MONTAGGIO ESPERTO DELLA COPERTURA

SISTEMA DI TRAVI, BARRIERA AL VAPORE E PREVENZIONE DEGLI ERRORI SECONDO LE NORME DBN

Un montaggio efficace della copertura è un investimento fondamentale nella durabilità, nell’efficienza energetica e nel comfort di qualsiasi edificio. L’edilizia moderna richiede non semplicemente la posa del materiale di copertura, ma un approccio sistemico che comprenda un’analisi dettagliata degli elementi costruttivi, una progettazione accurata dei nodi e il rigoroso rispetto delle norme edilizie. In questo articolo approfondiremo gli aspetti chiave del montaggio esperto della copertura, concentrandoci su elementi di importanza critica come la scelta e il montaggio corretti del sistema di travi, le sfumature dell’applicazione della barriera al vapore e il suo effetto sulla permeabilità al vapore dell’intera struttura. Esamineremo nel dettaglio gli errori tipici che si verificano durante il montaggio e forniremo raccomandazioni pratiche per evitarli, analizzando anche le specificità dell’applicazione delle norme edilizie ucraine (DBN) nel contesto delle condizioni climatiche regionali. L’obiettivo di questo materiale è fornire una gamma completa di conoscenze per professionisti e investitori che desiderano ottenere la massima affidabilità e durabilità della propria copertura.

La nostra trattazione riguarderà la scelta e il calcolo del legno per le strutture di travi, l’analisi dei coefficienti di resistenza alla trasmissione del calore (U/R) per garantire una termotecnica ottimale, nonché una guida pratica alla realizzazione delle intercapedini di ventilazione e alla tenuta stagna. L’importanza di questo approccio è sottolineata non solo dal comfort, ma anche dal risparmio energetico, che diventa una priorità nell’edilizia moderna. Comprendere questi dettagli permette non solo di evitare costose riparazioni future, ma anche di garantire la conformità dell’edificio ai più alti standard di efficienza energetica. Illustreremo come una progettazione di qualità e un montaggio corretto possano trasformare il tetto da semplice elemento protettivo in un sistema complesso e multifunzionale, che contribuisce attivamente a mantenere un microclima ottimale negli ambienti interni e a ridurre al minimo i costi di esercizio.

IL SISTEMA DI TRAVI: LA BASE DELL’AFFIDABILITÀ DELLA COPERTURA E IL LEGNO DI CLASSE C24

Il sistema di travi è lo scheletro di qualsiasi tetto a falde: dalla sua solidità e dalla correttezza del calcolo dipendono non solo la resistenza ai carichi esterni (neve, vento), ma anche la durabilità dell’intera struttura di copertura. In Ucraina, secondo la DBN V.1.2-14:2009 ‘Principi generali per garantire l’affidabilità e la sicurezza strutturale di edifici, opere, strutture edilizie e basi’, il legno per le travi deve rispondere a determinati standard di resistenza. Si utilizzano più frequentemente pino o abete rosso, che secondo la classificazione europea EN 338 rientrano nella classe di resistenza C24.

Il legno di classe C24 ha una resistenza caratteristica minima a flessione di 24 MPa e un modulo di elasticità di 11 GPa, il che garantisce la capacità portante necessaria per la maggior parte delle coperture tipiche. È importante scegliere legname senza difetti significativi: marciume, nodi di grandi dimensioni, fessure che superano le norme ammissibili. L’umidità del legno non deve superare il 20%, l’ottimale è 12-18%, per evitare deformazioni dopo il montaggio. Prima del montaggio, tutto il legname deve essere trattato con antisettici e ritardanti di fiamma per la protezione dal degrado biologico e per aumentare la resistenza al fuoco.

La progettazione del sistema di travi comprende il calcolo del passo delle travi, della loro sezione e dei nodi di fissaggio. Il passo delle travi è generalmente di 600-900 mm, a seconda del tipo di materiale di copertura e dei carichi previsti. Per le coperture che richiedono un tavolato continuo (ad esempio, le tegole bituminose), il passo delle travi può essere maggiore. I calcoli vengono eseguiti tenendo conto dei dati climatici locali relativi ai carichi da neve e da vento, secondo la DBN V.1.2-2:2006 ‘Carichi e azioni’. Ad esempio, per la maggior parte delle regioni dell’Ucraina il carico da neve varia tra 1,0 e 2,0 kPa. Questi dati sono di importanza critica per determinare la sezione necessaria degli elementi della capriata. I progetti moderni utilizzano spesso tecnologie a pannelli XLAM o legno lamellare per creare strutture di copertura più rigide e durature, che riducono al minimo le deformazioni e semplificano il montaggio. Questi materiali permettono di realizzare grandi luci senza appoggi intermedi, aumentando la flessibilità architettonica.

PERMEABILITÀ AL VAPORE E IL RUOLO DELLA BARRIERA AL VAPORE: PROTEZIONE DALLA CONDENSA E VALORE SD

Il controllo della permeabilità al vapore della copertura è uno degli aspetti più importanti dell’edilizia efficiente dal punto di vista energetico e durevole. Una barriera al vapore inadeguata o la sua assenza possono portare all’accumulo di condensa nello strato isolante, il che riduce drasticamente le sue proprietà termoisolanti, provoca il marciume delle strutture in legno e favorisce lo sviluppo di muffa. Secondo la DBN V.2.6-31:2021 ‘Isolamento termico degli edifici’, è necessario garantire una protezione efficace delle strutture dall’eccesso di umidità.

Le pellicole di barriera al vapore vengono posizionate sul lato interno dell’isolante, impedendo la penetrazione del vapore acqueo proveniente dagli ambienti riscaldati nella zona ‘fredda’ del pacchetto di copertura. Il parametro chiave della barriera al vapore è il suo spessore equivalente di diffusione del vapore acqueo (valore Sd), misurato in metri. Più alto è il valore Sd, meno permeabile al vapore è il materiale. Per la maggior parte delle strutture di copertura negli edifici residenziali si raccomanda di utilizzare materiali di barriera al vapore con un valore Sd > 100 m. Questo garantisce una barriera affidabile contro la diffusione del vapore acqueo.

Tuttavia, la scelta della barriera al vapore dipende dal tipo di copertura e dalle condizioni climatiche. Nei tetti ‘freddi’, dove l’isolante è posizionato sul solaio e il sottotetto è ventilato, i requisiti per la barriera al vapore possono essere leggermente meno rigorosi, ma comunque di importanza critica. Nei tetti ‘caldi’, dove l’isolante è posizionato direttamente sul sistema di travi, la corretta installazione della barriera al vapore è la garanzia dell’assenza di problemi di condensa. Ogni giunzione della pellicola, ogni raccordo con pareti o elementi impiantistici (tubi, canali di ventilazione) deve essere sigillato ermeticamente con nastri speciali. Questo garantisce la continuità del contorno di barriera al vapore. Inoltre, è importante tenere conto del fatto che l’intercapedine di ventilazione tra l’impermeabilizzazione (sotto il manto di copertura) e l’isolante, così come tra il manto di copertura e l’impermeabilizzazione, è di importanza critica per l’eliminazione dell’umidità residua. Un sistema efficace di ventilazione dello spazio sottotetto deve avere una superficie delle aperture di ventilazione pari a 1/300–1/500 della superficie della proiezione orizzontale della copertura, per un’efficace evacuazione dell’umidità.

PROGETTAZIONE DEI NODI DELLA COPERTURA: MASSIMIZZARE L’AFFIDABILITÀ E RISPETTARE GLI STANDARD

La qualità del montaggio della copertura è determinata in larga misura dalla precisione e dalla cura della progettazione dei suoi nodi. I nodi sono i punti di giunzione dei diversi elementi del sistema di copertura (trave-parete, colmo, compluvio, raccordo con il camino, con l’abbaino, ecc.). Queste zone sono potenziali fonti di dispersione termica, infiltrazioni e danneggiamento della struttura, se eseguite in modo scorretto.

Secondo la DBN V.2.6-31:2021, i ponti termici nei nodi devono essere ridotti al minimo. Ad esempio, nella zona della trave di gronda (appoggio delle travi sulla parete) si forma spesso un ‘ponte termico’. Per eliminarlo si utilizzano speciali guarnizioni termoisolanti che separano il legno dalla parete fredda, oppure si realizza un isolamento esterno della parete con sovrapposizione della trave di gronda. È importante che la trave di gronda sia fissata saldamente alla parete con bulloni di ancoraggio con passo non superiore a 1 m, e le travi ad essa mediante intagli o speciali fissaggi metallici che permettano al legno di ‘respirare’.

Il nodo del colmo richiede un’attenzione particolare alla ventilazione. I moderni aeratori di colmo garantiscono l’uscita senza ostacoli dell’aria umida dallo spazio sottotetto, prevenendo la condensazione. Nella progettazione del compluvio (angolo interno) è necessario prevedere un doppio strato di impermeabilizzazione e sigillare accuratamente tutte le giunzioni, poiché si tratta della zona di massimo accumulo di acqua e neve. La larghezza del compluvio deve essere sufficiente per un’efficace evacuazione dell’acqua, e la sua struttura deve essere resistente a carichi significativi.

Il raccordo con il camino o con l’abbaino è un altro nodo critico. Qui si utilizzano speciali grembiuli realizzati con materiali flessibili, resistenti agli sbalzi di temperatura, nonché sigillanti. La distanza minima delle strutture in legno dal camino, che contiene gas di combustione, deve essere non inferiore a 380 mm secondo la DBN V.2.5-67:2013 ‘Riscaldamento, ventilazione e condizionamento’. Tutti questi dettagli devono essere disegnati in anticipo nella documentazione esecutiva, spesso con l’ausilio della modellazione 3D, per evitare errori in fase di montaggio. Solo un approccio integrato alla progettazione e all’esecuzione di ogni nodo garantisce l’integrità e la funzionalità del sistema di copertura per decenni.

ERRORI TIPICI NEL MONTAGGIO DELLA COPERTURA E COME EVITARLI: GUIDA PRATICA

Anche i materiali più qualitativi e un progetto accuratamente elaborato non garantiscono il successo se durante il montaggio si commettono errori tipici. Questi errori possono portare a problemi gravi, come infiltrazioni, formazione di condensa, danneggiamento delle strutture e significative dispersioni di calore. Conoscere questi difetti e i modi per evitarli è fondamentale per qualsiasi costruttore o appaltatore responsabile.

**1. Ventilazione insufficiente dello spazio sottotetto:** Questo è uno degli errori più diffusi. L’assenza di aperture di ventilazione di afflusso (di gronda) e di scarico (di colmo), o la loro superficie insufficiente (meno di 1/500 della superficie della copertura), porta all’accumulo di vapore acqueo e condensa. Conseguenze: inumidimento dell’isolante, marciume delle travi, muffa. **Soluzione:** Garantire un flusso d’aria continuo nelle intercapedini di ventilazione (minimo 50 mm) grazie a elementi di ventilazione correttamente posizionati e dimensionati.

**2. Violazione della tenuta della barriera al vapore e dell’impermeabilizzazione:** Anche piccoli tagli, giunzioni non sigillate o un raccordo di scarsa qualità agli elementi che attraversano la copertura vanificano la funzione dei materiali isolanti. **Soluzione:** Utilizzare solo nastri adesivi speciali per sigillare le sovrapposizioni (minimo 10 cm) e i raccordi. Tutte le aperture e le forature devono essere sigillate, e il montaggio deve essere eseguito con cura, senza danneggiamenti meccanici delle pellicole. Prestare attenzione alla sigillatura delle zone intorno agli abbaini e alle uscite di ventilazione.

**3. Passo e sezione delle travi errati:** Il mancato rispetto delle dimensioni di progetto può portare a inflessioni, deformazioni e persino al cedimento della copertura sotto i carichi. **Soluzione:** Rispettare i calcoli eseguiti da un ingegnere, basati sulla DBN V.1.2-2:2006. Utilizzare legno della classe di resistenza (C24) e dell’umidità (12-18%) appropriate.

**4. Fissaggio assente o di scarsa qualità:** Un numero insufficiente di elementi di fissaggio o la loro scelta errata (viti, chiodi, graffe non adatti) possono provocare il distacco del manto di copertura in caso di venti forti o l’instabilità dell’intera struttura. **Soluzione:** Utilizzare fissaggi zincati, raccomandati dal produttore del materiale di copertura e adatti ai nodi specifici. Rispettare lo schema di fissaggio indicato nel progetto.

Evitare questi errori tipici è possibile solo a condizione di un’elevata qualificazione dei montatori, di una costante supervisione tecnica e del rigoroso rispetto della documentazione di progetto e dei requisiti normativi.

TERMOTECNICA DELLA COPERTURA: REQUISITI PER IL VALORE U/R E MATERIALI TERMOISOLANTI NELLA REALTÀ UCRAINA

Le caratteristiche termotecniche della copertura svolgono un ruolo chiave nell’efficienza energetica complessiva dell’edificio, in particolare nelle condizioni climatiche dell’Ucraina con le sue significative escursioni termiche tra estate e inverno. Secondo la DBN V.2.6-31:2021 ‘Isolamento termico degli edifici’, per le coperture (solai di sottotetto o tetti combinati) di edifici residenziali e pubblici, la resistenza minima ammissibile alla trasmissione del calore Romin è pari a 4,95 m²∙K/W. Questo indicatore influisce direttamente sul valore U (coefficiente di trasmissione del calore), dove U = 1/R, ovvero più alto è R, più basso è U, e migliore è l’isolamento termico.

Per raggiungere tale valore di R è necessario utilizzare materiali termoisolanti efficaci. I più diffusi sono la lana minerale (di roccia o di vetro) e il polistirene (estruso o espanso). Ciascuno di essi presenta vantaggi e particolarità di montaggio proprie. La lana minerale, con un coefficiente di conducibilità termica λ di circa 0,035–0,042 W/(m∙K), è un materiale incombustibile e ben traspirante. Per raggiungere R=4,95 m²∙K/W, lo spessore necessario di lana minerale sarà di circa 200-250 mm (ad esempio, 4,95 * 0,04 = ~0,2 m). Il polistirene, in particolare quello estruso (XPS) con λ di circa 0,029–0,034 W/(m∙K), presenta un’elevata resistenza all’umidità e alla compressione, il che lo rende adatto per tetti a inversione e praticabili, dove deve sopportare carichi significativi.

Il montaggio dell’isolante deve essere continuo, senza fessure né ‘ponti termici’, che possono ridurre l’efficacia dell’isolamento termico del 10-20%. L’isolante viene posato tra le travi o sul sistema di travi in più strati con sovrapposizione delle giunzioni, per evitare fessure. Inoltre, è importante tenere conto dell’influsso delle intercapedini di ventilazione, che, sebbene destinate all’evacuazione dell’umidità, possono anche incidere sul valore U complessivo, per cui devono essere integrate nel calcolo termotecnico. Il corretto calcolo e la posa dell’isolamento termico non solo garantiscono una temperatura confortevole all’interno dell’ambiente, ma riducono anche notevolmente i costi di riscaldamento in inverno e di condizionamento in estate, contribuendo all’efficienza energetica complessiva dell’edificio.

PARTICOLARITÀ REGIONALI DEL MONTAGGIO DELLA COPERTURA IN UCRAINA E APPLICAZIONE DELLE DBN

L’Ucraina, per la sua estensione geografica, presenta significative differenze climatiche tra le regioni, il che influisce direttamente sulle particolarità della progettazione e del montaggio dei sistemi di copertura. Secondo la DBN V.1.2-2:2006 ‘Carichi e azioni’, il territorio dell’Ucraina è suddiviso in diverse zone di carico da neve e da vento. Ad esempio, nella regione dei Carpazi il carico da neve può raggiungere 2,4 kPa, mentre nel sud del paese è significativamente inferiore (circa 1,0 kPa), ma i carichi da vento possono essere più elevati a causa delle zone steppiche aperte e delle aree costiere.

Per le regioni con elevato carico da neve (ad esempio, l’Ucraina occidentale, i Carpazi) è necessario progettare sistemi di travi più robusti, con passo delle travi ridotto o sezione maggiorata, nonché garantire una pendenza del tetto sufficiente (idealmente > 30°) per l’autopulizia dalla neve. È importante anche la scelta del manto di copertura: la lamiera aggraffata o il lamiera grecata, che hanno una superficie liscia, favoriscono uno scivolamento più agevole della neve. Al contrario, le tegole bituminose, per la loro superficie ruvida, trattengono la neve più a lungo, il che richiede calcoli più accurati del sistema di travi.

Nelle regioni meridionali, dove prevalgono venti forti, occorre prestare particolare attenzione al fissaggio affidabile del materiale di copertura e dei nodi della copertura. Gli sporti di gronda devono essere realizzati tenendo conto degli elevati carichi da vento, e lo stesso materiale di copertura (ad esempio, la copertura a falda metallica aggraffata) deve avere una resistenza maggiorata al distacco da vento. Per queste regioni è inoltre di importanza critica la questione della termotecnica estiva: un isolamento termico efficace previene il surriscaldamento degli ambienti interni, e una ventilazione ben progettata dello spazio sottotetto evacua il calore in eccesso. Le intercapedini di ventilazione devono essere di almeno 50-70 mm per garantire un flusso d’aria adeguato.

Inoltre, in condizioni di umidità elevata (ad esempio, in prossimità di fiumi, laghi) o nelle regioni con piogge frequenti, assume particolare importanza l’impermeabilizzazione e la sua posa di qualità. L’uso di membrane superdiffusive con elevata impermeabilità all’acqua e permeabilità al vapore (Sd < 0,1 m) è obbligatorio per proteggere l’isolante e le strutture in legno. Il rispetto di queste particolarità regionali e la rigorosa applicazione delle relative norme DBN sono la garanzia della realizzazione di una copertura affidabile e duratura, adattata alle condizioni locali di esercizio.

PROVE UNICHE: NORMATIVE, NUMERI E CASI PRATICI DI MONTAGGIO DELLA COPERTURA

L’approccio esperto al montaggio della copertura si basa su una profonda comprensione della base normativa e su casi pratici che confermano l’efficacia di soluzioni specifiche. In Ucraina, i documenti chiave che regolano questi processi sono la DBN V.2.6-14:2018 ‘Coperture di edifici e opere’ e la DBN V.2.6-31:2021 ‘Isolamento termico degli edifici’.

**1. Classificazione del legno:** Secondo la EN 338, il legno per i sistemi di travi deve essere almeno di classe C24. Ciò significa che la sua resistenza caratteristica a flessione è di almeno 24 MPa. L’uso di legno di classe inferiore, ad esempio C18, richiede un aumento della sezione degli elementi del 15-20% per mantenere la stessa capacità portante. Questo è fondamentale per garantire la resistenza ai carichi da neve, che in alcune regioni dell’Ucraina possono raggiungere 2,0-2,4 kPa.

**2. Barriera al vapore:** Per gli edifici residenziali riscaldati, il valore Sd raccomandato per la pellicola di barriera al vapore deve essere > 100 m. Ciò garantisce una protezione efficace dalla condensa. Ad esempio, per un edificio con umidità relativa interna del 60% e temperatura di 20°C, e temperatura esterna di -20°C e umidità dell’80%, attraverso una barriera al vapore di scarsa qualità (Sd=2 m) possono passare fino a 150 g di acqua per m² al giorno, il che provoca l’accumulo di umidità nell’isolante e la riduzione del valore R.

**3. Ventilazione della copertura:** La superficie delle aperture di ventilazione alla gronda e al colmo deve essere pari a 1/300–1/500 della superficie totale della copertura. Ad esempio, per un tetto di 150 m² è necessario garantire non meno di 0,3-0,5 m² di superficie totale di aperture di ventilazione. Ciò è confermato da numerosi studi ed esperienze pratiche, che dimostrano come una ventilazione adeguata prevenga il surriscaldamento della copertura in estate e la formazione di barriere di ghiaccio in inverno.

**4. Caso pratico:** Durante il montaggio della copertura di una casa privata nella regione di Kyjiv, si è riscontrato che l’appaltatore aveva utilizzato legno con un’umidità del 25%, superiore del 7-10% rispetto alla norma. Al termine dei lavori e con l’arrivo della stagione di riscaldamento, le travi hanno iniziato a torcersi e a fessurarsi, provocando la deformazione del tavolato e il danneggiamento del manto di copertura. La correzione di questo errore ha richiesto lo smontaggio parziale della copertura, la sostituzione delle travi e un nuovo montaggio, aumentando il costo del progetto del 30%. Questo è un esempio evidente di come il mancato rispetto delle norme sull’umidità del legno possa portare a perdite finanziarie e di tempo significative.

Questi dati dimostrano che il montaggio professionale della copertura è un processo complesso, che richiede una conoscenza approfondita delle normative, esperienza e un approccio responsabile a ogni fase dei lavori.

FAQ

Quale classe di resistenza del legno è necessaria per il sistema di travi in Ucraina?
Secondo lo standard europeo EN 338 e le norme ucraine, per la maggior parte dei sistemi di travi in Ucraina si raccomanda di utilizzare legno di classe di resistenza non inferiore a C24. Questo garantisce la capacità portante necessaria e la durabilità della struttura sotto l’effetto dei carichi da neve e da vento.
Perché è necessaria la barriera al vapore e quale valore Sd è ottimale?
La barriera al vapore protegge l’isolante e le strutture in legno della copertura dalla penetrazione del vapore acqueo proveniente dagli ambienti, prevenendo la formazione di condensa. Il valore Sd ottimale per i materiali di barriera al vapore negli edifici residenziali deve essere > 100 m, il che garantisce una barriera efficace per il vapore acqueo.
Quali errori tipici si verificano nel montaggio della copertura e come evitarli?
Gli errori tipici comprendono una ventilazione insufficiente dello spazio sottotetto, la violazione della tenuta della barriera al vapore e dell’impermeabilizzazione, un calcolo errato del passo delle travi e un fissaggio insufficiente. È possibile evitarli grazie a una progettazione accurata, all’uso di materiali di qualità, al rigoroso rispetto della tecnologia di montaggio e a una costante supervisione tecnica.
Quali requisiti per l’isolamento termico della copertura sono stabiliti dalle norme DBN ucraine?
Secondo la DBN V.2.6-31:2021, la resistenza minima ammissibile alla trasmissione del calore Romin per le coperture di edifici residenziali è pari a 4,95 m²∙K/W. Ciò richiede uno spessore dell’isolante di circa 200-250 mm per la lana minerale, o uno spessore corrispondente di altri materiali efficaci.
In cosa differiscono le particolarità del montaggio della copertura nelle diverse regioni dell’Ucraina?
Le particolarità del montaggio dipendono dai carichi regionali da neve e da vento secondo la DBN V.1.2-2:2006. Nei Carpazi sono necessari sistemi di travi più robusti a causa degli elevati carichi da neve. Nel sud del paese, con venti forti, l’accento è posto sul fissaggio affidabile dei materiali e dei nodi per prevenire il distacco della copertura.
Qual è la larghezza minima dell’intercapedine di ventilazione sotto la copertura?
La larghezza minima dell’intercapedine di ventilazione sotto la copertura deve essere di almeno 50 mm, e per le regioni con clima complesso o falde lunghe – 70 mm. Questo garantisce un’efficace evacuazione del vapore acqueo e previene il surriscaldamento in estate.

Glossary

  • Sistema di travi: Struttura portante del tetto a falde, composta da travi, travi di gronda, arcarecci e altri elementi, che riceve i carichi dal manto di copertura, dalla neve e dal vento.
  • Valore Sd (spessore equivalente di diffusione): Parametro che caratterizza la resistenza del materiale alla diffusione del vapore acqueo. Si misura in metri; più alto è il valore Sd, meno permeabile al vapore è il materiale.
  • Valore U (coefficiente di trasmissione del calore): Grandezza che indica la quantità di calore che attraversa 1 m² di struttura in 1 secondo con una differenza di temperatura di 1 Kelvin. Più basso è il valore U, migliori sono le proprietà termoisolanti della struttura.
  • DBN (Norme Edilizie Statali): Insieme di documenti normativi che stabiliscono i requisiti obbligatori per la progettazione e la costruzione di opere sul territorio dell’Ucraina.
  • Intercapedine di ventilazione: Spazio tra gli elementi del pacchetto di copertura (ad esempio, tra l’isolante e l’impermeabilizzazione, oppure tra l’impermeabilizzazione e il manto di copertura), destinato al libero flusso d’aria e all’evacuazione del vapore acqueo.

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