NODO DI ISOLAMENTO TERMICO ‘PARETE–FONDAZIONE’

ANALISI DETTAGLIATA E SOLUZIONI INGEGNERISTICHE PER L’EFFICIENZA ENERGETICA IN UCRAINA

L’efficienza energetica degli edifici è una pietra angolare dell’architettura e dell’edilizia moderna, e uno degli aspetti più critici per raggiungere caratteristiche termotecniche ottimali è la corretta progettazione ed esecuzione del nodo di isolamento termico ‘parete–fondazione’. Questo elemento di transizione è un potenziale ‘ponte termico’, attraverso il quale possono verificarsi significative perdite di calore, che incidono direttamente sui costi di riscaldamento e sul microclima interno. Un isolamento scorretto in questo nodo può causare condensa, sviluppo di muffa e persino danni strutturali nel tempo, riducendo la durabilità dell’intero edificio.

In questo articolo effettueremo un’analisi dettagliata del nodo di isolamento termico ‘parete–fondazione’, concentrandoci sulle soluzioni ingegneristiche conformi alle norme ucraine e alle condizioni climatiche. Esamineremo gli aspetti chiave della progettazione e del calcolo termotecnico per diversi tipi di fondazioni, in particolare a nastro e con isolamento secondo il principio della UŠP (platea coibentata svedese universale). Verranno analizzate le proprietà dei materiali, i metodi di montaggio, oltre a fornire informazioni sulla determinazione dei valori U/R e dei coefficienti dei ponti termici (coefficienti Ψ) tenendo conto della DBN B.2.6-31:2016. Il nostro obiettivo è offrire conoscenze esperte e raccomandazioni pratiche per creare una base affidabile, durevole ed efficiente dal punto di vista energetico per la vostra casa, conforme ai più alti standard.

L’articolo si basa sulla combinazione di assi DIVERSITY MATRIX HUB, che comprendono: Componente: Fondazione (a nastro, UŠP), Ingegneria: Termotecnica (U/R) della fondazione, Processo: Progettazione (Calcolo), Analisi dettagliata del nodo/della tecnologia, Ucraina (norme generali/clima). Questo approccio garantisce una trattazione completa e approfondita del tema.

BASI TEORICHE DELLE PERDITE DI CALORE E DEI PONTI TERMICI NEL NODO ‘PARETE–FONDAZIONE’

Il nodo di raccordo tra parete e fondazione è una delle zone più vulnerabili dell’involucro edilizio dal punto di vista della trasmissione del calore. Questa zona, a contatto con il terreno, è soggetta alla formazione dei cosiddetti ponti termici, che aumentano notevolmente le perdite di calore complessive dell’edificio. Un ponte termico è una zona della struttura edilizia con maggiore conducibilità termica, che causa un abbassamento locale della temperatura sulla superficie interna della struttura di involucro e un aumento del flusso termico che la attraversa. Per il nodo ‘parete–fondazione’ ciò può essere legato alla disomogeneità dei materiali, al cambiamento di geometria e all’effetto del terreno.

Secondo la DBN B.2.6-31:2016 ‘Isolamento termico degli edifici’, l’obiettivo principale è raggiungere la resistenza termica minima ammissibile delle strutture di involucro (R, m²·K/W) o il coefficiente di trasmittanza termica massimo ammissibile (U, W/(m²·K)). Per le pareti esterne nelle zone climatiche dell’Ucraina, il valore normativo di R può raggiungere 3,3-4,5 m²·K/W, e per i pavimenti su terreno — da 3,5 m²·K/W. Tuttavia, nella zona di raccordo tra parete e fondazione, i calcoli standard di trasmissione del calore attraverso il piano possono risultare insufficienti. Qui è necessario tenere conto dei coefficienti lineari dei ponti termici (coefficienti Ψ, W/(m·K)), che caratterizzano quantitativamente le perdite di calore aggiuntive dovute alla disomogeneità o alla geometria del nodo. Il mancato rispetto di questi requisiti porta al superamento dei valori ammissibili di U/R e, di conseguenza, a significative perdite energetiche. Le perdite di calore aggiuntive attraverso i ponti termici lineari possono rappresentare fino al 10-20% delle perdite di calore totali dell’edificio.

Ad esempio, per un nodo ‘parete–fondazione’ non isolato, il coefficiente Ψ può raggiungere valori di 0,5-0,8 W/(m·K), mentre per un nodo isolato in modo ottimale questo indicatore non dovrebbe superare 0,05-0,1 W/(m·K). Ciò sottolinea l’importanza critica di una progettazione dettagliata e dell’esecuzione dell’isolamento in questa zona. La necessità di un isolamento efficace è confermata anche dall’esperienza di esercizio degli edifici nelle condizioni climatiche dell’Ucraina, dove le oscillazioni termiche e i cicli di gelo-disgelo del terreno richiedono una protezione affidabile della fondazione. Una corretta soluzione ingegneristica in questo nodo contribuisce non solo a ridurre i costi di riscaldamento, ma garantisce anche una temperatura stabile sulla superficie delle pareti, prevenendo la condensa e preservando l’integrità strutturale dei materiali da costruzione per tutta la durata di esercizio.

PROGETTAZIONE DEL NODO DI ISOLAMENTO PER LA FONDAZIONE A NASTRO: MATERIALI E CONFIGURAZIONI

La fondazione a nastro è uno dei tipi più diffusi in Ucraina, e il suo efficace isolamento nel nodo di raccordo con la parete richiede una progettazione accurata. L’obiettivo principale è creare un contorno termoisolante continuo, che aggiri i ponti termici e protegga la base in cemento dal gelo. I materiali più efficaci per l’isolamento esterno della fondazione a nastro sono il polistirene estruso (XPS) o il polistirene espanso (EPS) ad alta densità. L’XPS ha migliori indicatori di assorbimento d’acqua (inferiore allo 0,2% in volume in 28 giorni) e resistenza a compressione (da 250 kPa), il che lo rende ideale per l’applicazione nel terreno. L’EPS, sebbene più economico, richiede una protezione aggiuntiva dall’umidità.

Nella progettazione del nodo ‘parete–fondazione’ per la fondazione a nastro, è importante considerare diverse configurazioni di isolamento. Una delle più diffuse è l’isolamento verticale della fondazione lungo il lato esterno, con l’obbligatoria estensione dell’isolante sotto il marciapiede. Per eliminare i ponti termici lineari negli angoli e nel punto di giunzione ‘parete–fondazione’, si applicano spesso soluzioni a L o a L invertita con XPS. Nell’isolamento a L, i pannelli XPS vengono montati verticalmente lungo il lato esterno della fondazione e orizzontalmente a una certa profondità (0,5-1,0 m) sotto il terreno, allontanandosi dalla fondazione. Ciò garantisce un’efficace interruzione del freddo dalla base della parete. Lo spessore dell’isolante è determinato dal calcolo termotecnico tenendo conto della zona climatica e dei requisiti della DBN B.2.6-31:2016, ma generalmente varia da 100 a 200 mm.

Un elemento importante è anche la realizzazione dell’impermeabilizzazione. Prima del montaggio dell’isolante sulla superficie verticale della fondazione viene applicato uno strato di impermeabilizzazione a spatola o termosaldata. Successivamente, i pannelli XPS vengono fissati con speciali collanti-mastici resistenti all’umidità e ai carichi meccanici. La parte superiore dell’isolante, che sporge sopra il livello del terreno, viene protetta con una finitura finale (ad esempio un profilo di zoccolo o un intonaco decorativo). Anche il sistema di drenaggio attorno alla fondazione è un elemento chiave, che aiuta ad allontanare l’acqua e a ridurre la pressione idrostatica sulla fondazione e sull’isolante. Un approccio integrato all’isolamento della fondazione garantisce un risultato durevole ed efficiente dal punto di vista energetico.

PARTICOLARITÀ DELL’ISOLAMENTO DELLA PLATEA COIBENTATA SVEDESE UNIVERSALE (UŠP) COME SOLUZIONE INTEGRATA

La Platea Coibentata Svedese Universale (UŠP) è un approccio moderno alla realizzazione della fondazione, che unisce in un’unica struttura monolitica la fondazione, l’isolamento termico e il sistema di riscaldamento a pavimento. Grazie alla sua natura integrata, la UŠP semplifica notevolmente il nodo di isolamento ‘parete–fondazione’, rendendolo una soluzione altamente efficiente con ponti termici minimi. Il concetto di UŠP prevede l’uso di uno spesso strato di polistirene estruso (XPS) sotto l’intera superficie della piastra, oltre che lungo il perimetro, il che forma un ‘bozzolo’ termoisolante continuo.

La progettazione della UŠP inizia con la preparazione della base: livellamento del terreno, realizzazione di un cuscinetto drenante di sabbia e ghiaia, oltre alla posa degli impianti necessari (approvvigionamento idrico, fognatura). Successivamente, sulla base preparata vengono posati almeno due strati di XPS per uno spessore totale di 200-300 mm (ad esempio 2×100 mm o 3×100 mm) con sovrapposizione dei giunti. Ciò crea lo schermo termoisolante principale. I bordi della piastra vengono formati con elementi a L in XPS o speciali bordi, che garantiscono la continuità dell’isolamento ed escludono il contatto del cemento con il terreno freddo lungo il perimetro. Per raggiungere i requisiti della DBN B.2.6-31:2016 per i pavimenti su terreno (R ≥ 3,5 m²·K/W), lo spessore complessivo dell’isolante è generalmente di 200 mm e oltre, con una conducibilità termica dell’XPS λ = 0,032 W/(m·K).

Il vantaggio della UŠP è che il nodo di raccordo tra parete e fondazione ottiene automaticamente un elevato livello di protezione termica, poiché la parete esterna poggia sulla piastra isolata. Ciò elimina i ponti termici lineari, tipici delle tradizionali fondazioni a nastro. Inoltre, in fase di getto della piastra vengono installati i tubi del riscaldamento a pavimento, il che rende questo sistema di riscaldamento parte organica della fondazione. Ciò garantisce una distribuzione uniforme del calore e un microclima confortevole. Grazie a tale struttura, il coefficiente Ψ per il nodo ‘parete–fondazione’ nelle case con UŠP può essere praticamente nullo, il che è un indicatore ideale per edifici efficienti dal punto di vista energetico, come le case a consumo energetico prossimo allo zero (ZEB).

CONFRONTO COMPARATIVO: XPS CONTRO EPS NEL NODO DI ISOLAMENTO DELLA FONDAZIONE

La scelta del materiale termoisolante è un aspetto chiave nella progettazione del nodo di isolamento ‘parete–fondazione’. Sul mercato ucraino dominano due materiali principali: il polistirene estruso (XPS) e il polistirene espanso (EPS). Sebbene entrambi derivino dal polistirene, le loro proprietà fisico-meccaniche differiscono notevolmente, il che ne determina l’ambito di applicazione, in particolare a contatto con il terreno e l’umidità.

Polistirene estruso (XPS): questo materiale viene prodotto tramite estrusione, il che gli conferisce una struttura a celle chiuse con celle piccole e omogenee. Ciò garantisce all’XPS un assorbimento d’acqua estremamente basso (inferiore allo 0,2% in volume in 28 giorni secondo EN 12087), un’elevata resistenza a compressione (generalmente da 250 a 500 kPa al 10% di deformazione secondo EN 826) e caratteristiche termoisolanti stabili anche in condizioni di umidità elevata. Il coefficiente di conducibilità termica (λ) per l’XPS è di circa 0,030-0,034 W/(m·K). Queste proprietà rendono l’XPS ideale per l’applicazione nel terreno, sotto le piastre di fondazione, oltre che per l’isolamento di zoccoli e parti interrate degli edifici. La sua capacità di mantenere forma e proprietà isolanti sotto l’effetto delle acque sotterranee e della pressione è indispensabile per la durabilità del nodo ‘parete–fondazione’.

Polistirene espanso (EPS): viene prodotto tramite l’espansione di granuli di polistirene, il che crea una struttura a pori aperti. Ciò comporta un maggiore assorbimento d’acqua (fino al 5% in volume per EPS 100) e una minore resistenza a compressione rispetto all’XPS. Il coefficiente di conducibilità termica dell’EPS è generalmente compreso tra 0,035 e 0,045 W/(m·K). A causa del maggiore assorbimento d’acqua e della minore resistenza, l’EPS non è raccomandato per il contatto diretto con il terreno senza un’affidabile protezione impermeabilizzante. Se l’EPS viene utilizzato per l’isolamento dello zoccolo, deve essere protetto dal contatto diretto con l’umidità del terreno e dai danni meccanici, ad esempio tramite membrane impermeabilizzanti aggiuntive o schermi protettivi. Nel contesto del nodo ‘parete–fondazione’, in particolare per le parti interrate, l’XPS è la scelta migliore e più affidabile, nonostante il suo costo iniziale più elevato. La durabilità e la stabilità delle caratteristiche giustificano pienamente questo investimento.

CALCOLO DELLE CARATTERISTICHE TERMICHE E DEI COEFFICIENTI Ψ PER L’OTTIMIZZAZIONE DEL NODO

La determinazione precisa delle caratteristiche termiche del nodo di isolamento ‘parete–fondazione’ è criticamente importante per garantire l’efficienza energetica dell’edificio. Ciò include il calcolo della resistenza termica (R) e del coefficiente di trasmittanza termica (U), oltre al coefficiente lineare del ponte termico (Ψ). Secondo la DBN B.2.6-31:2016, per il calcolo di R e U per le strutture di involucro piane si utilizza la somma delle resistenze termiche degli strati di materiale. Tuttavia, per i collegamenti nodali, dove la geometria e la disomogeneità dei materiali creano flussi termici aggiuntivi, è necessario applicare metodi più complessi.

Il calcolo dei coefficienti Ψ viene eseguito tramite modellazione bidimensionale o tridimensionale dei campi termici (ad esempio con l’uso di metodi degli elementi finiti). Questo calcolo consente di determinare le perdite di calore aggiuntive che si verificano nei punti di intersezione degli strati termoisolanti o in caso di variazione della geometria. Il coefficiente Ψ (W/(m·K)) indica quanta energia termica aggiuntiva viene persa attraverso un metro lineare del ponte termico lineare con una differenza di temperatura di 1 Kelvin. Per il nodo ‘parete–fondazione’, il valore di Ψ dipende da: spessore e tipo di isolante, materiale della parete, tipo di fondazione, profondità di posa della fondazione e metodo del suo isolamento.

Ad esempio, per una parete ben isolata in calcestruzzo cellulare di spessore 300 mm e isolante XPS di 150 mm su una fondazione a nastro, il coefficiente Ψ può variare da 0,05 a 0,15 W/(m·K) a seconda della qualità di esecuzione del nodo. Per la UŠP, dove l’isolamento è continuo, questo indicatore può avvicinarsi a 0,01-0,03 W/(m·K). Software per i calcoli termotecnici, come WUFI o THERM, consentono di modellare con precisione i campi termici e ottenere i valori Ψ necessari, il che è alla base per la progettazione successiva. È importante ricordare che trascurare i coefficienti Ψ porta a una sottostima delle perdite di calore complessive dell’edificio e all’impossibilità di raggiungere classi di efficienza energetica come A+ o l’integrazione con sistemi di ventilazione ad alta efficienza.

ERRORI TIPICI E COME EVITARLI NEL MONTAGGIO DELL’ISOLAMENTO DEL NODO ‘PARETE–FONDAZIONE’

La qualità di esecuzione dei lavori di montaggio dell’isolamento del nodo ‘parete–fondazione’ è determinante. Anche la soluzione meglio progettata può essere compromessa da errori tipici, spesso commessi in cantiere. Comprendere questi errori e conoscere i metodi per evitarli è garanzia di durabilità ed efficacia del contorno termoisolante.

Il primo errore comune è la preparazione insufficiente della base. Prima del montaggio dell’isolante, la superficie della fondazione deve essere accuratamente pulita da sporco, polvere, macchie oleose e sporgenze, oltre a essere livellata. La presenza di irregolarità causerà la formazione di fessure tra isolante e base, creando sacche d’aria che riducono l’efficacia dell’isolamento e possono favorire l’accumulo di umidità. Soluzione: pulizia e livellamento obbligatori della superficie, uso di malte cementizie o polimeriche per eliminare i difetti significativi.

Il secondo errore è la scelta o il montaggio scorretto dell’impermeabilizzazione. L’isolante, in particolare l’EPS, necessita di protezione dall’umidità del terreno. Anche l’XPS, sebbene abbia un basso assorbimento d’acqua, funziona in modo più efficace in condizioni asciutte. L’assenza o la scarsa qualità dell’impermeabilizzazione tra fondazione e isolante, così come sulla superficie esterna dell’isolante, ne causerà l’inumidimento, la perdita delle proprietà isolanti e il potenziale deterioramento. Soluzione: applicazione di mastici bituminosi, membrane o impermeabilizzazione in rotoli con un’accurata incollatura delle cuciture prima del montaggio dell’isolante. È inoltre necessario garantire un adeguato drenaggio attorno alla fondazione.

Il terzo errore è il fissaggio scorretto dell’isolante e la formazione di fessure. I pannelli isolanti devono aderire perfettamente tra loro e alla superficie della fondazione, senza fessure. L’uso di collanti inadeguati o un numero insufficiente di fissaggi può causare il distacco dei pannelli, in particolare sotto l’effetto della pressione del terreno o dei cicli di gelo-disgelo. Soluzione: applicazione di collanti specializzati per XPS/EPS, metodo di applicazione del collante a punti e a strisce, fissaggio meccanico aggiuntivo con tasselli per la parte fuori terra dello zoccolo. Tutti i giunti tra i pannelli devono essere riempiti con schiuma di montaggio o un sigillante speciale per eliminare i ponti termici. Garantire un contorno termico continuo è la priorità principale.

QUADRO NORMATIVO DELL’UCRAINA: DBN, CLASSIFICAZIONE E CONFORMITÀ ALL’EFFICIENZA ENERGETICA

L’isolamento del nodo ‘parete–fondazione’ in Ucraina è disciplinato da un insieme di norme e standard edilizi, volti a garantire un adeguato livello di efficienza energetica degli edifici. Il documento chiave è la DBN B.2.6-31:2016 ‘Isolamento termico degli edifici’, che stabilisce i requisiti minimi per la resistenza termica delle strutture di involucro (R) e definisce i metodi di calcolo. Secondo questa DBN, i valori di R per pareti esterne e pavimenti su terreno differiscono notevolmente a seconda della zona climatica dell’Ucraina (per la maggior parte delle regioni, Rreq per le pareti è di 3,3-4,5 m²·K/W, per i pavimenti su terreno — 3,5 m²·K/W).

Per i nodi di raccordo, dove si formano ponti termici lineari, la DBN richiede di tenerne conto nel bilancio termico complessivo dell’edificio. Ciò significa che i progetti devono includere il calcolo dei coefficienti Ψ, che devono essere ridotti al minimo. Ad esempio, per raggiungere la classe di efficienza energetica ‘B’ o ‘A’ (obiettivo per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni), la somma delle perdite di calore aggiuntive attraverso i ponti termici lineari e puntuali non deve superare il 5-10% delle perdite di calore trasmissive totali dell’edificio. Ciò impone l’uso di isolanti di alta qualità e una progettazione accurata dei nodi, compresa la verifica dei dettagli nel punto di intersezione tra parete e fondazione.

Oltre alle DBN, esistono anche standard europei (ad esempio la serie EN ISO 10211, EN ISO 13788), che, sebbene non siano direttamente obbligatori in Ucraina, possono essere utilizzati come riferimento per le migliori pratiche. Questi standard descrivono in dettaglio i metodi di calcolo dei ponti termici lineari e la valutazione del rischio di condensa. L’applicazione di materiali da costruzione moderni, come il legno lamellare per pareti, unita a un isolamento accurato della fondazione, consente di realizzare edifici che non solo rispettano le norme ucraine, ma soddisfano anche i requisiti internazionali di efficienza energetica, garantendo bassi costi di esercizio e un elevato livello di comfort.

MODELLO FINANZIARIO: TOTAL COST OF OWNERSHIP (TCO) DELL’ISOLAMENTO DEL NODO

La decisione sul livello di isolamento del nodo ‘parete–fondazione’ si basa spesso sugli investimenti iniziali, ma è molto più opportuno analizzare il Total Cost of Ownership (TCO) — il costo totale di possesso durante l’intero ciclo di vita dell’edificio. Questo approccio tiene conto non solo dei costi di progettazione e montaggio, ma anche dei costi di esercizio a lungo termine, in particolare per il riscaldamento e le eventuali riparazioni.

Investimenti iniziali: un isolamento di qualità del nodo con l’uso di XPS e un’esecuzione accurata dei lavori può aumentare i costi iniziali della fondazione del 5-15% rispetto alle soluzioni minime ammissibili. Ad esempio, ulteriori 100-150 mm di XPS per la fondazione a nastro lungo il perimetro e sotto il marciapiede, oltre al costo della manodopera qualificata e dell’impermeabilizzazione. Per la UŠP, gli investimenti nell’isolante sono già inclusi nel concetto stesso.

Costi di esercizio: il principale risparmio derivante da un isolamento di qualità è la significativa riduzione delle perdite di calore, che porta direttamente a una diminuzione dei costi di riscaldamento. Secondo le stime degli energy auditor, fino al 15-20% delle perdite di calore dell’edificio possono essere attribuite proprio al nodo ‘parete–fondazione’ e allo zoccolo, se realizzato senza un adeguato isolamento. Grazie all’eliminazione dei ponti termici, queste perdite possono essere ridotte dell’80-90%. Alle tariffe medie di riscaldamento in Ucraina, il risparmio annuo può ammontare a diverse migliaia di grivnie per una tipica casa privata. Il tempo di ammortamento degli investimenti aggiuntivi in un isolamento di qualità è generalmente di 3-7 anni, a seconda del tipo di edificio e delle tariffe energetiche.

Ulteriori vantaggi che incidono sul TCO: riduzione dei rischi di condensa e muffa sulle superfici interne nella zona di raccordo, il che migliora la qualità dell’aria interna e previene i costi per contrastare i microrganismi. Protezione della fondazione dai cicli di gelo-disgelo del terreno, che ne aumenta notevolmente la durabilità e riduce la necessità di riparazioni importanti. Aumento del valore di mercato dell’immobile grazie alla sua elevata efficienza energetica. Pertanto, considerando il TCO, gli investimenti in un isolamento dettagliato del nodo ‘parete–fondazione’ sono economicamente giustificati e portano vantaggi significativi durante tutto il ciclo di vita dell’edificio, contribuendo anche all’implementazione degli standard dei moderni kit-casa.

FAQ

Perché il nodo ‘parete–fondazione’ è critico per l’isolamento?
Questo nodo è una delle zone più vulnerabili dell’involucro edilizio, dove si formano ponti termici. Attraverso di essi si verifica una significativa perdita di calore, che aumenta i costi di riscaldamento, può causare condensa e muffa, oltre a ridurre la durabilità della fondazione a causa dell’effetto delle acque sotterranee e dei cicli di gelo-disgelo.
Quali materiali sono i più adatti per l’isolamento di questo nodo?
Il materiale migliore è il polistirene estruso (XPS) grazie al suo basso assorbimento d’acqua (inferiore allo 0,2%), all’elevata resistenza a compressione (da 250 kPa) e alle proprietà termoisolanti stabili in ambiente umido. Anche l’EPS ad alta densità può essere utilizzato, ma richiede una protezione impermeabilizzante aggiuntiva e affidabile.
Cos’è il coefficiente Ψ e come si applica al nodo ‘parete–fondazione’?
Il coefficiente Ψ (coefficiente lineare del ponte termico) è un indicatore delle perdite di calore aggiuntive che si verificano nelle disomogeneità lineari della struttura, come i giunti ‘parete–fondazione’. Si misura in W/(m·K) e tiene conto delle perdite di calore che non possono essere calcolate tramite i tradizionali valori U per le superfici piane. La minimizzazione del coefficiente Ψ è fondamentale per gli edifici efficienti dal punto di vista energetico.
Quali sono le principali differenze nell’isolamento della fondazione a nastro e della UŠP?
Per la fondazione a nastro, l’isolamento viene generalmente eseguito verticalmente lungo il lato esterno e orizzontalmente sotto il marciapiede (configurazioni a L). La UŠP integra fondazione, isolamento (spesso strato di XPS sotto l’intera piastra) e riscaldamento a pavimento in un unico sistema, che elimina quasi completamente i ponti termici lineari nel nodo ‘parete–fondazione’ e garantisce un ‘bozzolo’ termoisolante continuo.
Come regolano le DBN ucraine l’isolamento del nodo ‘parete–fondazione’?
La DBN B.2.6-31:2016 ‘Isolamento termico degli edifici’ stabilisce i requisiti minimi per la resistenza termica (R) delle strutture di involucro, compresi i pavimenti su terreno. Richiede inoltre di tenere conto dell’effetto dei ponti termici lineari (coefficienti Ψ) nei calcoli, per garantire l’efficienza energetica complessiva dell’edificio e il raggiungimento di determinate classi di efficienza energetica.

Glossary

  • Ponte termico: zona della struttura edilizia con maggiore conducibilità termica, che causa un abbassamento locale della temperatura sulla superficie interna e un aumento delle perdite di calore.
  • Coefficiente Ψ (coefficiente lineare del ponte termico): grandezza che caratterizza quantitativamente le perdite di calore aggiuntive dovute a disomogeneità lineari nella struttura, misurata in W/(m·K).
  • Polistirene estruso (XPS): materiale termoisolante ad alta resistenza con struttura a celle chiuse, caratterizzato da basso assorbimento d’acqua, elevata resistenza a compressione e stabilità delle proprietà termoisolanti in condizioni di umidità.
  • Platea Coibentata Svedese Universale (UŠP): tipo complesso di fondazione, che unisce una piastra monolitica in cemento, l’isolamento termico (XPS) su tutto il perimetro e sotto la base, oltre a un sistema integrato di riscaldamento a pavimento.
  • Valore R (resistenza termica): indicatore della capacità di un materiale o di una struttura di opporsi al passaggio del calore, misurato in m²·K/W. Più alto è il valore R, migliore è l’isolamento.

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