NODO ‘PARETE–SOLAIO’ NELLE STRUTTURE IN LEGNO LAMELLARE

ANALISI DETTAGLIATA E ASPETTI INGEGNERISTICI

Nell’edilizia moderna in legno, in particolare con l’uso di materiali ad alta tecnologia come il legno lamellare, la qualità e l’affidabilità di ogni nodo costruttivo assumono un’importanza critica. Il nodo ‘parete–solaio’ è uno degli elementi chiave, che garantisce non solo l’integrità strutturale dell’edificio, ma anche la sua durabilità, l’efficienza energetica e il comfort. Questo nodo funge da interfaccia tra gli elementi portanti verticali e orizzontali, trasmettendo i carichi, garantendo la rigidità del telaio e influendo sulle caratteristiche termotecniche e acustiche della struttura.

In questo articolo effettueremo un’analisi dettagliata del nodo ‘parete–solaio’, concentrandoci sulla sua realizzazione nelle strutture in legno lamellare di classe di resistenza GL24h. Esamineremo gli aspetti chiave della progettazione e del montaggio dei nodi di fissaggio, analizzando i requisiti per garantire la resistenza al fuoco secondo lo standard europeo EN 13501-2 e i parametri criticamente importanti di tenuta all’aria, misurati dall’indicatore n50 in conformità con le norme edilizie ucraine. Il nostro obiettivo è offrire uno sguardo esperto su queste sfumature tecniche, che sono alla base per la realizzazione di edifici di alta qualità, sicuri ed efficienti dal punto di vista energetico nelle condizioni dell’Ucraina.

PRINCIPI DI FORMAZIONE DEL NODO ‘PARETE–SOLAIO’ NELL’EDILIZIA IN LEGNO

Il nodo ‘parete–solaio’ è il punto di integrazione dei due principali sistemi portanti dell’edificio: le pareti verticali e i solai orizzontali. Il suo scopo principale consiste nella trasmissione efficace dei carichi verticali e orizzontali dai solai (peso proprio, carico utile, carico da neve sul tetto tramite il solaio dell’ultimo piano) alle strutture di parete, e da lì — alla fondazione. Inoltre, questo nodo è responsabile di garantire la rigidità spaziale dell’edificio, contrastando gli effetti delle forze da vento e sismiche, se previste dal progetto. Un nodo progettato o montato in modo scorretto può essere fonte di deformazioni strutturali, ponti termici, cali acustici e un peggioramento dell’affidabilità di esercizio complessiva. Pertanto, nella progettazione delle strutture in legno, è necessario applicare un approccio integrato che tenga conto della meccanica dei materiali, della termofisica e della dinamica.

Per le strutture in legno è particolarmente importante tenere conto dell’igroscopicità del legno e della sua capacità di variare dimensionalmente sotto l’effetto dell’umidità e della temperatura. I nodi devono essere progettati in modo da compensare queste possibili deformazioni, prevenendo l’insorgere di tensioni eccessive o la perdita di tenuta del collegamento. Inoltre, è fondamentale garantire la conformità alle norme edilizie ucraine, in particolare alla DBN B.2.6-98:2009 ‘Strutture di edifici e strutture. Strutture in legno’, che definisce i requisiti per il calcolo e la progettazione degli elementi in legno e dei loro collegamenti. La durabilità del nodo dipende anche dalla scelta degli elementi di fissaggio e dalla protezione del legno dal degrado biologico (funghi, insetti) e dall’umidità. Le soluzioni di alta qualità prevedono l’uso di elementi metallici inossidabili e trattamenti antisettici del legno nelle zone a maggiore rischio di umidità.

Le tecnologie moderne consentono di raggiungere un’elevata precisione nella produzione delle strutture in legno, il che semplifica notevolmente il montaggio e migliora la qualità dei nodi. Ad esempio, l’uso di macchine a controllo numerico per la fresatura degli elementi in legno lamellare garantisce una geometria e una precisione ideali dei collegamenti, riducendo al minimo la necessità di aggiustamenti manuali in cantiere e i rischi di errore. In questo modo, i principi fondamentali della formazione del nodo ‘parete–solaio’ vanno oltre la semplice fissazione meccanica, abbracciando un ampio spettro di requisiti ingegneristici e fisici, volti a creare un edificio affidabile e funzionale.

Per ulteriori informazioni sui principi generali della costruzione, potete visitare la pagina principale di KOLEO.

IL LEGNO LAMELLARE (GL24H) COME BASE DELLA STRUTTURA E LA SUA INFLUENZA SUI NODI

Il legno lamellare, in particolare della classe di resistenza GL24h, è un materiale che ha rivoluzionato l’edilizia in legno grazie alle sue eccezionali caratteristiche. La marcatura GL24h indica che si tratta di legno lamellare omogeneo (homogeneous glulam) con un valore caratteristico minimo di resistenza a flessione di 24 MPa. La ‘h’ indica l’omogeneità (homogeneous), il che significa l’uso di lamelle della stessa classe di resistenza su tutta la lunghezza della trave, a differenza del combinato (combined) GL24c. Questo materiale viene prodotto incollando più strati (lamelle) di legno sotto pressione, con le fibre del legno orientate parallelamente in tutti gli strati, il che garantisce un’elevata resistenza e stabilità. Le principali specie legnose utilizzate per la produzione di GL24h in Europa sono l’abete rosso e il pino.

I vantaggi del legno lamellare GL24h per la formazione di nodi ‘parete–solaio’ solidi e durevoli sono numerosi. Innanzitutto, la sua elevata capacità portante consente di utilizzare travi di sezione minore rispetto al legno massiccio per le stesse luci e carichi, riducendo il peso della struttura. In secondo luogo, il legno lamellare ha una tendenza molto minore alle deformazioni (fessurazione, torsione) grazie alla struttura multistrato e all’essiccazione accurata delle lamelle prima dell’incollaggio (tipicamente 10-12% di umidità). Questa stabilità è fondamentale per mantenere la geometria e la tenuta dei nodi per tutta la durata di esercizio dell’edificio. In terzo luogo, il legno lamellare consente di realizzare strutture a grande luce, il che apre ampie possibilità architettoniche e riduce al minimo il numero di appoggi, semplificando le soluzioni costruttive dei nodi.

Per i nodi ‘parete–solaio’, l’uso del GL24h consente di applicare sia collegamenti nascosti che a vista con elevata affidabilità. Grazie all’omogeneità e al comportamento prevedibile del materiale, gli ingegneri possono calcolare con maggiore precisione la capacità portante dei nodi e la loro resistenza agli effetti esterni. La produzione del legno lamellare è soggetta a un rigoroso controllo di qualità secondo la EN 14080:2013 ‘Strutture in legno — Legno lamellare incollato — Requisiti’, che garantisce la conformità alle caratteristiche di resistenza e durabilità dichiarate. Grazie a ciò, i nodi realizzati con il GL24h si distinguono per un’elevata resistenza a taglio ed estrazione, fondamentale per i collegamenti di ancoraggio. Ad esempio, i collegamenti tipici possono sopportare sforzi di taglio fino a 20 kN per singola vite a tutto filetto di diametro 10 mm, a seconda della lunghezza di avvitamento e della configurazione del nodo.

Per conoscere esempi di progetti in cui viene utilizzato attivamente il legno lamellare, si può visitare la pagina costruzione in legno lamellare.

SOLUZIONI TIPICHE DEI NODI DI FISSAGGIO PARETE–SOLAIO PER IL LEGNO LAMELLARE

Le soluzioni costruttive dei nodi ‘parete–solaio’ per il legno lamellare si distinguono per varietà e accuratezza ingegneristica, consentendo di raggiungere sia elevate prestazioni di capacità portante sia un’attrattiva estetica. Esaminiamo i principali tipi di nodi che hanno trovato applicazione nell’edilizia moderna:

1. Appoggio diretto della trave di solaio sulla parete in legno lamellare: è la soluzione più semplice, in cui la trave del solaio poggia direttamente sulla trave superiore della parete. Il fissaggio avviene tramite piastre metalliche, angolari o viti a tutto filetto. È importante garantire una superficie di appoggio sufficiente (minimo 100-150 mm) per una distribuzione uniforme del carico e prevenire la compressione locale del legno. Generalmente, per garantire la rigidità spaziale, le travi vengono fissate alla parete non solo verticalmente, ma anche orizzontalmente, formando un diaframma rigido del solaio.

2. Collegamenti nascosti: per raggiungere un design minimalista e preservare l’estetica delle superfici in legno si applicano fissaggi nascosti. Tra questi:

  • Collegamento a coda di rondine (dovetail joint): collegamento di falegnameria classico, che garantisce elevata resistenza e autobloccaggio. Per il legno lamellare, tali collegamenti vengono fresati con macchine a controllo numerico con elevata precisione.
  • Piastre metalliche incassate (concealed plate connectors): piastre metalliche che vengono incassate nelle testate delle travi e negli elementi di parete, per poi essere fissate con spine o viti. Esempi sono i collegamenti Knapp GIGANT o Rothoblaas ALUMAX. Questi sistemi garantiscono una significativa capacità portante (fino a 200 kN per collegamento) e un’elevata resistenza al fuoco, poiché il metallo è nascosto all’interno del legno.
  • Viti a tutto filetto (full-thread screws): viti lunghe, avvitate obliquamente attraverso lo spessore della trave di solaio nell’elemento di parete. Possono incrociarsi, creando una ‘rete’ per la trasmissione delle sollecitazioni di taglio. La loro lunghezza può raggiungere 500-1000 mm, e il diametro — 8-16 mm. Questi fissaggi non richiedono preforatura, hanno un’elevata resistenza a estrazione e taglio e possono essere utilizzati per creare nodi rigidi o semirigidi.

3. Appoggio su travi a sbalzo o staffe speciali: nei casi in cui il solaio sporga oltre la parete (a sbalzo) o si voglia creare un particolare effetto architettonico, si utilizzano staffe in acciaio o legno lamellare fissate alla parete. Tale soluzione richiede un calcolo accurato a flessione e taglio nel nodo di fissaggio della staffa alla parete.

La scelta del tipo specifico di nodo dipende dai requisiti architettonici, dall’entità dei carichi, dalla classe di resistenza al fuoco richiesta e dal budget del progetto. Tuttavia, comune a tutte le soluzioni è la necessità di precisione nella produzione e nel montaggio, garantita dalle moderne tecnologie a controllo numerico e da installatori qualificati.

RESISTENZA AL FUOCO DEI NODI SECONDO EN 13501-2: FOCUS SUL LEGNO LAMELLARE

La resistenza al fuoco delle strutture è uno degli aspetti più importanti della sicurezza dell’edificio, e i nodi ‘parete–solaio’ non fanno eccezione. Per le strutture in legno, incluso il legno lamellare, la valutazione della resistenza al fuoco viene eseguita secondo lo standard europeo EN 13501-2 ‘Classificazione dei prodotti e degli elementi da costruzione in base alla loro reazione al fuoco. Parte 2: classificazione basata sui dati delle prove di resistenza al fuoco, esclusi i prodotti utilizzati nei sistemi di ventilazione’. Questo standard definisce le classi di resistenza al fuoco (R, E, I) e i metodi per raggiungerle.

Il meccanismo principale di comportamento del legno lamellare in caso di incendio è la carbonizzazione controllata dello strato esterno del legno. Lo strato carbonizzato forma uno strato isolante che protegge gli strati interni non carbonizzati del legno da un rapido riscaldamento e dalla perdita di capacità portante. La velocità di carbonizzazione del legno lamellare è generalmente di circa 0,65-0,7 mm/min per le specie resinose. Ciò consente di prevedere la sezione residua della trave dopo un determinato tempo di incendio e di calcolarne la capacità portante. Ad esempio, per raggiungere la classe di resistenza al fuoco R60 (60 minuti di mantenimento della capacità portante), la trave deve avere una sezione iniziale sufficiente affinché, dopo 60 minuti di carbonizzazione (circa 40-42 mm per lato), la sezione effettiva residua possa sopportare i carichi di calcolo.

Nei nodi ‘parete–solaio’ un’attenzione particolare è dedicata alla protezione degli elementi di fissaggio. Le piastre metalliche e le viti, che si trovano sulla superficie o vicino ad essa, si riscaldano rapidamente e perdono resistenza. Per la loro protezione si adottano le seguenti misure:

  • Aumento della sezione del legno: il metodo più semplice ed efficace — progettare il nodo con una profondità sufficiente di incasso degli elementi metallici o il loro completo affondamento nel legno (come nei collegamenti nascosti del tipo Knapp GIGANT). Lo spessore minimo dello strato protettivo di legno sopra gli elementi metallici è generalmente di 20-30 mm per raggiungere la classe R30, e fino a 40-50 mm per R60.
  • Rivestimenti antincendio: l’uso di lastre di cartongesso (GKL), pannelli minerali resistenti al fuoco o altri materiali incombustibili per rivestire i nodi e gli elementi del solaio aumenta notevolmente la loro resistenza al fuoco.
  • Riempimento delle cavità: nei nodi dove sono presenti cavità, queste vengono riempite con materiali incombustibili, come la lana minerale, per prevenire la propagazione del fuoco e del fumo.
  • Rivestimenti ignifughi: vernici e lacche speciali che si espandono al riscaldamento, creando uno strato termoisolante.

La progettazione di nodi resistenti al fuoco richiede un calcolo dettagliato e la considerazione delle condizioni specifiche di esercizio. Ciò include non solo la capacità portante (R), ma anche l’integrità (E) e la capacità di isolamento termico (I) del nodo, in particolare se attraverso di esso passano impianti tecnologici.

TENUTA ALL’ARIA DEL NODO E LO STANDARD N50 (DBN B.2.6-31:2021)

La tenuta all’aria delle strutture edilizie, e in particolare del nodo ‘parete–solaio’, è un fattore criticamente importante per garantire l’efficienza energetica, il comfort del microclima interno e la durabilità dell’edificio. Le perdite d’aria incontrollate attraverso giunti non ermetici causano significative perdite di calore nel periodo freddo ed eccessiva penetrazione del caldo in estate, aumentando i costi di esercizio per riscaldamento e climatizzazione. Inoltre, l’infiltrazione di aria umida nelle strutture può causare condensa all’interno di pareti o solai, con conseguente inumidimento del legno, riduzione delle sue proprietà termoisolanti e sviluppo di muffa.

In Ucraina i requisiti per la tenuta all’aria degli edifici sono disciplinati dalla DBN B.2.6-31:2021 ‘Isolamento termico degli edifici’. Questo standard stabilisce i valori limite dell’indicatore di tenuta all’aria dell’edificio n50, che si misura in volumi d’aria che cambiano per ora con una differenza di pressione di 50 Pa (Blower Door Test). Per gli edifici residenziali in generale, il requisito per n50 è di non più di 3,0 h⁻¹. Per gli edifici di classe di efficienza energetica superiore (classe B e oltre), comprese le case passive e a basso consumo energetico, il requisito si inasprisce fino a n50 ≤ 1,5 h⁻¹.

Per raggiungere questi valori nel nodo ‘parete–solaio’ in legno lamellare, è necessario applicare soluzioni integrate che comprendono:

  • Sigillanti e nastri di tenuta: tra gli elementi in legno lamellare, così come nei punti di raccordo di altri materiali (ad esempio membrane per barriera al vapore alla trave), si applicano sigillanti elastici a base polimerica o speciali nastri di tenuta autoadesivi. È importante utilizzare materiali che mantengano le proprie proprietà (elasticità, adesione) in un ampio intervallo di temperature e umidità per un lungo periodo.
  • Membrane per barriera al vapore: una membrana per barriera al vapore correttamente installata e incollata ermeticamente, che passa dalla parete al solaio, forma un contorno continuo di tenuta all’aria. Un’attenzione particolare va dedicata ai punti di raccordo delle membrane alle travi di solaio e agli elementi di parete, dove spesso si formano fessure. Per la sigillatura si utilizzano nastri speciali con elevata adesione al legno e alle membrane.
  • Progettazione accurata del nodo: minimizzazione del numero di giunti e fessure già in fase di progettazione. L’uso di elementi in legno lamellare di grandi dimensioni riduce il numero di potenziali punti di perdita d’aria. La definizione dei nodi in modelli 3D consente di individuare potenziali problemi di tenuta prima dell’inizio della costruzione.

Un approccio integrato alla tenuta all’aria dei nodi è un investimento nell’efficienza energetica e nel comfort a lungo termine dell’edificio. Un controllo accurato nelle fasi di montaggio, compresi test intermedi di tenuta all’aria, consente di garantire il raggiungimento degli indicatori n50 di progetto.

Le questioni relative alla tenuta all’aria sono strettamente legate alla qualità dell’aria negli ambienti e al funzionamento del sistema di ventilazione.

CARATTERISTICHE TERMOTECNICHE DEL NODO ED ELIMINAZIONE DEI PONTI TERMICI

Le caratteristiche termotecniche del nodo ‘parete–solaio’ influiscono direttamente sull’efficienza energetica complessiva dell’edificio. Qualsiasi zona della struttura in cui lo strato termoisolante viene interrotto o la sua efficacia si riduce notevolmente crea il cosiddetto ‘ponte termico’ (o ponte di calore). I ponti termici causano un aumento delle perdite di calore, un abbassamento della temperatura sulla superficie interna della struttura, il che può provocare la condensa del vapore acqueo e, di conseguenza, l’inumidimento dei materiali, lo sviluppo di muffa e il deterioramento delle finiture. Ciò è particolarmente critico per le strutture in legno, dove l’umidità può causare il degrado biologico del legno.

Per il legno lamellare, che di per sé ha una conducibilità termica relativamente bassa (λ ≈ 0,13 W/(m·K)), i principali problemi si presentano nei punti di collegamento, dove possono essere utilizzati elementi metallici di fissaggio o dove sono presenti interruzioni nel contorno termoisolante. Il metallo ha una conducibilità termica notevolmente più elevata (ad esempio l’acciaio λ ≈ 50 W/(m·K)), per cui anche piccoli elementi metallici possono fungere da conduttori di freddo. Viti lunghe, piastre metalliche, ancoraggi — tutti creano potenzialmente ponti termici lineari o puntuali.

Strategie per evitare i ponti termici nel nodo ‘parete–solaio’:

  • Separazione termica dei fissaggi metallici: l’uso di speciali rondelle, guarnizioni o boccole termoisolanti nei punti di passaggio dei fissaggi metallici attraverso lo strato termoisolante esterno. Nel caso di collegamenti metallici nascosti, completamente affondati nel legno, l’influenza del metallo sulla termotecnica si riduce, poiché è circondato dal legno, che è a sua volta un isolante.
  • Contorno termoisolante continuo: progettare il nodo in modo che l’isolamento termico di pareti e solai sia il più possibile continuo. Ciò può includere l’isolamento incrociato o l’applicazione di uno strato esterno di isolamento termico che copra il nodo. È importante che lo strato termoisolante del solaio passi in modo fluido nello strato termoisolante della parete, senza fessure né interruzioni.
  • Ottimizzazione della geometria del nodo: riduzione della superficie di contatto degli elementi metallici con l’ambiente esterno. Massimo affondamento di tutti gli elementi di fissaggio nello spessore del legno o loro posizionamento sul lato interno e caldo della struttura.
  • Uso di materiali a bassa conducibilità termica: riempimento delle cavità nei nodi con materiali termoisolanti (ad esempio lana minerale o isolante in cellulosa) con un coefficiente di conducibilità termica λ < 0,04 W/(m·K).

Nella progettazione e nel calcolo delle caratteristiche termotecniche dei nodi si utilizzano metodi numerici, come il metodo degli elementi finiti, per modellare la distribuzione dei campi di temperatura e determinare il fattore ψ (coefficiente lineare di trasmittanza termica del ponte termico). Ciò consente di valutare con precisione l’influenza dei nodi sulle perdite di calore complessive dell’edificio e di ottimizzare le soluzioni costruttive in conformità con la DBN B.2.6-31:2021 e i principi di progettazione degli edifici a basso consumo energetico (ad esempio ZEB – Zero Energy Building).

PROGETTAZIONE DEI NODI ‘PARETE–SOLAIO’ CON L’USO DELLE TECNOLOGIE BIM

L’edilizia moderna richiede la massima precisione, efficienza e coordinamento in tutte le fasi di progettazione e realizzazione. In questo contesto, le tecnologie di modellazione informativa degli edifici (BIM – Building Information Modeling) diventano uno strumento indispensabile, in particolare quando si lavora con elementi costruttivi complessi e interdipendenti, come i nodi ‘parete–solaio’. Il BIM consente di creare non semplici modelli 3D, ma modelli informativi integrati, che contengono un set completo di dati su ogni elemento dell’edificio — la sua geometria, i materiali, le proprietà fisiche, il produttore, il costo e il programma di montaggio.

I vantaggi dell’uso del BIM per la progettazione dei nodi ‘parete–solaio’ in legno lamellare sono numerosi:

  • Definizione e precisione: i modelli BIM consentono di progettare i nodi con un elevato livello di dettaglio (LOD – Level of Development). Ogni elemento di fissaggio, ogni intaglio, ogni guarnizione può essere modellato con precisione millimetrica. Ciò è fondamentale per il legno lamellare, i cui elementi vengono spesso realizzati con macchine a controllo numerico sulla base dei dati di progetto.
  • Controllo delle collisioni: grazie al BIM, è possibile individuare ed eliminare le collisioni tra elementi costruttivi, impianti tecnologici (ventilazione, elettricità, idraulica) e materiali di finitura già in fase di progettazione. Ciò consente di evitare costosi errori in cantiere, quando si scopre che la trave del solaio interseca un canale di ventilazione o un cablaggio elettrico.
  • Analisi e ottimizzazione: le piattaforme BIM si integrano con strumenti analitici, che consentono di eseguire calcoli strutturali, simulazioni termotecniche (per individuare i ponti termici), analisi acustiche direttamente nel modello. Ciò permette di ottimizzare le soluzioni costruttive dei nodi dal punto di vista di resistenza, efficienza energetica e comfort.
  • Automazione dei processi di lavoro: dal modello BIM è possibile generare automaticamente disegni esecutivi, specifiche dei materiali, calcoli preventivi e programmi per macchine a controllo numerico. Ciò accelera notevolmente il processo di preparazione della produzione e della costruzione, riducendo al minimo l’errore umano e aumentando la precisione.
  • Gestione del ciclo di vita dell’oggetto: le informazioni sui nodi, contenute nel modello BIM, possono essere utilizzate nelle fasi di esercizio e manutenzione dell’edificio, ad esempio per pianificare lavori di riparazione o modifiche.

Per la progettazione in legno lamellare, il BIM consente ad architetti e ingegneri di collaborare su un unico modello, garantendo un elevato livello di coordinamento. Ciò porta alla creazione di soluzioni più qualitative, affidabili ed economicamente efficienti per i nodi ‘parete–solaio’, il che in definitiva aumenta il valore dell’intero progetto edilizio. L’uso di tali tecnologie è uno standard per le principali imprese edili europee e viene applicato sempre più frequentemente anche in Ucraina.

La progettazione è la prima e più importante fase, che determina il successo dell’intera costruzione. Potete trovare maggiori informazioni sui progetti KOLEO sul nostro sito.

ISOLAMENTO ACUSTICO NEI NODI DI SOLAIO (DBN B.2.6-14-97)

Il comfort acustico è una delle componenti più importanti della qualità dell’ambiente abitativo in un edificio. Il nodo ‘parete–solaio’ è un punto critico per la trasmissione del rumore, sia aereo (conversazioni, musica) sia da calpestio (passi, caduta di oggetti). Un isolamento acustico insufficiente in questo nodo può causare un notevole disagio agli abitanti. In Ucraina i requisiti per l’isolamento acustico sono disciplinati dalla DBN B.2.6-14-97 ‘Protezione dal rumore’, che stabilisce i valori normativi per l’indice di isolamento del rumore aereo (Rw) e l’indice del livello di rumore da calpestio (Lnw) per diversi tipi di ambienti.

Le strutture in legno, in particolare i sistemi leggeri a telaio, tendono ad avere un isolamento acustico peggiore rispetto a quelle massicce in cemento o mattoni. Tuttavia, il legno lamellare, essendo un materiale massiccio, possiede già di per sé caratteristiche acustiche migliori rispetto a un telaio leggero. Per un efficace isolamento acustico del nodo ‘parete–solaio’ è necessario tenere conto di entrambi i tipi di rumore:

1. Isolamento del rumore aereo (Rw): la trasmissione del rumore aereo attraverso il nodo può avvenire tramite ‘ponti’ acustici diretti (fessure, giunti non ermetici) o tramite trasmissione strutturale (vibrazioni della parete trasmesse al solaio). Per aumentare Rw:

  • Tenuta: garantire un’elevata tenuta all’aria del nodo, come discusso in precedenza. Qualsiasi fessura consente al rumore di passare senza ostacoli.
  • Massa e multistrato: l’uso di elementi massicci in legno lamellare e strutture di solaio multistrato con materiali di diversa densità dissipa e assorbe efficacemente le onde sonore. Ad esempio, la combinazione di legno lamellare, materassini fonoisolanti e uno strato di cartongesso con disaccoppiamento.
  • Materiali ad alto isolamento acustico: riempimento degli spazi tra le travi di solaio con materiali fonoassorbenti, come lana minerale con densità 40-60 kg/m³ o isolante in cellulosa.

2. Isolamento del rumore da calpestio (Lnw): il rumore da calpestio si trasmette direttamente attraverso la struttura. Per ridurlo sono fondamentali:

  • Pavimento ‘galleggiante’: creazione di un sistema di pavimento ‘galleggiante’, in cui il rivestimento finale viene posato su uno strato elastico (ad esempio un materassino fonoisolante in lana minerale, gomma o sughero) e non ha contatto rigido con la struttura portante del solaio e le pareti. Questo strato elastico deve avere un modulo di elasticità dinamico (Sd) non superiore a 20 MN/m³.
  • Guarnizioni elastiche: uso di guarnizioni elastiche sotto le travi di solaio nei punti di appoggio sulle pareti. Possono essere nastri elastici in gomma, sughero o polimeri speciali.
  • Disaccoppiamento delle strutture: se possibile, progettare strutture di parete disaccoppiate, che abbiano un contatto minimo con il solaio, trasmettendo il carico tramite elementi fonoisolanti.

Per gli edifici residenziali, la DBN B.2.6-14-97 stabilisce requisiti per Rw non inferiore a 52 dB e Lnw non superiore a 58 dB per i solai interpiano. Il raggiungimento di questi valori nel nodo ‘parete–solaio’ in legno lamellare richiede un approccio integrato, in cui l’isolamento acustico viene considerato in tutte le fasi di progettazione e montaggio. Maggiori informazioni sull’isolamento acustico sono disponibili sulla pagina Isolamento acustico.

DURABILITÀ E AFFIDABILITÀ DI ESERCIZIO DEI NODI IN LEGNO LAMELLARE NEL CLIMA UCRAINO

La durabilità e l’affidabilità di esercizio del nodo ‘parete–solaio’ sono i principali indicatori della qualità di un edificio, in particolare nelle condizioni del variegato clima ucraino, caratterizzato da significative escursioni termiche, elevata umidità e periodi di gelo/disgelo. Il legno lamellare GL24h, come materiale, ha un’elevata resistenza agli agenti esterni, tuttavia sono proprio i nodi i punti più vulnerabili, dove possono insorgere problemi se non progettati e protetti adeguatamente.

Fattori chiave che influenzano la durabilità dei nodi in legno lamellare nel clima ucraino:

  • Resistenza all’umidità: il legno è sensibile all’umidità. Sebbene il legno lamellare sia meno igroscopico rispetto al legno massiccio, un’umidificazione prolungata può causare deformazioni, riduzione della resistenza e sviluppo di funghi. È importante garantire un’efficace impermeabilizzazione e barriera al vapore del nodo, per prevenire la penetrazione di umidità dall’esterno e la condensa all’interno. L’uso di membrane e sigillanti moderni resistenti all’umidità è obbligatorio. I punti di possibile accumulo di condensa devono essere previsti e adeguatamente ventilati.
  • Resistenza al gelo e ai cicli termici: cicli ripetuti di gelo e disgelo possono causare microdanni nel legno e negli elementi di fissaggio, oltre a compromettere la tenuta delle guarnizioni. I materiali utilizzati nel nodo (legno, colla, sigillanti, fissaggi metallici) devono essere certificati per l’esercizio in un ampio intervallo di temperature, tipico dell’Ucraina (da -30°C a +35°C).
  • Protezione dai raggi ultravioletti: gli elementi in legno esposti, in particolare nei nodi, sono soggetti a degrado sotto l’effetto dei raggi UV, il che porta a scolorimento, fessurazione ed erosione della superficie. L’applicazione di rivestimenti protettivi (lasure, oli con filtri UV) è obbligatoria per i nodi esterni.
  • Resistenza meccanica dei fissaggi: i nodi devono essere progettati tenendo conto di carichi prolungati e di possibili effetti dinamici. La corrosione degli elementi di fissaggio metallici è un’altra minaccia. L’uso di acciaio inossidabile o di fissaggi zincati a caldo è lo standard per aumentare la durabilità. Le norme DBN B.1.2-14:2018 ‘Principi generali per garantire l’affidabilità e la sicurezza strutturale degli edifici e delle strutture’ disciplinano i termini di calcolo di servizio degli elementi.
  • Protezione biologica: il legno è un materiale organico, soggetto ad attacchi di funghi, muffa e insetti. Il trattamento degli elementi in legno nel nodo con antisettici speciali e prodotti di protezione biologica, conformi agli standard ucraini, è obbligatorio, in particolare nelle zone a maggiore umidità.

Un’ispezione regolare e una manutenzione tempestiva (ad esempio il rinnovo dei rivestimenti protettivi, la verifica della tenuta) prolungano notevolmente la durata di esercizio dei nodi ‘parete–solaio’ e dell’intero edificio in legno lamellare, garantendone un esercizio stabile e sicuro per decenni.

FAQ

Perché il nodo ‘parete–solaio’ è così importante nell’edilizia in legno lamellare?
Questo nodo è critico perché garantisce l’integrazione strutturale delle pareti verticali e dei solai orizzontali, trasmettendo tutti i carichi. La sua qualità influisce sulla rigidità della struttura, sugli indicatori termotecnici (eliminazione dei ponti termici), sulla tenuta all’aria (n50) e sul comfort acustico, oltre alla resistenza al fuoco dell’edificio.
Quali caratteristiche del legno lamellare GL24h lo rendono adatto alla formazione di nodi affidabili?
Il legno lamellare GL24h si distingue per elevata resistenza (24 MPa a flessione), stabilità dimensionale, bassa tendenza alle deformazioni e assenza di fessurazioni. Queste proprietà consentono di creare nodi di fissaggio precisi e durevoli, in grado di sopportare carichi significativi e mantenere la tenuta.
Come viene garantita la resistenza al fuoco dei nodi in legno lamellare secondo EN 13501-2?
La resistenza al fuoco si ottiene grazie alla carbonizzazione controllata degli strati esterni del legno, che protegge la parte interna. Si applicano misure come l’aumento della sezione della trave, l’affondamento dei fissaggi metallici, l’uso di rivestimenti antincendio e ignifughi. La velocità di carbonizzazione del legno lamellare è di circa 0,65-0,7 mm/min.
Cos’è l’indicatore di tenuta all’aria n50 e come si applica al nodo ‘parete–solaio’?
n50 è un indicatore che misura il numero di ricambi d’aria di un edificio per ora con una differenza di pressione di 50 Pa. Riflette la tenuta dell’edificio. Per il nodo ‘parete–solaio’ è importante garantire un’elevata tenuta all’aria tramite sigillanti, nastri di tenuta e membrane per barriera al vapore correttamente incollate, per rispettare i requisiti della DBN B.2.6-31:2021 (ad esempio n50 ≤ 3,0 h⁻¹).
Quali tecnologie moderne aiutano nella progettazione di nodi complessi ‘parete–solaio’?
Le tecnologie di modellazione informativa degli edifici (BIM) sono fondamentali. Consentono di creare modelli 3D altamente dettagliati dei nodi, eseguire il controllo delle collisioni, analisi strutturali e termotecniche, oltre ad automatizzare la creazione di disegni esecutivi e programmi per macchine a controllo numerico, garantendo la massima precisione ed efficienza.
Come ridurre al minimo i ponti termici nei nodi in legno lamellare?
La riduzione dei ponti termici si ottiene tramite la separazione termica dei fissaggi metallici (uso di guarnizioni termoisolanti), la creazione di un contorno termoisolante continuo, l’ottimizzazione della geometria del nodo per il massimo affondamento dei fissaggi e l’uso di isolanti a bassa conducibilità termica per riempire le cavità. Ciò aiuta a mantenere un elevato fattore U/R della struttura.

Glossary

  • GL24h: classe di resistenza del legno lamellare, dove ‘GL’ indica Glued Laminated Timber, ‘24’ il valore caratteristico minimo di resistenza a flessione in MPa, e ‘h’ homogeneous (omogeneo), che indica l’uso di lamelle della stessa classe di resistenza.
  • n50: indicatore di tenuta all’aria dell’edificio, che misura il numero di ricambi del volume d’aria per ora con una differenza di pressione di 50 Pa (Blower Door Test). Importante per la valutazione dell’efficienza energetica secondo la DBN B.2.6-31:2021.
  • EN 13501-2: standard europeo che classifica i prodotti e gli elementi da costruzione in base alla loro reazione al fuoco e alla resistenza al fuoco. Utilizzato per valutare la capacità delle strutture di mantenere la capacità portante, l’integrità e la capacità di isolamento termico in caso di incendio.
  • BIM: Building Information Modeling (modellazione informativa degli edifici) — tecnologia che consente di creare e gestire modelli digitali integrati degli edifici, contenenti tutte le informazioni sul progetto, migliorando il coordinamento e la precisione.
  • Ponte termico: zona della struttura di involucro dell’edificio con maggiore conducibilità termica, attraverso la quale si verifica una perdita di calore più intensa. Può causare condensa e riduzione dell’efficienza energetica.

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