PARETE A TELAIO

COMPOSIZIONI E SCHEMI DI STRUTTURE AD ALTA EFFICIENZA

La parete a telaio è un elemento chiave dell’edilizia moderna, che si distingue per l’elevata efficienza energetica, la rapidità di realizzazione e l’adattabilità a diverse soluzioni architettoniche. Questo articolo propone un’analisi dettagliata delle composizioni costruttive e degli schemi delle pareti a telaio, concentrandosi sulla tecnologia della costruzione a telaio senza pannelli SIP. Esamineremo i nodi di fissaggio chiave che garantiscono l’integrità strutturale, e analizzeremo in profondità gli aspetti della tenuta all’aria (indicatore n50), fondamentale per la durabilità e le prestazioni operative dell’edificio. Particolare attenzione sarà dedicata ai requisiti normativi dell’Ucraina, per fornire una guida pratica a progettisti e costruttori. Scoprirete la scelta ottimale dei materiali, la sequenza di montaggio e i modi per evitare gli errori tipici, il che garantirà l’affidabilità e la stabilità del vostro progetto. Iniziamo con la comprensione dei principi fondamentali alla base di queste strutture ad alta efficienza, che consentono di raggiungere prestazioni termotecniche eccezionali, nel rispetto degli standard vigenti.

Questo materiale è stato sviluppato tenendo conto delle più recenti norme edilizie e delle migliori pratiche mondiali, per fornirvi le informazioni esaurienti necessarie alla realizzazione di progetti con elevate prestazioni tecniche. Esamineremo soluzioni costruttive tipiche e atipiche, che vi permetteranno di scegliere l’approccio più adatto al vostro immobile. Dalla scelta e dal montaggio corretti di ogni elemento dipendono non solo il costo finale, ma anche il comfort e la sicurezza dei futuri abitanti. In particolare, la questione della tenuta all’aria, come verrà dimostrato, ha un impatto diretto sull’efficienza dei sistemi di ventilazione e riscaldamento, garantendo un microclima ottimale negli ambienti. Per una comprensione più ampia degli impianti tecnologici dell’edificio, consigliamo di consultare le informazioni sugli impianti tecnologici della casa, che sono parte integrante di qualsiasi progetto moderno.

FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA DI COSTRUZIONE A TELAIO: TELAIO SENZA SIP

La tecnologia della costruzione a telaio senza l’uso di pannelli SIP si basa sull’approccio tradizionale alla creazione di una struttura portante composta da montanti, traversi e travi in legno. Questo sistema offre una notevole flessibilità nella scelta dei materiali isolanti e delle finiture. L’elemento principale sono i montanti verticali (generalmente in legno di conifera calibrato con un’umidità non superiore al 15-18%), installati con un passo determinato, di norma 400 mm o 600 mm, corrispondente alle dimensioni standard dei materiali di rivestimento in pannelli e dell’isolamento termico in rotoli. Tra i montanti viene montata una piattabanda orizzontale, che forma i vani finestra e porta e garantisce inoltre la rigidità della struttura. Per le pareti portanti esterne si utilizzano tipicamente travi con sezione 50×150 mm o 50×200 mm, a seconda dei requisiti relativi alle prestazioni termotecniche e ai carichi.

Un importante vantaggio di questa tecnologia è la possibilità di creare le cosiddette pareti ‘traspiranti’, che consentono di regolare l’umidità negli ambienti e prevenire la condensa all’interno della struttura, a condizione di una corretta scelta delle membrane freno vapore e paravento. Gli elementi del telaio vengono collegati mediante chiodi zincati o viti autofilettanti, mentre per aumentare la rigidità si utilizzano controventi o materiali in pannelli (OSB, compensato) sul lato esterno. Questo approccio consente di integrare facilmente gli impianti tecnologici all’interno delle pareti, garantendo un aspetto estetico e la protezione degli impianti. Il coefficiente di conducibilità termica del legno (pino/abete) è di circa 0.12-0.18 W/(m·K) trasversalmente alle fibre, il che va tenuto in considerazione nel calcolo del valore U complessivo della parete. Per aumentare l’efficienza si applica spesso un isolamento incrociato o un doppio telaio, che riduce al minimo i ponti termici attraverso gli elementi in legno. Maggiori informazioni sulle soluzioni costruttive sono disponibili nella sezione casette in legno lamellare, dove sono presentate altre tecnologie di edilizia in legno.

L’edilizia a telaio moderna prevede inoltre l’utilizzo di legno trattato con antisettici e ignifughi per aumentare la durabilità e la resistenza al fuoco. La ДБН В.1.1-7:2016 ‘Sicurezza antincendio degli oggetti edilizi’ stabilisce i requisiti relativi alla classe di resistenza al fuoco degli edifici, e per le strutture a telaio ciò si ottiene mediante l’uso di materiali di rivestimento adeguati, come il cartongesso con resistenza al fuoco maggiorata (ГКЛО) o l’OSB con classe di combustibilità Г1. Lo spessore di tali materiali e la loro quantità sono definiti dal progetto. La precisione e la qualità del legno utilizzato influiscono notevolmente sul risultato finale, per cui è preferibile scegliere legno essiccato in camera, che presenta dimensioni geometriche stabili e una percentuale minima di ritiro.

ANALISI DETTAGLIATA DEI NODI DI FISSAGGIO: GARANZIA DELL’INTEGRITÀ STRUTTURALE

Un aspetto di fondamentale importanza nell’edilizia a telaio è la corretta esecuzione dei nodi di fissaggio, che garantisce l’integrità strutturale e la durabilità dell’intero edificio. Ogni nodo deve resistere ai carichi previsti – verticali, orizzontali (vento, sisma) e di taglio. I nodi principali sono le giunzioni dei montanti con le piattabande superiore e inferiore, le giunzioni angolari, i raccordi ai vani finestra e porta, nonché le giunzioni del telaio delle pareti con le fondazioni e i solai.

Per collegare i montanti alla piattabanda si utilizzano generalmente chiodi o viti autofilettanti. La piattabanda inferiore viene fissata alla fondazione mediante tirafondi, che devono essere annegati nel calcestruzzo durante la fase di getto della fondazione, conformemente alla ДБН В.2.6-98:2009 ‘Strutture in calcestruzzo e calcestruzzo armato’. La distanza tra i tirafondi solitamente non supera 1.2-1.8 m, e il loro diametro è di 12-16 mm. Tra la fondazione e la piattabanda inferiore deve essere obbligatoriamente posato uno strato impermeabilizzante (guaina bituminosa, mastice bituminoso o nastro speciale) per prevenire la risalita capillare dell’umidità. Le giunzioni angolari sono eseguite in modo da garantire un fissaggio affidabile e creare una superficie efficace per il successivo isolamento, riducendo al minimo i ponti termici. Ciò può essere realizzato mediante angoli a tre montanti o angoli con travi aggiuntive, che formano una cavità per l’isolante.

Nella realizzazione dei vani finestra e porta si utilizzano montanti speciali detti ‘king studs’, montanti ‘jack studs’ e traverse (headers) saldamente fissate, che distribuiscono il carico proveniente dagli elementi superiori del telaio. Le traverse devono essere dimensionate per i carichi corrispondenti e sono spesso realizzate in legno lamellare o tavole unite. I controventi o il rivestimento con materiali in pannelli garantiscono la rigidità spaziale del telaio, prevenendo le deformazioni sotto l’azione dei carichi orizzontali. Per una sigillatura efficace dei vani finestra e porta è fondamentale utilizzare nastri sigillanti e sigillanti appropriati, che non solo impediscono la penetrazione dell’umidità, ma contribuiscono anche a raggiungere il livello necessario di tenuta all’aria. Un’analisi dettagliata di nodi simili aiuta a comprendere meglio i principi generali della costruzione modulare, dove ogni elemento ha una funzione precisa e un’elevata precisione di giunzione.

GESTIONE DELLA TENUTA ALL’ARIA (N50): LA CHIAVE PER L’EFFICIENZA ENERGETICA

La tenuta all’aria dell’involucro dell’edificio, misurata dall’indicatore n50 (tasso di ricambio d’aria all’ora con una differenza di pressione di 50 Pa), è uno dei fattori più importanti che influenzano l’efficienza energetica, il comfort e la durabilità della casa a telaio. Un valore elevato di n50 (bassa tenuta all’aria, ad esempio n50 ≤ 1.5 h-1 per edifici di classe A secondo la ДБН В.2.6-31:2016) riduce al minimo le dispersioni termiche incontrollate per convezione, previene la penetrazione dell’umidità nella struttura della parete e riduce il rischio di formazione di condensa all’interno dell’isolante. Ciò ha anche un impatto diretto sull’efficienza del funzionamento dei sistemi di ventilazione meccanica con recupero di calore.

Il raggiungimento di un’elevata tenuta all’aria richiede un approccio sistemico in tutte le fasi della costruzione. Gli elementi principali del contorno a tenuta d’aria sono la membrana freno vapore sul lato interno della parete e la membrana paravento sul lato esterno. È fondamentale garantire la continuità di questi strati: tutti i giunti delle membrane devono essere accuratamente sigillati con nastri speciali (il valore Sd della barriera al vapore deve essere elevato, Sd ≥ 100 m, mentre quello della membrana paravento deve essere basso, Sd ≤ 0.2 m). Anche le penetrazioni nelle membrane (cavi, tubi, aperture di ventilazione) richiedono una sigillatura mediante manicotti o sigillanti speciali. È necessario evitare forature e danneggiamenti di queste pellicole durante il montaggio. La prova di tenuta all’aria viene eseguita con il metodo ‘Blower Door Test’ conformemente allo standard ISO 9972 o EN 13829, che consente di individuare i punti di scarsa tenuta ed eliminarli prima del completamento dei lavori di finitura.

Oltre alle membrane, un ruolo importante è svolto dalla sigillatura dei raccordi: parete-fondazione (ne abbiamo parlato nella sezione dedicata alla fondazione), parete-finestra/porta, parete-tetto. Anche le fessure più piccole possono peggiorare notevolmente l’indicatore n50 complessivo. Ad esempio, un raccordo non ermetico del telaio della finestra alla struttura può causare significative perdite di calore. Le moderne norme edilizie ucraine, orientandosi verso gli standard europei (ad esempio, DIN 4108-7), inaspriscono sempre di più i requisiti relativi alla tenuta all’aria, il che stimola l’utilizzo di tecnologie e materiali avanzati. La comprensione di questi aspetti è fondamentale per la realizzazione di edifici realmente efficienti.

COMPONENTI DELLA PARETE A TELAIO: DESCRIZIONE STRATO PER STRATO E MATERIALI

La parete a telaio è una struttura multistrato, in cui ogni strato svolge una funzione unica, garantendo l’efficienza e la durabilità complessive. La composizione tipica di una parete a telaio esterna comprende:

  1. Finitura esterna: può variare – dal rivestimento a doghe (in vinile, in fibrocemento), al perlinato in legno, all’intonaco su isolante o al rivestimento in mattoni. La scelta dipende dalle preferenze estetiche e dal budget.
  2. Intercapedine di ventilazione: generalmente 20-40 mm, creata mediante controlistelli inchiodati alla membrana paravento. Necessaria per l’evacuazione dell’umidità dalla struttura e per garantire la circolazione dell’aria.
  3. Membrana paravento: membrana idro-paravento con basso valore Sd (Sd ≤ 0.2 m), che protegge l’isolante dalla dispersione delle fibre e dalla penetrazione dell’umidità, ma lascia passare il vapore dall’interno.
  4. Rivestimento del telaio: materiali in pannelli, come OSB-3 (spessore 9-12 mm) o compensato idrofugo. Garantisce la rigidità spaziale del telaio e funge da base per il fissaggio della membrana paravento.
  5. Telaio con isolante: montanti in legno (50×150 mm o 50×200 mm), lo spazio tra i quali viene riempito con materiale termoisolante. Si utilizza più spesso lana minerale (basaltica) o isolante in cellulosa. La densità della lana minerale per le pareti deve essere di almeno 30 kg/m³ per prevenire il cedimento. Il coefficiente di conducibilità termica (λ) per la moderna lana minerale è di circa 0.035-0.040 W/(m·K).
  6. Membrana freno vapore: installata sul lato interno (caldo) della parete. Ha un valore Sd elevato (Sd ≥ 100 m), che impedisce la penetrazione del vapore acqueo dall’ambiente interno nello spessore dell’isolante, dove potrebbe condensare.
  7. Controparete interna e impianti tecnologici: listelli aggiuntivi (25-50 mm), che creano lo spazio per la posa dell’impianto elettrico e di altri impianti senza danneggiare la barriera al vapore, e che formano inoltre la base per la finitura interna.
  8. Finitura interna: cartongesso, perlinato in legno, pannelli OSB, che fungono da base per la finitura finale (pittura, carta da parati).

Per il calcolo delle prestazioni termotecniche della parete si utilizza la formula U = 1 / (R_si + R1 + R2 + … + Rn + R_se), dove R è la resistenza termica di ogni strato, e R_si e R_se sono le resistenze termiche degli strati d’aria interno ed esterno. Questo approccio strato per strato consente di ottimizzare la struttura per raggiungere i valori U desiderati, il che è fondamentale per la conformità ai requisiti della ДБН В.2.6-31:2021.

RESISTENZA TERMICA E VALORE U: OTTIMIZZAZIONE DELLE PRESTAZIONI TERMOTECNICHE

L’ottimizzazione delle prestazioni termotecniche della parete a telaio è il fondamento per la creazione di un edificio efficiente dal punto di vista energetico. Gli indicatori principali qui sono la resistenza termica (R-value, m²·K/W) e il coefficiente di trasmittanza termica (U-value, W/(m²·K)). Più alto è l’R-value e più basso è l’U-value, meglio la parete trattiene il calore d’inverno e il fresco d’estate. Conformemente alla ДБН В.2.6-31:2021 ‘Isolamento termico degli edifici’, la resistenza termica minima consentita per le pareti esterne nella prima zona climatica dell’Ucraina è pari a R ≥ 3.3 m²·K/W (per le nuove costruzioni), corrispondente a U ≤ 0.3 W/(m²·K).

Per raggiungere questi valori in una parete a telaio, lo spessore dell’isolante deve essere considerevole. Ad esempio, per la lana minerale con λ = 0.037 W/(m·K), per raggiungere R = 3.3 m²·K/W, è necessario uno spessore dell’isolante d = R × λ = 3.3 × 0.037 ≈ 0.12 m, ovvero 120 mm. Tuttavia, per tenere conto dei ponti termici attraverso il telaio in legno e creare un margine di sicurezza, si utilizza spesso un isolante di spessore 150-200 mm. Ad esempio, una parete con telaio da 150 mm e 150 mm di lana minerale può avere un valore U di circa 0.22-0.25 W/(m²·K). L’aggiunta di un isolamento incrociato (ad esempio, 50 mm di isolante aggiuntivo all’esterno o all’interno del telaio) può ridurre il valore U a 0.15-0.18 W/(m²·K), conforme ai requisiti per gli edifici di classe energetica A+ o per le case passive.

Nei calcoli è importante tenere conto dei ponti termici lineari nelle giunzioni angolari, nei raccordi ai vani finestra e porta, nonché nei punti di fissaggio delle travi. Questi ponti termici possono peggiorare notevolmente le prestazioni termotecniche effettive della parete, se non vengono ridotti al minimo mediante isolamento aggiuntivo o interruzione dei ponti termici. L’applicazione di un isolamento aggiuntivo esterno (ad esempio, pannelli in PIR, polistirene estruso o lana minerale) sopra il rivestimento del telaio è una soluzione efficace per eliminare i ponti termici attraverso i montanti in legno e migliorare il valore U complessivo della parete. Il corretto calcolo e l’ottimizzazione delle prestazioni termotecniche nella fase di progettazione sono la chiave per bassi costi di esercizio e comfort futuro.

PROTEZIONE DALL’UMIDITÀ E VENTILAZIONE: DURABILITÀ DELLA STRUTTURA

Un’efficace protezione della parete a telaio dall’umidità e una ventilazione adeguata sono fattori critici per la durabilità e per evitare il degrado dei materiali da costruzione. L’umidità può penetrare nella struttura da diverse fonti: precipitazioni atmosferiche, acque di falda (risalita capillare), nonché il vapore interno generato negli ambienti. L’inumidimento incontrollato dell’isolante comporta una significativa riduzione delle sue proprietà termoisolanti, lo sviluppo di muffa e la marcescenza degli elementi in legno.

Per la protezione esterna dall’umidità atmosferica servono i materiali di facciata e la membrana paravento. L’intercapedine di ventilazione tra la finitura esterna e la membrana paravento svolge un ruolo chiave nell’evacuazione dell’umidità che può penetrare attraverso il rivestimento esterno, e garantisce l’asciugatura della struttura. Per l’efficacia della ventilazione, l’intercapedine deve essere di almeno 20 mm e disporre di aperture di ingresso e uscita dell’aria, situate rispettivamente in basso e in alto sulla parete (di norma, sotto la gronda e sopra lo zoccolo). Sul lato interno dell’edificio, la membrana freno vapore impedisce la penetrazione del vapore acqueo dall’ambiente nello spessore della parete. È importante garantire la tenuta di tutti i giunti e raccordi della barriera al vapore, per evitare il trasferimento convettivo del vapore. Il valore Sd della barriera al vapore deve essere sufficientemente elevato (solitamente >100 m), per rallentare significativamente la diffusione del vapore.

Se l’umidità è comunque penetrata nella struttura, la possibilità che si asciughi è di vitale importanza. È proprio per questo che le membrane ‘traspiranti’ e le intercapedini di ventilazione permettono a questa umidità di uscire verso l’esterno. Il controllo dell’umidità del legno nella fase di costruzione (non oltre il 18% per il telaio portante) e l’utilizzo di materiali asciutti riducono notevolmente il rischio di problemi futuri. Anche il monitoraggio e la corretta progettazione dei sistemi di drenaggio attorno alla fondazione fanno parte della protezione integrata dell’edificio dall’umidità. Evitare la condensa all’interno delle pareti, che può causare gravi danni, richiede un calcolo preciso del ‘punto di rugiada’ e una corretta disposizione degli strati della parete tenendo conto dei valori Sd di tutti i materiali. Ciò è particolarmente rilevante per le regioni dell’Ucraina con elevata umidità dell’aria e forti escursioni termiche.

ERRORI TIPICI NELLA REALIZZAZIONE DELLE PARETI A TELAIO E COME EVITARLI

La realizzazione delle pareti a telaio, nonostante l’apparente semplicità, presenta una serie di sfumature, e gli errori in qualsiasi fase possono causare gravi problemi di efficienza energetica, durabilità e comfort. Comprendere questi errori tipici e i modi per evitarli è fondamentale per una costruzione di qualità.

  1. Tenuta all’aria insufficiente: uno dei problemi più diffusi e importanti. Una sigillatura di scarsa qualità dei giunti delle membrane freno vapore e paravento, forature, raccordi non ermetici ai vani finestra/porta e ai solai – tutto ciò porta a significative perdite di calore per convezione. Soluzione: controllo accurato del montaggio delle membrane, utilizzo di nastri adesivi e sigillanti di qualità, esecuzione del ‘Blower Door Test’ prima della chiusura della finitura interna.
  2. Spessore insufficiente o isolamento di scarsa qualità: utilizzo di un isolante sottile o di un materiale con un coefficiente di conducibilità termica elevato. Inoltre, lacune nell’isolamento, il suo cedimento o una scarsa aderenza ai montanti creano ponti termici. Soluzione: rispetto dello spessore di progetto dell’isolante, utilizzo di materiali con λ basso, posa a tenuta dell’isolante senza fessure, isolamento incrociato.
  3. Posizionamento errato della barriera al vapore: il posizionamento della barriera al vapore sul lato esterno o l’utilizzo di materiali impermeabili al vapore all’esterno della struttura porta all’accumulo di umidità all’interno della parete e al suo degrado. Soluzione: la barriera al vapore va sempre montata sul lato caldo (dall’interno dell’ambiente), la membrana paravento sul lato freddo (esterno), tenendo conto dei valori Sd dei materiali.
  4. Assenza dell’intercapedine di ventilazione: tra la finitura esterna e la membrana paravento può accumularsi umidità, causando il deterioramento dei materiali. Soluzione: creazione obbligatoria dell’intercapedine di ventilazione mediante controlistelli e garanzia della sua ventilazione libera.
  5. Errori nei nodi di fissaggio: giunzione insufficientemente solida o imprecisa degli elementi del telaio, in particolare negli angoli e nei vani finestra e porta. Soluzione: rigoroso rispetto degli schemi di progetto dei nodi, utilizzo di elementi di fissaggio adeguati, controllo qualità delle giunzioni.
  6. Impermeabilizzazione insufficiente della piattabanda inferiore: l’umidità della fondazione può risalire per capillarità negli elementi in legno. Soluzione: posa obbligatoria di un’impermeabilizzazione di qualità tra la fondazione e la piattabanda inferiore.

Un controllo qualità sistematico in ogni fase della costruzione, dall’approvvigionamento dei materiali alla finitura finale, consente di evitare questi e molti altri problemi, garantendo l’affidabilità e la durabilità della casa a telaio. L’importanza di questi aspetti non va sottovalutata, poiché influiscono direttamente sulle prestazioni operative dell’intero edificio.

FAQ

Qual è lo spessore ottimale dell’isolante per una parete a telaio in Ucraina?
Lo spessore ottimale dell’isolante per una parete a telaio in Ucraina, conformemente ai requisiti della ДБН В.2.6-31:2021, è generalmente di 150-200 mm di lana minerale con un coefficiente di conducibilità termica λ di circa 0.035-0.040 W/(m·K). Per raggiungere la classe energetica A+ o i requisiti della casa passiva, potrebbero essere necessari fino a 250-300 mm di isolante o l’applicazione di un isolamento incrociato.
Che cos’è l’indicatore di tenuta all’aria n50 e perché è importante per le pareti a telaio?
L’indicatore n50 rappresenta il tasso di ricambio d’aria all’ora con una differenza di pressione di 50 Pa ed è una misura della tenuta dell’involucro dell’edificio. Per le pareti a telaio ciò è di fondamentale importanza, poiché un’elevata tenuta all’aria (basso n50, ad esempio ≤ 1.5 h-1) riduce al minimo le dispersioni termiche incontrollate, previene la penetrazione dell’umidità nella struttura e garantisce un funzionamento efficace della ventilazione, favorendo la durabilità e il comfort.
Come garantire il corretto funzionamento della barriera al vapore in una parete a telaio?
La barriera al vapore viene montata sul lato interno (caldo) della parete a telaio. Per il suo corretto funzionamento è necessario garantire la piena continuità dello strato: tutti i giunti della membrana devono essere accuratamente sigillati con nastri speciali, e i punti di raccordo con altri elementi (finestre, porte, solai, impianti) devono essere sigillati con manicotti o sigillanti speciali. Ciò previene la penetrazione del vapore acqueo nello spessore dell’isolante.
Quali materiali si utilizzano per il rivestimento esterno del telaio che garantisce la rigidità?
Per il rivestimento esterno del telaio che garantisce la rigidità spaziale, si utilizzano più spesso pannelli OSB-3 (pannello di trucioli orientati a resistenza all’umidità maggiorata) con spessore 9-12 mm o compensato idrofugo. Questi materiali non solo conferiscono rigidità al telaio, ma fungono anche da base per il fissaggio della membrana paravento e per la successiva finitura esterna.
È necessaria un’intercapedine di ventilazione in una parete a telaio con intonaco esterno?
Sì, l’intercapedine di ventilazione è obbligatoria per la maggior parte dei tipi di finitura esterna delle pareti a telaio, incluso l’intonaco su isolante, a meno che non faccia parte di un sistema integrato che evacua autonomamente l’umidità. Si trova tra la membrana paravento e la finitura esterna, garantendo l’evacuazione dell’umidità e l’aerazione della struttura, il che previene l’inumidimento dell’isolante e lo sviluppo di muffa. La dimensione dell’intercapedine è generalmente di 20-40 mm.
Quali sono le particolarità del fissaggio della piattabanda inferiore della parete a telaio alla fondazione?
La piattabanda inferiore della parete a telaio viene fissata alla fondazione mediante tirafondi, annegati nel calcestruzzo durante la fase di getto della fondazione. Tra la fondazione e la piattabanda deve essere obbligatoriamente posato uno strato impermeabilizzante (ad esempio, guaina bituminosa, nastro bituminoso) per prevenire la risalita capillare dell’umidità. Ciò previene la marcescenza degli elementi in legno e garantisce la durabilità della struttura.

Glossario

  • n50 (Tasso di ricambio d’aria): indicatore che caratterizza la tenuta all’aria dell’involucro dell’edificio, misurato come il volume d’aria che attraversa l’involucro in un’ora con una differenza di pressione di 50 Pa, diviso per il volume interno dell’edificio. Un valore basso di n50 (ad esempio, fino a 1.5 h-1) indica un’elevata tenuta, fondamentale per l’efficienza energetica.
  • Valore U (Coefficiente di trasmittanza termica): grandezza che indica quanta energia termica (in Watt) attraversa un metro quadrato della struttura in presenza di una differenza di temperatura di un Kelvin. Più basso è il valore U, migliori sono le proprietà termoisolanti del materiale o della struttura.
  • Valore Sd (Spessore equivalente di diffusione dell’aria): parametro che definisce la permeabilità al vapore di un materiale. Indica a quale spessore di uno strato d’aria immobile corrisponde la resistenza alla diffusione del vapore acqueo di tale materiale. Un Sd basso (ad esempio, per la membrana paravento) indica un’elevata permeabilità al vapore, un Sd elevato (per la barriera al vapore) indica una permeabilità bassa.
  • Ponti termici: zone dell’involucro dell’edificio (ad esempio, montanti in legno nel telaio, giunzioni di materiali) attraverso le quali il calore si trasmette significativamente più velocemente rispetto alle zone isolate circostanti, causando dispersioni termiche localizzate e una riduzione dell’efficienza energetica complessiva.
  • Blower Door Test: metodo di diagnosi della tenuta all’aria di un edificio, che consiste nel creare una differenza di pressione controllata tra l’ambiente interno ed esterno mediante un ventilatore installato nel vano porta, per individuare e misurare i punti di scarsa tenuta.

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