IL PRINCIPIO ‘MENO, MA MEGLIO’ NELL’EDILIZIA MODERNA
OTTIMIZZAZIONE E TCO
Il principio ‘meno, ma meglio’ (Less is More) ha da tempo superato i confini della filosofia del design, trasformandosi in un approccio fondamentale all’edilizia moderna. Questo principio si concentra sulla massimizzazione della funzionalità, dell’efficienza energetica e della durabilità attraverso un uso razionale delle risorse e l’eliminazione del superfluo. In questo articolo esamineremo in profondità come il concetto ‘meno, ma meglio’ si concretizzi attraverso fasi innovative di progettazione con l’uso delle tecnologie BIM, l’ottimizzazione delle caratteristiche termotecniche (U/R) e la garanzia di un’elevata tenuta all’aria (n50) in immobili residenziali e commerciali in Ucraina. Effettueremo inoltre un’analisi del modello finanziario attraverso la lente del TCO (Total Cost of Ownership), per dimostrare l’efficacia economica di questo approccio. Non si tratta semplicemente di minimalismo estetico, ma di una profonda ottimizzazione ingegneristica ed economica, che porta benefici tangibili lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio.
LA MODELLAZIONE BIM COME STRUMENTO DI ATTUAZIONE DEL PRINCIPIO ‘MENO, MA MEGLIO’ NELLA PROGETTAZIONE
La progettazione degli edifici nel contesto del principio ‘meno, ma meglio’ è impossibile senza l’uso di strumenti moderni, come la tecnologia di modellazione informativa degli edifici (BIM). Il BIM consente di creare un unico modello 3D integrato dell’immobile, che contiene non solo dati geometrici, ma anche informazioni su tutti gli elementi: dalle strutture agli impianti tecnologici e ai materiali. Ciò è di importanza critica per l’ottimizzazione delle risorse e la minimizzazione degli errori. Grazie alla modellazione BIM, architetti e ingegneri possono simulare diversi scenari, analizzare il consumo energetico, ottimizzare le soluzioni planimetriche e individuare potenziali interferenze già in fase di progettazione. Ad esempio, il calcolo preciso della quantità di materiali consente di ridurre gli scarti in cantiere del 10-15%, il che è una diretta incarnazione dell’idea di efficienza. La riduzione del numero di modifiche al progetto nelle fasi avanzate, pratica diffusa senza BIM, porta anch’essa a un risparmio di tempo e denaro, riflettendo gli aspetti chiave del principio ‘meno, ma meglio’ nella gestione dei progetti. Consultate i nostri progetti, dove vengono applicate tecnologie di progettazione avanzate per ottenere risultati ottimali.
In Ucraina, l’implementazione del BIM sta guadagnando slancio, specialmente per i grandi progetti infrastrutturali e i complessi progetti residenziali. Le norme edilizie statali (ДБН) integrano sempre più attivamente i requisiti per la modellazione informativa, incoraggiandone l’uso per aumentare la trasparenza e l’efficienza. Ciò significa che, dal concetto iniziale al progetto esecutivo dettagliato, ogni elemento dell’edificio viene verificato per la conformità ai requisiti funzionali, la minimizzazione delle soluzioni superflue e la massimizzazione della durabilità. Ad esempio, nel modello è possibile individuare con precisione i punti dei ponti termici, valutare l’efficacia dell’insolazione e della ventilazione, il che consente, ancor prima dell’inizio della costruzione, di apportare correzioni che garantiscano prestazioni ottimali in esercizio. In questo modo, il BIM diventa un elemento centrale della strategia ‘meno, ma meglio’, consentendo di ottenere risultati migliori con costi inferiori e una maggiore prevedibilità.
L’EFFICIENZA TERMOTECNICA (U/R) COME BASE DI UNA COSTRUZIONE RAZIONALE
Un aspetto chiave del principio ‘meno, ma meglio’ nell’edilizia energeticamente efficiente è l’ottimizzazione delle caratteristiche termotecniche delle strutture, in particolare del fattore U (coefficiente di trasmittanza termica) e del valore R (resistenza termica). Per l’Ucraina, dove le condizioni climatiche richiedono costi significativi per il riscaldamento in inverno e il condizionamento in estate, raggiungere valori U/R ottimali è di importanza critica. Secondo il ДБН В.2.6-31:2021 ‘Isolamento termico degli edifici’, vengono stabiliti i requisiti minimi per la resistenza termica delle strutture di compartimentazione. Ad esempio, per le pareti esterne degli edifici residenziali nella maggior parte delle regioni dell’Ucraina, il valore normativo di resistenza R non deve essere inferiore a 3,3 m²·K/W. Il principio ‘meno, ma meglio’ qui non significa semplicemente usare uno spesso strato di isolante, ma scegliere materiali con un elevato coefficiente di isolamento termico (basso λ), che consente di raggiungere il valore R necessario con uno spessore minore della struttura. Ciò riduce il carico sulla fondazione, ottimizza l’uso dello spazio e riduce i costi di materiali e montaggio.
Ad esempio, l’uso di isolanti innovativi come i pannelli sottovuoto (VIP) o gli aerogel, che hanno un valore λ fino a 0,008 W/(m·K), consente di raggiungere una resistenza R=5,0 m²·K/W con uno spessore di soli 40-50 mm, mentre la lana minerale (λ=0,035 W/(m·K)) richiede per questo uno spessore di circa 175 mm. Ciò non rappresenta solo un risparmio di spazio, ma anche una notevole riduzione del consumo energetico dell’edificio per l’intero suo ciclo di vita. Un isolamento termico efficace influisce direttamente sulla riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento e il raffrescamento, che è la componente principale dei costi operativi. L’uso di pannelli XLAM nella struttura delle pareti contribuisce inoltre a migliorare le prestazioni termotecniche grazie alla loro massa e omogeneità, che minimizza i ponti termici. Un approccio razionale alla termotecnica consente di creare un ambiente interno confortevole con costi energetici minimi, un esempio lampante del ‘meno, ma meglio’ in azione.
TENUTA ALL’ARIA (N50): GARANZIA DI UN MICROCLIMA CONTROLLATO E DI UNA RIDUZIONE DELLE PERDITE DI CALORE
Un’elevata tenuta all’aria dell’involucro dell’edificio è un altro aspetto criticamente importante del principio ‘meno, ma meglio’, che influisce sull’efficienza energetica e sul comfort. L’infiltrazione incontrollata d’aria attraverso fessure e collegamenti non ermetici può causare il 30-50% delle perdite di calore totali dell’edificio. L’indice di tenuta all’aria n50 si misura come tasso di ricambio d’aria all’ora a una differenza di pressione di 50 Pa (test Blower Door). Per l’edilizia ‘tradizionale’ in Ucraina, le norme possono arrivare fino a n50 ≤ 5,0 h⁻¹, mentre per gli edifici a elevata efficienza energetica gli standard sono molto più rigorosi. Ad esempio, per le case a basso consumo energetico si raccomanda n50 ≤ 1,5 h⁻¹, e per le case passive n50 ≤ 0,6 h⁻¹.
Raggiungere valori così elevati di tenuta all’aria richiede una progettazione accurata e un’esecuzione dei lavori di qualità. Ciò include un contorno di tenuta all’aria continuo, la sigillatura dei vani finestra e porta, dei passaggi degli impianti tecnologici e dei giunti degli elementi strutturali. È obbligatorio l’uso, ad esempio, di membrane di barriera al vapore di alta qualità con un valore Sd > 100 m e un’accurata sigillatura dei giunti con nastri speciali. Il principio ‘meno, ma meglio’ qui non significa complicare la struttura, ma semplificarla fino agli elementi funzionalmente necessari, che svolgono più compiti contemporaneamente. Ad esempio, le strutture massicce in legno, come i pannelli XLAM, possono garantire di per sé un livello significativo di tenuta all’aria, se i loro giunti sono sigillati correttamente, riducendo la necessità di strati aggiuntivi. Il ricambio d’aria controllato mediante sistemi di ventilazione con recupero di calore garantisce aria fresca senza perdite di energia termica, un esempio lampante di un approccio efficace e razionale nell’edilizia.
MODELLO FINANZIARIO E TCO: IL VALORE A LUNGO TERMINE DEL ‘MENO, MA MEGLIO’
Il principio ‘meno, ma meglio’ ha un impatto diretto sul modello finanziario del progetto e sul costo totale di possesso (Total Cost of Ownership, TCO) dell’edificio. Il TCO non è solo l’investimento iniziale nella costruzione, ma anche tutti i costi sostenuti dal proprietario durante l’intero ciclo di vita dell’immobile: costi operativi (energia, acqua), manutenzione, riparazioni, assicurazione, ammortamento e smaltimento. Spesso gli immobili costruiti secondo il principio ‘meno, ma meglio’ possono avere investimenti iniziali leggermente più elevati a causa dell’uso di materiali di qualità superiore e tecnologie innovative (ad esempio impianti tecnologici integrati o vetrocamere ad alta efficienza energetica). Tuttavia, questi costi iniziali si ripagano più volte durante l’esercizio grazie a una notevole riduzione dei costi operativi.
Ad esempio, un edificio con un fattore U delle pareti di 0,15 W/(m²·K) e una tenuta all’aria n50 ≤ 0,6 h⁻¹ richiederà molta meno energia per il riscaldamento rispetto a un edificio con un fattore U di 0,40 W/(m²·K) e n50 ≤ 3,0 h⁻¹. Secondo le ricerche, il consumo energetico nelle case passive può essere 5-10 volte inferiore rispetto a quelle standard. Ciò porta a centinaia di migliaia di grivnie di risparmio sulle utenze nel corso dei decenni. Inoltre, il design minimalista e l’uso di materiali durevoli e di qualità, previsti dal principio ‘meno, ma meglio’, riducono la necessità di riparazioni e sostituzioni frequenti, abbassando i costi di manutenzione. Un numero minore di nodi complessi e soluzioni integrate, sviluppate con il BIM, semplificano anche la diagnostica e la riparazione. Pertanto, sebbene gli investimenti iniziali possano essere superiori del 5-15%, il ritorno grazie alla riduzione del TCO può essere di 7-12 anni, e il beneficio finanziario complessivo a lungo termine supera notevolmente gli investimenti iniziali, rendendo questo approccio economicamente giustificato per costruttori e proprietari. L’azienda KOLEO implementa questo approccio nei propri progetti, garantendo un’elevata qualità e un vantaggio economico.
OTTIMIZZAZIONE DELLE RISORSE E IMPRONTA ECOLOGICA NELL’EDILIZIA IN UCRAINA
Il principio ‘meno, ma meglio’ è strettamente legato all’ottimizzazione delle risorse e alla riduzione dell’impronta ecologica della costruzione, che è una priorità per lo sviluppo sostenibile dell’Ucraina. Un approccio razionale prevede la scelta di materiali con un basso livello di energia incorporata (embodied energy), la riduzione degli scarti in tutte le fasi del ciclo di vita dell’edificio, nonché l’uso di fonti energetiche rinnovabili. Ciò significa che, invece di grandi volumi di materiali di scarsa qualità, si preferisce una minore quantità di materiali di alta qualità, durevoli e, ove possibile, locali. Ad esempio, legno proveniente da foreste certificate, o calcestruzzo con inerti riciclati. In Ucraina, dove la questione dell’indipendenza energetica e dell’ecologia è particolarmente sentita, tale approccio non è solo una tendenza, ma anche una necessità.
La riduzione della quantità di materiali attraverso una progettazione ottimizzata (ad esempio grazie al BIM) influisce direttamente sulla riduzione dell’impronta di carbonio derivante dalla produzione e dal trasporto. L’efficienza energetica degli edifici, raggiunta grazie a elevati valori U/R e alla tenuta all’aria n50, riduce notevolmente le emissioni di CO2 durante l’esercizio. Ciò è in linea con gli obiettivi globali di decarbonizzazione e con gli impegni climatici nazionali dell’Ucraina. Inoltre, la strategia ‘meno, ma meglio’ prevede spesso durabilità e facilità di riparazione, il che prolunga la vita utile degli edifici e riduce la quantità di rifiuti destinati alle discariche. Ciò include non solo soluzioni costruttive, ma anche la scelta di impianti tecnologici con un impatto ambientale minimo, come le pompe di calore o i collettori solari. Questo approccio integrato è vitale per la formazione di un settore edile responsabile e sostenibile in Ucraina, dove ogni progetto contribuisce alla conservazione delle risorse naturali e alla creazione di un ambiente di vita sano.
SCELTA DI MATERIALI E TECNOLOGIE: LA QUALITÀ PRIMA DELLA QUANTITÀ NEL CONTESTO UCRAINO
Il principio ‘meno, ma meglio’ impone un approccio particolare alla scelta dei materiali e delle tecnologie costruttive, ponendo la qualità, la durabilità e l’efficienza al di sopra della quantità o dell’economicità. Nelle condizioni dell’Ucraina, dove il mercato offre un’ampia gamma di prodotti, è criticamente importante prendere decisioni motivate. Ciò significa che, invece di utilizzare soluzioni economiche ma di breve durata, si investe in materiali collaudati e certificati, che garantiranno elevate prestazioni per decenni. Ad esempio, per l’isolamento termico è meglio scegliere lana minerale o polistirene estruso con valori λ elevati, piuttosto che un isolante economico ma meno efficace. Per le finestre, si tratta di profili multicamera e vetrocamere a risparmio energetico con rivestimento basso-emissivo, che migliorano notevolmente il fattore U degli infissi (ad esempio 0,8-1,1 W/(m²·K) rispetto a 2,0-2,5 W/(m²·K) per quelli standard).
Inoltre, anche la scelta della tecnologia costruttiva riflette questo principio. Sono preferibili le tecnologie che garantiscono un’elevata velocità di montaggio, precisione e la minimizzazione del ‘fattore umano’. Le case modulari o la costruzione con pannelli XLAM prefabbricati sono un ottimo esempio. Consentono di controllare la qualità della produzione in condizioni di fabbrica, di ridurre la quantità di rifiuti da costruzione in cantiere e di accorciare i tempi di costruzione. Tali approcci non solo risparmiano tempo e risorse, ma garantiscono anche un risultato prevedibile. I materiali di alta qualità richiedono anche meno cura e manutenzione, il che riduce il TCO e migliora la resistenza dell’edificio ai fattori esterni. Anche l’integrazione degli impianti tecnologici deve essere ben studiata, affinché siano efficienti e non richiedano una manutenzione complessa. Ciò sottolinea che il ‘meno, ma meglio’ nella scelta di materiali e tecnologie non è un compromesso, ma un vantaggio strategico, che garantisce il massimo valore per il consumatore finale nella realtà ucraina.
PROGETTAZIONE INTEGRATA E SOLUZIONI MULTIFUNZIONALI PER L’UCRAINA
La progettazione integrata è un pilastro chiave del principio ‘meno, ma meglio’, particolarmente rilevante per il settore edile ucraino, che aspira agli standard europei. Questo approccio prevede il lavoro congiunto di tutti i partecipanti al progetto — architetti, ingegneri strutturisti, ingegneri meccanici, elettricisti, specialisti in efficienza energetica — fin dall’inizio della progettazione. L’obiettivo è che ogni componente dell’edificio svolga più funzioni e che i sistemi siano il più possibile sinergici. Ad esempio, invece di sistemi separati di riscaldamento, ventilazione e produzione di acqua calda sanitaria, è possibile integrarli in un’unica pompa di calore con recupero, che garantisce tutte e tre le funzioni, occupa meno spazio ed è più efficiente.
Le soluzioni multifunzionali riducono la complessità complessiva dell’edificio, la quantità di materiali necessari e il volume di lavoro. Ad esempio, le pareti esterne possono svolgere contemporaneamente le funzioni di elementi portanti, isolamento termico e barriera di tenuta all’aria, se progettate utilizzando pannelli monolitici o multistrato con le proprietà appropriate. Nel contesto dell’Ucraina, ciò significa anche tenere conto delle norme edilizie locali (ДБН) e delle particolarità climatiche. Nella progettazione del sistema di riscaldamento, ad esempio, il calcolo della potenza termica secondo la EN 12831 consente di evitare un’installazione eccessiva di apparecchiature, il che è una diretta incarnazione del principio ‘meno, ma meglio’. Il calcolo preciso della ventilazione secondo la DIN 1946-6 garantisce il necessario ricambio d’aria senza consumi energetici superflui. L’integrazione di sistemi Smart Home consente di gestire centralmente tutti gli impianti tecnologici, ottimizzandone il funzionamento e riducendo il consumo energetico. Questo approccio non solo crea edifici funzionali e confortevoli, ma li rende anche economicamente vantaggiosi ed ecologicamente responsabili, il che è determinante per l’edilizia moderna nel paese.
FAQ
Che cosa significa il principio ‘meno, ma meglio’ nell’edilizia?
In che modo le tecnologie BIM contribuiscono all’attuazione del principio ‘meno, ma meglio’?
Perché l’efficienza termotecnica (U/R) è importante per il ‘meno, ma meglio’?
Che ruolo svolge la tenuta all’aria (n50) nell’edilizia moderna?
Come influisce il ‘meno, ma meglio’ sul costo totale di possesso (TCO) di un edificio?
Quali materiali e tecnologie rispondono al principio ‘meno, ma meglio’ in Ucraina?
Glossary
- BIM (Building Information Modeling): Tecnologia di modellazione informativa degli edifici, che consente di creare e gestire informazioni digitali su un immobile durante l’intero suo ciclo di vita.
- Fattore U (coefficiente di trasmittanza termica): Grandezza che caratterizza le proprietà di isolamento termico di una struttura di compartimentazione; quanto più basso è il valore U, tanto meglio la struttura trattiene il calore (si misura in W/(m²·K)).
- Valore R (resistenza termica): Grandezza inversa del fattore U, che indica la capacità di un materiale o di una struttura di opporsi al passaggio del calore; quanto più alto è R, tanto migliore è l’isolamento termico (si misura in m²·K/W).
- n50 (indice di tenuta all’aria): Indicatore del tasso di ricambio d’aria di un edificio all’ora a una differenza di pressione di 50 Pa (si misura in h⁻¹), utilizzato per valutare l’ermeticità dell’involucro dell’edificio mediante il test Blower Door.
- TCO (Total Cost of Ownership): Costo totale di possesso di un immobile, che comprende l’investimento iniziale e tutti i costi operativi (energia, manutenzione, riparazioni) durante l’intero ciclo di vita.









