CALCOLO DEL NUMERO DI GRONDAIE

APPROCCIO COMPLESSIVO ALLA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI SCOLO DELLE ACQUE PIOVANE

Il corretto smaltimento dell’acqua piovana e di disgelo dalla copertura è un aspetto di fondamentale importanza per la durata e l’affidabilità di esercizio di qualsiasi edificio. Un calcolo errato del numero e del diametro delle grondaie porta al sovraccarico del sistema, a tracimazioni localizzate, al degrado dei materiali di facciata e persino a danni alla fondazione. Questo articolo propone un’analisi esperta approfondita della metodologia di calcolo dei sistemi di gronde e pluviali, concentrandosi sugli aspetti ingegneristici chiave. Esamineremo in dettaglio la base dei componenti dei sistemi di scolo delle acque piovane, come parte dei lavori di copertura, effettueremo un benchmark comparativo di diversi materiali e metodi di scelta in base alle caratteristiche idrauliche, e mostreremo come un calcolo corretto influisca sulla durata complessiva e sull’affidabilità di esercizio dell’intero sistema. Particolare attenzione sarà dedicata alla considerazione delle norme ucraine e delle condizioni climatiche, per garantire una funzionalità ottimale e prevenire gli errori comuni di progettazione.

Nel contesto di questo articolo ci concentreremo sui seguenti assi: l’analisi dei materiali di copertura attraverso il prisma della loro integrazione nei sistemi di scolo delle acque piovane, la scelta e il confronto dei diversi sistemi di scolo in base alle loro caratteristiche idrauliche, l’impatto di queste soluzioni sulla durata della struttura edilizia. Applicheremo un approccio di benchmark comparativo per materiali e metodi, e adatteremo tutte le raccomandazioni alle norme e al clima ucraini. Un approccio complessivo alla progettazione permetterà di raggiungere la massima efficienza e di ridurre al minimo i rischi legati a uno smaltimento inadeguato delle acque. Garantire una portata adeguata e un montaggio corretto è un investimento per la conservazione della vostra casa nei decenni.

CALCOLO IDRAULICO DEI SISTEMI DI SCOLO DELLE ACQUE PIOVANE: PRINCIPI FONDAMENTALI

La base per la determinazione precisa del numero e della dimensione delle grondaie è il calcolo idraulico, che tiene conto dell’intensità massima delle precipitazioni e della superficie efficace della copertura. Per l’Ucraina, come per la maggior parte dei paesi dell’Europa orientale, si utilizzano metodologie basate sulla formula del metodo razionale di deflusso, o sue varianti, che consente di stimare il volume di picco dell’acqua in arrivo al sistema di scolo. La formula di base per il calcolo del volume massimo di deflusso (Q) è la seguente: Q = A × i × ψ, dove:

  • Q – portata di calcolo dell’acqua piovana (l/s), che deve essere smaltita dal sistema.
  • A – superficie efficace della copertura (m²), da cui viene raccolta l’acqua. Questo parametro richiede un’analisi dettagliata a parte, poiché non sempre corrisponde alla proiezione orizzontale.
  • i – intensità dell’acqua piovana (l/(s·ha)) per la regione data, che viene superata una volta all’anno o in un altro periodo di calcolo. Questo indicatore è di fondamentale importanza e viene determinato in base ai dati delle stazioni meteorologiche, spesso integrati nelle norme edilizie nazionali (ad esempio, nella ДБН В.2.5-75:2013 ‘Fognatura. Reti e strutture esterne’, sebbene riguardi la fognatura esterna, i suoi principi di calcolo dell’intensità delle precipitazioni sono rilevanti). Ad esempio, per Kyiv l’intensità può variare nell’intervallo di 60-90 l/(s·ha) per piogge della durata di 20 minuti.
  • ψ – coefficiente di deflusso, che tiene conto del materiale della copertura e della sua capacità di assorbimento.

La sottovalutazione di uno qualsiasi di questi parametri porta a conseguenze critiche. Ad esempio, l’uso di un’intensità di precipitazioni sovrastimata o di una superficie efficace inaffidabile può causare il sovraccarico del sistema anche durante piogge moderate. Un calcolo idraulico corretto è fondamentale per evitare un numero eccessivo di grondaie o, al contrario, una loro dimensione insufficiente, garantendo un’ottimale efficienza ingegneristica del sistema. È inoltre importante tenere conto delle condizioni climatiche locali, in particolare dei carichi di neve e del rischio di formazione di ghiaccio, che influiscono sulla scelta dei materiali e delle soluzioni costruttive.

Per garantire la massima precisione, gli ingegneri utilizzano software specializzati che consentono di modellare i flussi idraulici e ottimizzare la configurazione del sistema di scolo. Questo approccio riduce al minimo i rischi di errori progettuali e garantisce la conformità agli standard costruttivi più rigorosi, aumentando l’affidabilità complessiva e la sicurezza di esercizio dell’edificio.

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Inoltre, bisogna prestare attenzione alle pendenze raccomandate delle grondaie. Secondo le norme edilizie, la pendenza minima deve essere di 3 mm per metro lineare di grondaia. Questo garantisce un’efficace autopulizia del sistema e previene il ristagno dell’acqua, aspetto particolarmente importante per la durata sia del sistema stesso che degli elementi di facciata. In caso di pendenza insufficiente si verifica l’accumulo di sporco, foglie e detriti, che riduce la portata e crea le condizioni per la formazione di ghiaccio nella stagione fredda, con possibili danni meccanici.

SUPERFICIE EFFICACE DELLA COPERTURA E COEFFICIENTE DI DEFLUSSO: DETTAGLIO DEI CALCOLI

La determinazione della superficie efficace della copertura (A) è una delle fasi più complesse del calcolo. Per i tetti semplici a una o due falde essa spesso corrisponde alla proiezione orizzontale, ma per le forme architettoniche complesse (tetti a padiglione, a quattro falde, mansardati con numerose sporgenze) è necessario tenere conto delle proiezioni di tutte le falde che convogliano l’acqua verso una determinata grondaia. La ДБН В.2.6-14-97 ‘Coperture di edifici e strutture’ disciplina i requisiti generali per le coperture, ma il dettaglio dei calcoli della superficie efficace richiede un approccio ingegneristico. Per le falde con un angolo di inclinazione superiore a 60°, la superficie efficace può essere corretta al ribasso, poiché parte delle precipitazioni non defluisce direttamente nello scolo, ma viene dispersa o deviata dal vento.

Il coefficiente di deflusso (ψ) è un parametro altrettanto importante, che riflette la quota delle precipitazioni che effettivamente confluisce nel sistema di scolo rispetto al totale caduto. Dipende dal tipo di materiale di copertura e dalla sua capacità di assorbire acqua. Valori tipici di ψ:

  • Lamiera tipo tegola, lamiera grecata, copertura a falda aggraffata: ψ = 0,95–1,0 (deflusso elevato)
  • Tegole in laterizio e cemento-sabbia: ψ = 0,85–0,95 (assorbimento parziale)
  • Tegole bituminose, coperture morbide: ψ = 0,75–0,85 (assorbimento significativo)
  • Coperture piane con ghiaia o vegetazione (tetti verdi): ψ = 0,5–0,7 (assorbimento ed evaporazione considerevoli)

Una scelta errata del coefficiente di deflusso può portare a un significativo sotto- o sovradimensionamento del sistema. Ad esempio, per un tetto con tegole bituminose con ψ=0,8, un calcolo con valore ψ=1,0 (come per il metallo) porterebbe a una sovrastima della portata necessaria del 25%, il che rappresenta uno spreco di risorse. D’altra parte, sottostimare il coefficiente di deflusso porterà a frequenti tracimazioni e danni. Un’analisi particolarmente accurata è necessaria per i tetti verdi, dove il coefficiente di deflusso varia dinamicamente in base alla saturazione di umidità del terreno e al tipo di vegetazione. In questi casi bisogna fare riferimento a modelli idrologici specializzati e alle raccomandazioni dei produttori di coperture verdi. Questo approccio garantisce precisione, prevenendo problemi con l’integrità della fondazione e della facciata.

OTTIMIZZAZIONE DEI DIAMETRI DI GRONDAIE E PLUVIALI: PORTATA E PENDENZE

Dopo aver determinato la portata di calcolo dell’acqua (Q), il passo successivo è la scelta del diametro ottimale di grondaie e pluviali. Questa scelta dipende direttamente dalla portata del materiale di scolo e dai suoi parametri geometrici (diametro, forma, pendenza). La portata di una grondaia o di un tubo si misura in litri al secondo (l/s) o in metri quadrati di superficie efficace di copertura che sono in grado di servire.

Secondo le tabelle normative, che di solito si basano sull’intensità delle precipitazioni per la fascia centrale dell’Ucraina (circa 80 l/(s·ha)):

  • Grondaia con diametro di 100 mm: in grado di smaltire l’acqua da una superficie fino a 70-80 m².
  • Grondaia con diametro di 125 mm: serve una superficie fino a 120-130 m².
  • Grondaia con diametro di 150 mm: efficace per superfici fino a 180-200 m².

Anche per i pluviali i diametri hanno un’importanza critica:

  • Tubo 75-80 mm: può smaltire l’acqua da 50-70 m² di copertura.
  • Tubo 90-100 mm: efficace per 90-110 m².
  • Tubo 110-120 mm: serve fino a 150-180 m².

Questi valori sono indicativi e devono essere verificati in base alle tabelle e ai grafici specifici dei produttori di sistemi di scolo, nonché tenendo conto dell’intensità regionale delle precipitazioni. La pendenza della grondaia, come già indicato, deve essere di almeno 3 mm per metro lineare. Tuttavia, per i tratti di lunghezza considerevole o con un’elevata portata di calcolo, la pendenza può essere aumentata fino a 5 mm/m, il che aumenta la velocità del flusso e previene il ristagno. Anche il coefficiente di scabrezza del materiale (n) influisce sulla portata: minore è ‘n’, maggiore è la velocità del flusso a parità di pendenza. Ad esempio, per il PVC ‘n’ è di circa 0,009, per l’acciaio zincato – 0,012, per l’alluminio – 0,010-0,013. La scelta di un materiale con un basso coefficiente di scabrezza può consentire di utilizzare diametri minori o ridurre il numero di pluviali mantenendo l’efficienza del sistema. È necessario tenere attentamente conto di tutti questi fattori per evitare errori che potrebbero causare frequenti tracimazioni e, di conseguenza, danni alle finiture esterne della casa.

POSIZIONAMENTO DEGLI IMBUTI DI RACCOLTA: STRATEGIE E CRITERI

Il numero e la disposizione degli imbuti di raccolta (bocchettoni) è un fattore chiave che determina l’efficienza dell’intero sistema di scolo. Gli imbuti servono a raccogliere l’acqua dalle grondaie e a convogliarla successivamente nei pluviali. Un loro posizionamento errato può causare tracimazioni localizzate delle grondaie anche in presenza di diametri correttamente dimensionati.

Regole e criteri principali per il posizionamento degli imbuti:

  1. Lunghezza massima della grondaia: Per i diametri tipici delle grondaie (125-150 mm), un singolo imbuto serve efficacemente un tratto di grondaia lungo fino a 10-12 metri. Per lunghezze maggiori è necessario installare imbuti aggiuntivi o utilizzare grondaie di diametro maggiore.
  2. Posizionamento negli angoli: Nelle coperture complesse con angoli interni, gli imbuti devono essere posizionati vicino a questi angoli, poiché è proprio lì che si concentra il maggiore accumulo di acqua.
  3. Distanza dagli angoli e dalle estremità: Si raccomanda di mantenere una distanza minima di 20-30 cm dagli angoli esterni dell’edificio e dalle estremità della grondaia. Questo è necessario per garantire la stabilità del fissaggio e una corretta distribuzione del flusso.
  4. Pendenze verso l’imbuto: Le grondaie devono avere una pendenza verso l’imbuto. Per i tratti lunghi (oltre 12 metri) si adotta spesso il posizionamento dell’imbuto al centro, con la pendenza della grondaia verso di esso da entrambi i lati. Oppure due imbuti alle estremità, con la pendenza della grondaia verso ciascuno di essi.
  5. Prevenzione delle tracimazioni: Nelle zone a maggior rischio di tracimazione (ad esempio, sotto le compluvi di raccolta, o nei punti di concentrazione di ampie superfici di deflusso), va valutata la possibilità di installare imbuti aggiuntivi o di utilizzare imbuti con portata maggiorata.
  6. Accessibilità per la manutenzione: Il posizionamento degli imbuti deve garantire un facile accesso per la loro regolare pulizia da foglie, rami e altri detriti. L’intasamento dell’imbuto è una delle cause più comuni di malfunzionamento del sistema di scolo.

Alcune soluzioni innovative, come speciali filtri a inserto per gli imbuti o sistemi di casa intelligente con sensori di livello dell’acqua, possono aumentare ulteriormente l’affidabilità del sistema e ridurre la necessità di manutenzione manuale. Una pianificazione accurata del posizionamento degli imbuti in fase di progettazione consente di evitare molti problemi in futuro e garantisce il funzionamento ininterrotto del sistema di smaltimento delle acque.

BENCHMARK COMPARATIVO DEI MATERIALI PER I SISTEMI DI SCOLO

La scelta del materiale per il sistema di scolo è determinante per la sua durata, estetica e funzionalità. Sul mercato sono presenti diverse tipologie principali, ciascuna con i propri vantaggi e svantaggi:

  1. PVC (cloruro di polivinile): È l’opzione più diffusa e accessibile. I sistemi in PVC sono leggeri, semplici da installare, non soggetti a corrosione e non richiedono verniciatura. Il loro coefficiente di scabrezza ‘n’ è basso (circa 0,009), il che garantisce una buona portata. Tuttavia, il PVC è meno resistente ai danni meccanici, ai raggi ultravioletti (sebbene gli additivi moderni abbiano notevolmente migliorato questo aspetto) e agli sbalzi di temperatura. La dilatazione termica lineare del PVC è significativa, il che richiede l’uso obbligatorio di giunti di dilatazione sui tratti lunghi (ogni 8-10 metri) per prevenire deformazioni e fessurazioni. La durata è di 20-30 anni.
  2. Acciaio zincato: Opzione classica, caratterizzata da elevata resistenza meccanica e resistenza agli sbalzi di temperatura. Il coefficiente di scabrezza ‘n’ per l’acciaio zincato è di circa 0,012. I sistemi moderni hanno spesso un rivestimento polimerico (pural, plastisol), che migliora notevolmente le proprietà anticorrosive, la resistenza ai raggi UV e conferisce un aspetto estetico. I sistemi in acciaio sono più pesanti del PVC e più complessi da installare, richiedono precisione nella fabbricazione e nel montaggio delle giunzioni. La durata con rivestimento polimerico può raggiungere i 30-50 anni.
  3. Rame: Materiale premium, caratterizzato da una durata straordinaria (fino a 100-150 anni), un’elevata resistenza alla corrosione e un’attrattiva estetica (con il tempo si ricopre di una nobile patina). Il coefficiente di scabrezza ‘n’ per il rame è vicino a quello dell’alluminio (0,010-0,013). I sistemi di scolo in rame sono i più costosi e richiedono un montaggio qualificato, poiché il rame non può essere abbinato ad altri metalli a causa del rischio di corrosione elettrochimica.
  4. Alluminio: Materiale leggero, resistente alla corrosione, con buone proprietà estetiche. I sistemi in alluminio vengono spesso rivestiti con vernici polimeriche, il che ne amplia la gamma cromatica. Il coefficiente di scabrezza ‘n’ è di 0,010-0,013. L’alluminio ha una dilatazione termica lineare minore del PVC, ma maggiore dell’acciaio, quindi anche in questo caso sono consigliati giunti di dilatazione sui tratti lunghi. La durata è di 40-70 anni.

Nel benchmark comparativo è importante considerare non solo il costo iniziale, ma anche il Total Cost of Ownership (TCO), inclusi i costi di installazione, manutenzione e le potenziali riparazioni per tutta la durata di esercizio. Ad esempio, i più costosi sistemi in rame possono rivelarsi più vantaggiosi nel lungo periodo grazie a costi di manutenzione e sostituzione quasi nulli.

DURATA DEI SISTEMI DI SCOLO: L’IMPATTO DI UN CALCOLO E UN ESERCIZIO CORRETTI

La durata di un sistema di scolo è direttamente proporzionale alla qualità della sua progettazione, dei materiali e del montaggio. Un calcolo errato del numero e del diametro delle grondaie, nonché la loro disposizione scorretta, è una delle cause principali del guasto prematuro del sistema e dei conseguenti danni all’edificio. Quando il sistema di scolo non riesce a gestire il volume delle precipitazioni, ciò porta a:

  • Tracimazioni e degrado delle facciate: L’acqua che scorre lungo le pareti degrada progressivamente l’intonaco, la vernice, l’isolamento e altri materiali di facciata, favorendo lo sviluppo di muffa e funghi. Ciò è particolarmente critico per gli edifici realizzati con kit casa pronti, dove l’integrazione di tutti i sistemi deve essere impeccabile.
  • Danni alla fondazione: Un eccesso di acqua vicino alla base dell’edificio aumenta la pressione idrostatica sulla fondazione, può causarne la fessurazione, il cedimento e l’allagamento dei locali interrati.
  • Formazione di ghiaccio: D’inverno il ristagno dell’acqua nelle grondaie porta alla formazione di ghiaccio, che non solo intasa il sistema, ma aumenta notevolmente anche il carico sui fissaggi, potendo causarne la rottura e il crollo delle grondaie.
  • Intasamento e corrosione: Il ristagno costante di acqua, foglie e detriti accelera la corrosione degli elementi metallici e il degrado dei sistemi in PVC.

Per garantire la massima durata, oltre a un corretto calcolo idraulico, è necessario tenere conto delle deformazioni termiche dei materiali. Ad esempio, le grondaie in plastica hanno un elevato coefficiente di dilatazione lineare, per cui è obbligatorio l’uso di giunti di dilatazione. Si tratta di elementi speciali che consentono alle grondaie di dilatarsi e contrarsi liberamente sotto l’effetto delle variazioni di temperatura senza rischio di deformazioni e rotture. Per i sistemi metallici questo aspetto è meno critico, ma sui tratti molto lunghi (oltre 20 metri) possono essere utilizzati anche giunti di compensazione.

Anche la manutenzione regolare, che include la pulizia di grondaie e imbuti dai detriti, il controllo dello stato dei fissaggi e dell’integrità del sistema, è parte integrante del mantenimento della durata. L’uso di sistemi antighiaccio per grondaie e pluviali aiuta a evitare la formazione di ghiaccio, il che prolunga notevolmente la vita del sistema e riduce i rischi di danni nella stagione fredda. In questo modo, gli investimenti in un progetto di qualità e in un montaggio corretto vengono ripagati da un esercizio duraturo e senza problemi del sistema di scolo.

SOLUZIONI INNOVATIVE NEI SISTEMI DI SCOLO E LA LORO INTEGRAZIONE NELLA REALTÀ UCRAINA

Le tecnologie moderne offrono una serie di soluzioni innovative per i sistemi di scolo, in grado di aumentarne notevolmente l’efficienza, la durata e la comodità di esercizio. Queste soluzioni vengono integrate sempre più spesso nell’edilizia in Ucraina, adattandosi alle condizioni climatiche locali e ai requisiti architettonici:

  1. Sistemi antighiaccio (cavo scaldante): È una delle innovazioni più diffuse. I cavi scaldanti elettrici, installati all’interno di grondaie e pluviali, prevengono la formazione di ghiaccio e ghiaccioli, garantendo uno smaltimento ininterrotto dell’acqua di disgelo. I sistemi possono essere dotati di termostati e sensori di umidità, che ne consentono l’accensione automatica solo quando necessario, ottimizzando i consumi energetici. Per il clima ucraino, con frequenti oscillazioni della temperatura intorno allo zero, questa è una soluzione estremamente rilevante.
  2. Scoli nascosti: Per gli stili architettonici minimalisti e moderni (ad esempio Hi-Tech o Barn) vengono sviluppati sistemi di scolo nascosti, integrati direttamente nella struttura della facciata o della copertura. Garantiscono un aspetto esteticamente pulito, ma richiedono una progettazione più accurata e materiali di alta qualità, poiché l’accesso per la manutenzione può risultare complicato. È importante prevedere botole di ispezione adeguate e un sistema di drenaggio.
  3. Sistemi di scolo con filtri integrati: Per prevenire l’intasamento di imbuti e tubi sono stati sviluppati speciali filtri a inserto, che trattengono efficacemente foglie, rami e altri detriti. Alcuni di essi hanno una funzione di autopulizia o sono facilmente rimovibili per la pulizia manuale. Questo riduce notevolmente la necessità di manutenzione frequente e aumenta l’affidabilità del sistema.
  4. Integrazione con la «casa intelligente»: I sistemi di monitoraggio del livello dell’acqua nelle grondaie o dell’intasamento degli imbuti possono essere integrati nel sistema generale della «casa intelligente». Questo consente di ricevere notifiche sullo smartphone in caso di problemi e persino di attivare automaticamente determinate funzioni (ad esempio, aumentare la potenza dei cavi scaldanti).
  5. Sistemi di raccolta dell’acqua piovana: Sebbene non sia propriamente un’innovazione nel calcolo delle grondaie, i moderni sistemi di scolo vengono spesso progettati con la possibilità di raccogliere l’acqua piovana per un uso successivo (irrigazione del giardino, cassette di scarico dei sanitari). Questo richiede calcoli aggiuntivi della capacità dei serbatoi di accumulo e dei sistemi di filtrazione.

L’introduzione di queste soluzioni nell’edilizia ucraina richiede non solo la conoscenza delle tecnologie più recenti, ma anche l’adattamento alle norme e agli standard edilizi locali, oltre alla considerazione della convenienza economica. L’uso di materiali e tecnologie moderni consente di creare sistemi di scolo che non solo svolgono efficacemente le loro funzioni, ma si integrano armoniosamente nel progetto architettonico e durano decenni senza interventi significativi.

FAQ

Perché il calcolo corretto del numero di grondaie e imbuti è di fondamentale importanza?
Un calcolo corretto previene il sovraccarico del sistema di scolo durante le precipitazioni intense, evitando tracimazioni, degrado delle facciate, danni alla fondazione e la formazione di pericolosi ghiaccioli in inverno. Questo garantisce la durata dell’intero edificio.
Quali sono i principali parametri considerati nel calcolo idraulico dello scolo?
I principali parametri sono: la superficie efficace della copertura (A), l’intensità dell’acqua piovana per la regione data (i), il coefficiente di deflusso (ψ), che dipende dal materiale della copertura. Questi dati consentono di determinare la portata di calcolo dell’acqua (Q = A × i × ψ).
In che modo il coefficiente di deflusso (ψ) influisce sulla scelta del sistema di scolo?
Il coefficiente di deflusso ψ riflette la quota di acqua che effettivamente scorre dalla copertura verso lo scolo. Per i tetti in metallo ψ è vicino a 1,0, per le tegole bituminose – 0,75-0,85, per i tetti verdi – ancora più basso. Una scelta errata di ψ porta a un sotto- o sovradimensionamento della portata del sistema.
Quali materiali per i sistemi di scolo sono i più durevoli ed efficaci?
Il rame è il più durevole (oltre 100 anni), ma anche il più costoso. Alluminio e acciaio con rivestimento polimerico offrono un buon equilibrio tra durata (30-70 anni) e prezzo. I sistemi in PVC sono i più accessibili, ma meno resistenti ai danni meccanici e ai raggi UV, con una durata di 20-30 anni. La scelta dipende dal budget, dall’architettura e dalle condizioni climatiche.
Sono necessari giunti di dilatazione per le grondaie?
Sì, in particolare per le grondaie in PVC, a causa dell’elevato coefficiente di dilatazione termica lineare. I giunti di dilatazione consentono al materiale di dilatarsi e contrarsi liberamente senza deformazioni e rotture. Per i sistemi metallici sono meno critici, ma raccomandati sui tratti molto lunghi.

Glossary

  • Formula del metodo razionale di deflusso: Modello matematico (Q = A × i × ψ) utilizzato per calcolare il volume massimo di acqua piovana che il sistema di scolo deve smaltire, tenendo conto della superficie, dell’intensità delle precipitazioni e del coefficiente di deflusso.
  • Coefficiente di deflusso (ψ): Grandezza adimensionale che indica la quota di precipitazioni che effettivamente defluisce dalla superficie della copertura nel sistema di scolo, tenendo conto del tipo di materiale di copertura e delle sue proprietà di assorbimento.
  • Intensità delle precipitazioni (i): Quantità media di acqua piovana che cade su un’unità di superficie nell’unità di tempo (ad esempio, l/(s·ha)), che viene superata non più di una volta in un determinato periodo di calcolo, stabilito per una specifica regione secondo le norme edilizie.
  • Giunto di dilatazione: Elemento speciale del sistema di scolo, destinato ad assorbire le deformazioni termiche lineari delle grondaie, prevenendone l’incurvamento, la deformazione o la rottura sotto l’effetto delle variazioni di temperatura.
  • Portata: Volume massimo di liquido (in questo caso acqua) che può attraversare la sezione di una grondaia o di un pluviale nell’unità di tempo senza tracimazione o ristagno, misurato in l/s o m²/h.

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