo dei rivestimenti protettivi di facciate e coperture non è una semplice procedura estetica, ma un aspetto criticamente importante per il mantenimento dell’integrità strutturale e dell’efficienza termotecnica dell’edificio. Un approccio tardivo o errato a questo processo può portare a danni significativi, legati al degrado dei materiali, all’infiltrazione di umidità e alla riduzione dell’efficienza energetica. In questo articolo analizzeremo in dettaglio gli aspetti chiave che influenzano la frequenza di rinnovo dei rivestimenti. Esamineremo le proprietà dei materiali, come le caratteristiche termotecniche (valori U/R), la durata e la permeabilità al vapore (valore Sd), concentrandoci inoltre sulla tecnica di applicazione e sulla manutenzione nel contesto del clima ucraino. Presteremo particolare attenzione alla specificità del rinnovo per i diversi componenti — materiali di facciata e di copertura — e analizzeremo gli errori tipici riscontrati durante l’esercizio e il ripristino.

Per garantire la massima durata ed efficacia dei rivestimenti, occorre considerare non solo le caratteristiche estetiche, ma anche quelle funzionali. I rivestimenti moderni, come lasure, pitture, oli e composti idrorepellenti specializzati, sono progettati per soddisfare elevati requisiti di resistenza agli agenti atmosferici, alla radiazione UV e al degrado biologico. La comprensione di queste sfumature tecniche consente di ottimizzare gli intervalli tra i rinnovi, ridurre i costi di manutenzione e preservare le proprietà originarie delle strutture edilizie. Integriamo la conoscenza dell’analisi dettagliata dei nodi costruttivi e delle tecnologie, elemento estremamente importante per garantire un risultato di qualità. L’azienda KOLEO pone l’accento sull’importanza di scegliere materiali collaudati e di rispettare tutte le norme durante l’esecuzione dei lavori.

DURATA DEI RIVESTIMENTI: FATTORI DI INFLUENZA E CLASSIFICAZIONE DELLA RESISTENZA

La durata dei rivestimenti protettivi è determinata da un complesso di fattori, che comprendono sia le proprietà intrinseche del materiale stesso, sia gli agenti aggressivi esterni. Gli aspetti chiave sono la composizione chimica del rivestimento, la resistenza alla radiazione UV, le proprietà di adesione al supporto, l’elasticità e la resistenza ai danni meccanici. Secondo lo standard EN 927-2, i rivestimenti protettivi per il legno sono classificati in base alla durata di servizio e al livello di protezione. Ad esempio, le pitture filmogene (tipo A) possono mantenere le proprie proprietà fino a 10 anni, mentre le lasure a strato sottile (tipo C) — 3-5 anni.

Nelle condizioni climatiche dell’Ucraina, caratterizzate da un clima continentale, hanno un’influenza significativa gli sbalzi di temperatura (da -25°C a +35°C), l’elevata umidità, l’intensa radiazione solare (soprattutto nelle regioni meridionali) e i cicli di gelo-disgelo. La radiazione UV, in particolare nello spettro 290-400 nm, è il principale fattore distruttivo per la maggior parte dei polimeri organici presenti nei rivestimenti. Essa innesca reazioni fotochimiche che portano al degrado dei legami, alla perdita di colore, alla formazione di fessure e al distacco. Per questo, nella scelta del rivestimento, è estremamente importante il contenuto di stabilizzanti UV e pigmenti, che assorbono o riflettono i raggi UV.

L’adesione è un altro parametro critico. Il rivestimento deve aderire saldamente alla superficie del supporto (ad esempio legno, calcestruzzo o metallo) per l’intera durata di esercizio. La perdita di adesione, causata da umidità, deformazioni termiche o contaminazioni, è la causa principale di distacco e della necessità di un rinnovo anticipato. La classificazione dell’adesione con il metodo del taglio incrociato (ISO 2409) consente di valutare oggettivamente questo indicatore. Per raggiungere la massima durata, occorre inoltre considerare la tecnologia di montaggio. Ad esempio, per le pareti in legno, che necessitano di una protezione affidabile dagli agenti atmosferici, si raccomanda di utilizzare rivestimenti con elevata elasticità e capacità di ‘traspirare’, per evitare l’accumulo di umidità sotto la pellicola. Questo approccio è fondamentale per la conservazione a lungo termine delle strutture in legno, di cui è possibile approfondire nella sezione dedicata alle pareti della casa in legno.

ASPETTI TERMOTECNICI DEI RIVESTIMENTI PROTETTIVI: IMPATTO SUI VALORI U/R

Sebbene i rivestimenti protettivi, come pitture e lasure, non siano materiali termoisolanti principali, essi svolgono un ruolo importante nel mantenimento delle caratteristiche termotecniche delle strutture di involucro esterne. Il rivestimento protegge lo strato isolante di base (ad esempio lana minerale, polistirene espanso) dall’umidità, dalla radiazione UV e dai danni meccanici. L’umidificazione dell’isolamento termico può ridurne notevolmente l’efficacia, poiché l’acqua ha una conducibilità termica molto più alta rispetto all’aria o alle fibre isolanti.

Il coefficiente di trasmittanza termica (valore U, W/(m²·K)) e la resistenza termica (valore R, m²·K/W) sono indicatori chiave dell’efficienza energetica. Secondo la ДБН В.2.6-31:2021 ‘Isolamento termico degli edifici’, la resistenza termica delle strutture di involucro deve rispettare i valori minimi normativi per le rispettive zone climatiche dell’Ucraina. Ad esempio, per le pareti esterne nella prima zona termica, R_req ≥ 3,3 m²·K/W. Il degrado del rivestimento protettivo può causare l’infiltrazione di umidità nella struttura, aumentando λ (il coefficiente di conducibilità termica) del materiale isolante e, di conseguenza, riducendo il valore R dell’intera struttura.

Ad esempio, per la lana minerale λ_secco ≈ 0,040 W/(m·K). Con un’umidificazione del 5% in volume, λ può salire a 0,050 W/(m·K) e oltre. Ciò significa che una parete con rivestimento danneggiato può disperdere molto più calore del previsto, con conseguente aumento dei consumi energetici per il riscaldamento. Pertanto, il rinnovo regolare del rivestimento è un investimento nel mantenimento di elevate caratteristiche termotecniche dell’edificio e della sua efficienza energetica a lungo termine. La scelta di un rivestimento con parametri ottimali di permeabilità al vapore e resistenza all’acqua è fondamentale per preservare l’equilibrio dell’umidità all’interno della struttura muraria, il che influisce indirettamente sui valori U/R.

PERMEABILITÀ AL VAPORE DEI RIVESTIMENTI E IL SUO RUOLO NELLA PROTEZIONE DELLE STRUTTURE EDILIZIE (VALORE SD)

La permeabilità al vapore dei rivestimenti protettivi è un indicatore che caratterizza la capacità del materiale di lasciar passare il vapore acqueo. Questa proprietà è di fondamentale importanza per le strutture ‘traspiranti’, in particolare per le case in legno e le facciate con isolamento efficace. Viene valutata mediante il coefficiente Sd (spessore equivalente di diffusione dell’aria, m), che indica a quale spessore di uno strato d’aria immobile corrisponde la resistenza alla diffusione del materiale. Più basso è il valore di Sd, meglio il materiale lascia passare il vapore acqueo ed è considerato più ‘traspirante’.

Secondo le norme, per i rivestimenti di facciata esterni il valore Sd non deve superare 2,0 m, per garantire un’efficace evacuazione dell’umidità dalla struttura. Ad esempio, le pitture ad olio tradizionali hanno un Sd nell’intervallo di 0,5-2,0 m, mentre le pitture acriliche possono avere un Sd da 1,0 a 5,0 m, e alcune vernici e smalti — valori molto più elevati. Un basso valore di Sd è un vantaggio per i materiali applicati sulle superfici esterne, dove è necessaria un’efficace evaporazione dell’umidità accumulata.

Se il rivestimento ha un valore Sd elevato (cioè è impermeabile al vapore) e la struttura della parete non è progettata per questa caratteristica (ad esempio un tronco di legno ‘traspirante’ privo di barriere al vapore aggiuntive all’interno), ciò può portare all’accumulo di condensa all’interno della parete. L’umidità accumulata favorisce lo sviluppo di funghi, muffa, marciume degli elementi lignei e corrosione delle parti metalliche. Questo non solo degrada la struttura, ma riduce anche notevolmente le sue proprietà termotecniche e crea un microclima insalubre negli ambienti interni. Per questo, nel rinnovo del rivestimento è necessario selezionare accuratamente il materiale, tenendo conto del valore Sd e del concetto generale di ‘traspirazione’ della struttura muraria. Per un sistema di ventilazione completo nella casa è importante anche la presenza di un efficace impianto di ventilazione.

TECNOLOGIA DI APPLICAZIONE E PREPARAZIONE DELLA SUPERFICIE: NODI CRITICI ED ERRORI TIPICI

La qualità del rivestimento protettivo e la sua durata dipendono per il 70% dalla corretta preparazione della superficie e dal rispetto della tecnologia di applicazione. Ciò è particolarmente rilevante per gli edifici in Ucraina, dove le condizioni climatiche richiedono un’esecuzione impeccabile dei lavori. L’analisi dettagliata dei nodi e delle tecnologie prevede diverse fasi chiave.

Prima fase — pulizia. La superficie deve essere assolutamente pulita da polvere, sporco, macchie di grasso, escrescenze biologiche (muschio, muffa) e particelle distaccate del vecchio rivestimento. È obbligatorio l’uso del lavaggio ad alta pressione, della levigatura meccanica (grana P80-P120 per il legno) e di detergenti specifici. Errori tipici: pulizia insufficiente, che causa una scarsa adesione del nuovo strato, oppure levigatura aggressiva, che danneggia la struttura del materiale.

Seconda fase — riparazione e applicazione del primer. Tutte le fessure, scheggiature e difetti devono essere riparati con stucchi o sigillanti appropriati. Il primer crea una base omogenea, migliora l’adesione e riduce il consumo del rivestimento finale. Per il legno, i primer con antisettici e fungicidi sono obbligatori per prevenire l’attacco biologico. Errori tipici: omissione dell’applicazione del primer oppure uso di un tipo di primer non idoneo, che può causare un assorbimento irregolare del rivestimento e il suo degrado precoce.

Terza fase — applicazione del rivestimento. Il rispetto dello spessore raccomandato dello strato, del numero di mani e degli intervalli tra di esse è fondamentale. L’applicazione di uno strato troppo spesso può causare fessurazioni, mentre uno strato troppo sottile porta a una protezione insufficiente. È importante considerare le condizioni ambientali: la temperatura dell’aria e del supporto, l’umidità. Per la maggior parte dei rivestimenti, la temperatura ottimale di applicazione è compresa tra +5°C e +25°C, con un’umidità relativa dell’aria non superiore all’80%. Errori tipici: applicazione del rivestimento in condizioni meteorologiche sfavorevoli (sotto la luce solare diretta, con umidità elevata o basse temperature), che compromette il processo di polimerizzazione e la formazione della pellicola protettiva. Particolare attenzione va riservata alle testate degli elementi in legno, che sono le più vulnerabili alle infiltrazioni di umidità; devono essere trattate con sigillanti per testate o composti oleosi concentrati. Materiali e tecnologie integrati vengono applicati per i lavori esterni, approfonditi nella sezione materiali.

MANUTENZIONE ED ESERCIZIO: OTTIMIZZAZIONE DEGLI INTERVALLI DI RINNOVO IN UCRAINA

L’ottimizzazione degli intervalli di rinnovo dei rivestimenti richiede un approccio sistemico, che tenga conto della specificità del clima ucraino e delle particolarità di esercizio degli edifici. Le durate medie di servizio dei rivestimenti sono solo un riferimento; la frequenza effettiva di rinnovo dipende dal microclima del sito, dall’orientamento della facciata, dall’intensità delle precipitazioni e dal rispetto delle regole di manutenzione.

Per l’Ucraina sono caratteristici significativi sbalzi di temperatura, un’elevata insolazione nei mesi estivi e precipitazioni intense con cicli di gelo-disgelo in inverno. Ciò accelera il degrado dei rivestimenti, in particolare sulle facciate sud e ovest, esposte al massimo impatto della radiazione UV e del vento. Si raccomanda di effettuare un’ispezione visiva dei rivestimenti almeno una volta all’anno, preferibilmente in primavera dopo la fine del periodo invernale. I segnali che indicano la necessità di rinnovo includono: cambiamento di colore, sbiadimento, comparsa di fessure, sfaldamento, distacco, sviluppo di muffa o funghi.

Se vengono rilevati danni localizzati, spesso è sufficiente una riparazione puntuale anziché una riverniciatura completa dell’intera superficie. Ciò consente di prolungare l’intervallo generale tra i rinnovi completi. Ad esempio, per le pitture acriliche di facciata di qualità, previste per 10-12 anni di servizio, potrebbero essere necessari ritocchi localizzati dopo 5-7 anni sugli elementi più esposti. Per le lasure ad olio, che hanno una minore capacità filmogena, il rinnovo potrebbe essere necessario ogni 3-5 anni, specialmente per le superfici con esposizione intensa agli agenti atmosferici. Una manutenzione sistematica, come la pulizia regolare della superficie da sporco, polvere ed escrescenze biologiche, prolunga notevolmente anche la durata del rivestimento. È importante utilizzare prodotti detergenti che non danneggino lo strato protettivo.

SPECIFICITÀ DEL RINNOVO PER DIVERSI RIVESTIMENTI: FACCIATE E COPERTURE

Il processo di rinnovo dei rivestimenti varia notevolmente a seconda del tipo di superficie — facciata o copertura — e del materiale con cui sono realizzate. Ogni componente presenta sfide uniche e requisiti di protezione specifici.

Rivestimenti di facciata: Le facciate degli edifici sono esposte alla radiazione UV, al vento, alla pioggia, alla grandine e agli sbalzi di temperatura. Per le facciate in legno (ad esempio in blockhaus, perlinato o doghe) si utilizzano spesso lasure trasparenti, pitture coprenti o oli. Le lasure trasparenti (con Sd di circa 0,5-1,5 m) valorizzano la texture del legno, ma la loro durata è generalmente inferiore (3-7 anni). Le pitture coprenti (Sd 1,0-5,0 m) creano una pellicola opaca che garantisce una migliore protezione dai raggi UV e durano più a lungo (7-12 anni). Nel rinnovo dei rivestimenti trasparenti, di solito è sufficiente una leggera levigatura e l’applicazione di un nuovo strato. Per le pitture coprenti, se si osserva uno sfaldamento significativo, potrebbe essere necessaria la rimozione completa del vecchio strato, un processo laborioso e costoso. È importante scegliere rivestimenti compatibili con lo strato precedente, per evitare conflitti di adesione e reazioni chimiche. La finitura delle facciate richiede un approccio particolare alla scelta e all’applicazione dei materiali.

Rivestimenti di copertura: La copertura è l’elemento più vulnerabile dell’edificio, che sopporta i carichi atmosferici massimi. Per le coperture metalliche (lamiera grecata, tegola metallica), il rinnovo del rivestimento (generalmente polimerico) è necessario in presenza di corrosione, sbiadimento o danni meccanici. Ciò include un’accurata pulizia dalla ruggine, l’applicazione di primer anticorrosivi e di pitture specifiche per coperture. Per le tegole bituminose o i materiali in rotoli, il rinnovo raramente prevede una riverniciatura completa; più spesso si tratta di riparazioni localizzate, sigillatura dei giunti o applicazione di mastici protettivi che ripristinano l’elasticità e la protezione dai raggi UV. Per le coperture aggraffate in zinco o rame, il rinnovo del rivestimento non è praticamente necessario grazie alla loro naturale resistenza e alla formazione della patina, uno strato protettivo autorigenerante. Tuttavia, è importante controllare regolarmente lo stato del montaggio del tetto, per individuare ed eliminare tempestivamente eventuali danni.

SOLUZIONI INNOVATIVE PER PROLUNGARE LA DURATA DEI RIVESTIMENTI

Le moderne tecnologie edili offrono una serie di soluzioni innovative che consentono di prolungare notevolmente la durata dei rivestimenti protettivi e ridurre la frequenza del loro rinnovo. Queste soluzioni si basano sull’uso di materiali ad alta tecnologia e di metodi avanzati di applicazione.

Una di queste direzioni è lo sviluppo di rivestimenti con nanoparticelle. Le pitture e lasure nanocomposite contengono particelle di biossido di titanio (TiO2), ossido di zinco (ZnO) o nanoparticelle di silicato, che migliorano la resistenza alla radiazione UV, conferiscono alla superficie proprietà idrorepellenti (effetto loto) e ne aumentano la capacità autopulente. Il TiO2, ad esempio, sotto l’azione della luce UV catalizza la decomposizione degli inquinanti organici, mantenendo pulita la facciata. Ciò consente di preservare l’aspetto estetico e le proprietà protettive del rivestimento per un periodo più lungo.

Un’altra soluzione promettente è l’uso di rivestimenti ‘intelligenti’ con materiali a cambiamento di fase (PCM). Sebbene la funzione principale dei PCM sia la regolazione della temperatura, la loro integrazione nei rivestimenti esterni può ridurre le tensioni termiche sulla superficie, minimizzando fessurazioni e distacchi causati dalla dilatazione e contrazione termica del materiale. Ciò è particolarmente rilevante per le regioni con ampie escursioni termiche giornaliere, caratteristiche dell’Ucraina.

Anche lo sviluppo di rivestimenti con additivi biocidi e fungicidi a rilascio prolungato rappresenta un significativo passo avanti. Questi additivi si rilasciano gradualmente nell’arco di molti anni, prevenendo lo sviluppo di alghe, muffa e funghi sulla superficie. Ciò non solo migliora l’aspetto esteriore, ma previene anche il degrado biologico del supporto. L’applicazione di queste innovazioni, in linea con le tendenze architettoniche moderne, consente di aumentare gli intervalli tra le manutenzioni fino a 15-20 anni per alcuni tipi di sistemi di facciata, garantendo al contempo una protezione e un’estetica ottimali.

RACCOMANDAZIONI PRATICHE E VERIFICA DI CONFORMITÀ ALLE NORME (DBN, EN)

Per garantire la massima durata ed efficacia dei rivestimenti protettivi, nonché la loro conformità alle norme vigenti, è necessario attenersi a raccomandazioni pratiche e ai requisiti degli standard ДБН (Norme Edilizie Statali dell’Ucraina) ed EN (Norme Europee). Ciò aiuta a evitare errori tipici e a garantire un risultato di qualità.

In primo luogo, la scelta dei materiali deve corrispondere rigorosamente alle condizioni di esercizio e al tipo di supporto. Ad esempio, per le strutture in legno occorre scegliere rivestimenti con elevata elasticità e un valore Sd che consenta al legno di ‘traspirare’. Per le facciate in calcestruzzo o intonacate, possono essere applicate pitture con Sd più elevato, ma tenendo obbligatoriamente conto del bilancio generale di permeabilità al vapore della parete. Secondo la ДБН В.2.6-31:2021, i materiali per l’isolamento termico e la protezione degli edifici devono possedere i relativi certificati di qualità e superare tutte le prove necessarie.

In secondo luogo, occorre rispettare rigorosamente la tecnologia di applicazione indicata dal produttore. Ciò include il regime termico, l’umidità dell’aria, il numero di mani e i tempi di essiccazione tra di esse. Ad esempio, molti produttori di rivestimenti per esterni indicano che l’applicazione deve avvenire a una temperatura non inferiore a +5°C e non superiore a +30°C, e l’umidità del legno non deve superare il 18%. Il mancato rispetto di queste condizioni può causare difetti come crateri, bolle o scarsa adesione, che ridurranno notevolmente la durata del rivestimento. Per garantire un risultato affidabile, la consulenza di un architetto o di un architetto qualificato è estremamente importante.

In terzo luogo, è necessario effettuare un monitoraggio regolare dello stato dei rivestimenti. Questo consente di individuare tempestivamente i primi segni di degrado (ad esempio un lieve sbiadimento o la comparsa di piccole fessure) ed eseguire una riparazione puntuale, prima che il problema diventi esteso. Per i rivestimenti di copertura, particolare attenzione va riservata ai punti di giunzione, ai raccordi e alle zone attorno ai sistemi di scolo delle acque, dove più spesso si verificano accumulo di umidità e degrado dello strato protettivo. Il rispetto di queste raccomandazioni contribuirà a garantire la conformità dell’edificio ai requisiti normativi e a prolungarne l’esercizio senza problemi per molti anni.

FAQ

Perché è così importante rinnovare regolarmente il rivestimento delle facciate?
Il rinnovo regolare dei rivestimenti protettivi delle facciate è fondamentale per mantenere l’aspetto estetico, proteggere i materiali costruttivi dagli agenti atmosferici (UV, pioggia, vento), prevenire il degrado biologico (funghi, muffa) e preservare le proprietà termotecniche dell’edificio (valori U/R). Un rivestimento danneggiato può causare l’umidificazione dell’isolamento termico e il degrado del supporto.
Quali parametri del rivestimento influenzano la sua durata?
Sulla durata del rivestimento influiscono parametri come la composizione chimica (resistenza dei polimeri), il contenuto di stabilizzanti UV e pigmenti, le proprietà di adesione, l’elasticità, la capacità di resistere agli sbalzi di temperatura e la permeabilità al vapore (valore Sd). I materiali di alta qualità con un equilibrio ottimale di queste proprietà garantiscono una lunga durata di servizio.
Cos’è il valore Sd e perché è importante per le facciate?
Il valore Sd (spessore equivalente di diffusione dell’aria) è un indicatore della permeabilità al vapore del materiale. Indica quanto facilmente il materiale lascia passare il vapore acqueo. Un valore Sd basso (inferiore a 2,0 m) è preferibile per i rivestimenti di facciata, in particolare per le pareti in legno o ‘traspiranti’, poiché consente all’umidità di uscire efficacemente dalla struttura, prevenendo il suo accumulo, lo sviluppo di funghi e la riduzione delle proprietà termotecniche.
In che modo il clima ucraino influenza la frequenza di rinnovo dei rivestimenti?
Il clima ucraino, con i suoi significativi sbalzi di temperatura, l’elevata insolazione estiva e i cicli di gelo-disgelo invernali, è piuttosto aggressivo per i rivestimenti esterni. Questi fattori accelerano il degrado dei materiali, lo sbiadimento e la fessurazione, per cui in Ucraina potrebbe essere necessario un rinnovo più frequente dei rivestimenti rispetto alle regioni con clima più mite.
Quali errori tipici nell’applicazione del rivestimento possono ridurne la durata?
Gli errori tipici includono: preparazione insufficiente della superficie (pulizia scadente, assenza di primer), applicazione del rivestimento in condizioni meteorologiche sfavorevoli (temperature estreme, umidità elevata, sole diretto), mancato rispetto dello spessore raccomandato o degli intervalli tra le mani, nonché l’uso di materiali incompatibili. Questi errori causano scarsa adesione, fessurazioni e un rapido degrado del rivestimento.
Esistono rivestimenti innovativi che prolungano la durata di servizio?
Sì, le tecnologie moderne offrono rivestimenti innovativi con nanoparticelle (ad esempio TiO2 per l’autopulizia e la protezione UV), oltre a materiali con additivi biocidi e fungicidi a rilascio prolungato. Queste soluzioni migliorano notevolmente la resistenza agli agenti esterni, l’idrorepellenza e l’aspetto estetico, consentendo di prolungare gli intervalli tra le manutenzioni.

Glossary

  • Valore Sd: Spessore equivalente di diffusione dell’aria. Indicatore che caratterizza la resistenza del materiale al passaggio del vapore acqueo. Più basso è Sd, più il materiale è ‘traspirante’.
  • Valore U: Coefficiente di trasmittanza termica (W/(m²·K)). Grandezza che rappresenta la quantità di calore che attraversa 1 m² di struttura di involucro con una differenza di temperatura di 1 K. Più basso è U, migliore è l’isolamento termico.
  • Valore R: Resistenza termica (m²·K/W). Grandezza reciproca del valore U, che caratterizza la capacità del materiale o della struttura di resistere alla trasmissione del calore. Più alto è R, migliore è l’isolamento termico.
  • Adesione: Aggrappaggio tra superfici di corpi eterogenei. Nel contesto dei rivestimenti, indica la capacità di una pittura, lasura o altro strato protettivo di aderire saldamente al supporto (legno, calcestruzzo, ecc.).
  • Stabilizzanti UV: Additivi chimici introdotti nella composizione dei rivestimenti per proteggerli dal degrado causato dalla radiazione ultravioletta, che provoca sbiadimento e deterioramento del materiale.

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